venerdì 5 giugno 2020

[Recensione] Ballata dell'Usignolo e del Serpente, di Suzanne Collins


Ballata dell'usignolo e del serpente recensione suzanne collins mondadori cover
(The Ballad of Songbirds and Snakes)

di Suzanne Collins

Editore: Mondadori
Pagine: 480
Genere: Distopico, YA
Data prima pubblicazione: 2020

Tornare a mettere le mani nell'universo di Hunger Games, diciamolo, non era impresa facile. Alle spalle hai: 
- una trama totalmente conclusa che non lascia spazio a seguiti credibili;
- una protagonista intoccabile che ha trascinato tre romanzi interamente sulle sue spalle grazie al carisma e all'aura ribelle che la contraddistingue e che per suo tramite impregna tutto il romanzo, diventandone una caratteristica identificativa;
- un'idea interessantissima dalla quale però cosa vuoi tirare fuori ancora che non sia stato detto e ridetto nei tre volumi che compongono la saga?

L'unica scelta intelligente poteva essere un prequel, ed è esattamente quello che ci troviamo tra le mani con Ballata dell'Usignolo e del Serpente.

Ci lasciamo alle spalle (con dispiacere, è vero, ma per amore di coerenza) Katniss, la rivolta, la distruzione di un mondo e partiamo dalle origini. In tutti i sensi, perché questo romanzo non solo racconta la storia del giovane Coriolanus Snow, futuro Presidente di Panem, e della sua scalata al potere ma ci porta alle origini degli Hunger Games come li conosciamo: uno spettacolo di morte che inspiegabilmente attira e affascina tutta la popolazione di Panem, dalla capitale Capitol City all'ultimo dei distretti.

Credo che il merito principale che va riconosciuto alla Collins sia di aver rispettato la propria creazione, complimento non certo scontato in un panorama di letteratura per giovani adulti in cui spesso snaturare una storia in nome del "seguito per forza" è un'abitudine purtroppo troppo ricorrente. Ballata dell'Usignolo e del Serpente non vuole farci provare di nuovo le emozioni della trilogia e le si allontana quasi completamente per ritmo (molto più lento e disteso), struttura (poco spazio dedicato all'azione nell'arena, decisamente maggiore esplorazione del "perché" e del "come" gli Hunger Games hanno nel tempo assunto la loro forma finale) e spirito (quel sentore di ribellione che scorre in ogni pagina della trilogia, qui non c'è: controllo è la parola chiave, non rivolta).

Sicuramente non siamo di fronte ad un romanzo perfetto ed esente da ogni critica: sono certa che ognuno troverà qualche aspetto che non lo convincerà del tutto ma mi sento abbastanza sicura nel poter dire che si tratta di uno dei prequel più ragionati e più consapevoli che mi sia capitato di leggere, che mantiene la coerenza del mondo e riesce ad arricchisce la storia originale rispondendo ad alcune domande che io personalmente mi ero fatta. E per me questo è un successo.

Voto: 8.5/10

♥ Questo libro fa per voi se... l'universo di Hunger Games vi ha affascinati ma siete pronti ad esplorarlo da un'angolazione molto diversa da quella a cui siete abituati.