giovedì 21 novembre 2013

Va' dove ti porta il cuore

di Susanna Tamaro
Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie. Questa mattina, in giardino, mi sono fermata a lungo davanti alla tua rosa. Nonostante sia autunno inoltrato, spicca con il suo color porpora, solitaria e arrogante, sul resto della vegetazione ormai spenta. Ti ricordi quando l’abbiamo piantata? Avevi dieci anni e da poco avevi letto il Piccolo Principe. Te l’avevo regalato io come premio per la tua promozione. Eri rimasta incantata dalla storia.
(incipit)

Libro piuttosto insipidino, anche se dalle recensioni mi aspettavo di peggio, Va' dove ti porta il cuore è un insieme di lettere che una nonna scrive alla nipote lontana raccontandole la propria vita e spiegandole il perché di alcune sue azioni e alcuni suoi comportamenti. L'aspetto che meno mi è piaciuto del libro è il sua totale inconcludenza: durante tutta la lettura mi sono chiesta dove volesse andare a parare l'autrice e giunta alla conclusione mi sono accorta che non ero ancora riuscita a darmi una risposta. Per di più il fatto che il finale sia "aperto" (l'ultima lettera non lascia intendere che si sia verificato qualche evento che ha causato l'interruzione della corrispondenza, semplicemente finisce il libro) non aiuta certo a dare un senso a tutto.

Altro difetto di questo libro, secondo me, è il fatto che al suo interno non c'è un solo personaggio a cui mi sia legata emotivamente: la nonna è una persona estremamente debole caratterialmente che non mi ha ispirato nessuna compassione, nella sua vita non vi è un guizzo di autodeterminazione, subisce e basta. Anche tra gli altri personaggi che compaiono nel suo racconto (la figlia, la nipote, i genitori, il marito, l'amante) non ce n'è uno abbastanza approfondito da potermi in qualche modo suscitare delle sensazioni, che siano positive o negative: sono una cornice abbozzata, compaiono con i loro problemi della vita di questa donna ma manca sempre qualcosa.

Terzo aspetto che non mi è piaciuto, ma forse qui sbaglio perché ogni libro ha diritto di trasmettere il messaggio che preferisce, sono altri gli aspetti che ne determinano la qualità, è l'essere davvero troppo, troppo fatalista: e il destino di qui, e il destino di là. Ci credo che la protagonista non ne ha fatta una giusta in tutta la sua vita, era sempre lì ad aspettare il destino invece di agire.

Tutti questi aspetti messi insieme hanno fatto si che il libro mi risultasse piuttosto noioso e mi hanno portato a fare un po' di fatica a finirlo nonostante la brevità: alla fine so perfettamente che anche Va' dove ti porta il cuore si aggiungerà in breve tempo a quella lista di libri che non mi hanno lasciato proprio nulla.

Il mio giudizio:


Formato: Paperback
Pagine: 165
Edizione: Baldini & Castoldi 1994
Inizio lettura: 10 novembre 2013
Fine lettura: 17 novembre 2013
Lettura n.: 48/2013

Covers:
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mercoledì 20 novembre 2013

Libri delle mie brame


Nuovo appuntamento con la mia wishlist; questa settimana c'è un intruso facile da indovinare, ovvero un libro già letto ma che è uscito con una nuova copertina me-ra-vi-glio-sa, e vista la mia malattia per questa saga temo proprio che farò l'acquisto pazzo (o meglio, i sette acquisti pazzi...)


 Wool
di Hugh Howey
Saga Wool, Libro 01
560 pagine, Fabbri Editori 2013

Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.


E l'eco rispose
di Khaled Hosseini
476 pagine, Piemme 2013

Khaled Hosseini, autore dei best seller "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille spledidi soli", ritorna in libreria con "E l’eco rispose", il nuovo attesissimo romanzo in cui lo scrittore afgano racconta i differenti volti che può assumere l’amore, il prendersi cura degli altri e di come certe scelte individuali possano avere un impatto sulle generazioni a venire. Anche in questo romanzo, particolarmente centrale è il tema della famiglia. Se i precedenti romanzi erano storie incentrate sulla condizione di essere padri e madri, questa volta Khaled Hosseini racconta la storia di una famiglia che si sviluppa attraverso il punto di vista di diverse generazioni, approfondendo in particolare le differenti sfaccettature dei legami fraterni e il modo in cui fratelli e sorelle si amano e si sacrificano l’uno per l’altro. Il romanzo si apre nell’Afghanistan del 1950, dove un padre racconta a suo figlio un’antica leggenda. Questa leggenda appartenente alla tradizione afgana rappresenta il detonatore di una potente e tragica storia che dividerà una famiglia intera. Seguendo i percorsi intrapresi dai diversi personaggi che popolano le pagine del romanzo, Hosseini conduce il lettore in un viaggio attorno al mondo, partendo da Kabul e arrivando a Parigi, a San Francisco e alle splendide isole della Grecia. Pagina dopo pagina, la storia prende sempre più forza, i fatti si accavallano l’uno con l’altro e le implicazioni sentimentali ed emotive divengono sempre più centrali. Es l’eco rispose, di Khaled Hosseini, è un romanzo indimenticabile che racconta di come sia possibile ritrovare se stessi attraverso l’amore e il sacrificio.


Il Ladro di Fulmini
di Rick Riordan
Saga Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo
363 pagine, Mondadori 2010

Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale..


L'amuleto di Samarcanda
di Jonathan Stroud
Saga Bartimaeus, Libro 01
449 pagine, Salani 2004

Il millenario Jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un'unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere. Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l'Amuleto di Samarcanda al temibile e ambizioso Simon Lovelace...


La Primula Rossa
di Emmuska Orczy
219 pagine, Newton Compton 1997

"La cercan qui, la cercan là,/ dove si trovi nessuno lo sa./ Che catturare mai non si possa,/ quella dannata Primula Rossa?"
Questa è la canzoncina che accompagna le gesta del personaggio creato dalla fantasia della Baronessa Orczy. Famoso in tutto il mondo, la Primula Rossa deve la propria larghissima fortuna anche al popolare film con Leslie Howard e Merle Oberon. Ambientato nel periodo più sanguinoso della Rivoluzione Francese, quello del Terrore, il romanzo racconta di un gruppo di coraggiosi che si prodiga per far fuggire oltre Manica gli aristocratici condannati alla ghigliottina. Ad ogni fuga riuscita, l'impresa viene firmata dalla misteriosa Primula Rossa, capo dell'associazione clandestina. Ma chi si nasconde dietro questo nome? Braccato dagli agenti del governo repubblicano francese, la Primula Rossa conserva il segreto della propria identità tra mille avventure, fino alla clamorosa rivelazione finale.


Alanna: The First Adventure
di Tamora Pierce
Saga Song of the Lionness, Libro 01
274 pagine, Simon Pulse 2005

"From now on I'm Alan of Trebond, the younger twin. I'll be a knight."
And so young Alanna of Trebond begins the journey to knighthood. Though a girl, Alanna has always craved the adventure and daring allowed only for boys; her twin brother, Thom, yearns to learn the art of magic. So one day they decide to switch places: Disguised as a girl, Thom heads for the convent to learn magic; Alanna, pretending to be a boy, is on her way to the castle of King Roald to begin her training as a page.
But the road to knighthood is not an easy one. As Alanna masters the skills necessary for battle, she must also learn to control her heart and to discern her enemies from her allies.
Filled with swords and sorcery, adventure and intrigue, good and evil, Alanna's first adventure begins -- one that will leard to the fulfillment of her dreams and the magical destiny that will make her a legend in her land.
Alanna's journey continues...


Dealing with Dragons
di Patricia C. Wrede
Saga Enchanted Forest Chronicles, Libro 01
212 pagine, HMH Books for Young Readers 2002

Cimorene is everything a princess is not supposed to be: headstrong, tomboyish, smart - and bored. So bored that she runs away to live with a dragon - and finds the family and excitement she's been looking for.






Sabriel
di Garth Nix
Saga Abhorsen, Libro 01
224 pagine, Garzanti 2013

La protagonista vive nella civile Ancelterra ed è una delle migliori allieve del prestigioso Wyverley College, però è nata al di là del Muro, nell'Antico Reame, una terra misteriosa che, a quanto si mormora, è governata dalla magia. Ed è nientemeno che la figlia di Abhorsen, un potente mago cui è affidato un compito fondamentale: impedire ai Morti di oltrepassare il confine tra il loro Regno e il Mondo dei Vivi. È dunque con un certo timore che, a poche settimane dalla fine della scuola, Sabriel aspetta l'arrivo del padre per discutere con lui del suo futuro. Ma il timore lascia il posto allo sgomento quando, invece dell'amato genitore, a Sabriel si presenta un messaggero con una rivelazione sconcertante: lo spirito di Abhorsen è prigioniero, incatenato nel Regno dei Morti, e soltanto lei può salvarlo, liberando così anche l'Antico Reame da una creatura malvagia, decisa a far trionfare i Morti sui Vivi.

sabato 16 novembre 2013

La maternità può attendere

di Elena Rosci
La maternità, che appare a molti come il primo dei desideri e il più urgente dei doveri, ha sintetizzato due dimensioni antinomiche dell'identità femminile, quasi a confonderle. Fino a tempi recenti nessuno si è chiesto se fosse un obbligo o un piacere, un giogo o una porta spalancata sulla felicità.
(incipit)

Ebbene si, ci sono entrata anch'io. Sono entrata anch'io nella fase in cui tutte le donne che conosco mi chiedono la stessa cosa: "Ma te allora? Sono dieci anni che stai con Massi, a quando il pargolo?", il che solitamente avviene dopo o in alternativa alla domanda: "E voi, quand'è che vi sposate?". Aaaaaaaaarggghhhhhh!!! Posso urlare? Posso picchiarle tutte? Perchè io ODIO queste domande, come se sposarsi e avere figli fossero i due soli obiettivi nella vita di una donna. Per questo ho letto questo libro, per capire se davvero sono l'unica al mondo che non ha problemi a dire che per ora sta bene così, e che non è nemmeno detto che in futuro si sposerà o avrà dei figli. Meno male, non lo sono.

Naturalmente il libro non fornisce soluzioni ma interessanti spunti di riflessione (anche se un messaggio chiaro, e che io condivido pienamente, lo dà: viviamo in un Paese che non fa nulla per essere d'aiuto alle famiglie e incoraggiare così i genitori a fare figli) tra i quali c'è, ad esempio, l'"immagine" classica della madre e la messa in discussione l'assolutezza di questo concetto: la madre "mediterranea", dedita solo alla cura dei figli, della casa e del marito, è ormai quasi del tutto scomparsa, eppure nel nostro Paese si fa finta che esista ancora. Di conseguenza non ci sono servizi, non ci sono leggi che tutelino e aiutino i genitori e che consentano ad entrambi di poter lavorare e allo stesso tempo dedicarsi ai figli. In Italia, o una donna sta a casa, o la famiglia si deve dissanguare in baby sitter, asili nido costosissimi e scuole con orari rigidi e incompatibili tra loro (con due figli di età diverse si perde un pomeriggio solo per andare a prenderli entrambi a scuola, visto che asilo, elementari e medie hanno tutte orari differenti), oppure rischiare di rovinare l'equilibrio interno rivolgendosi ai nonni, con i classici problemi che derivano da ciò.

Altro tema importante è la difficoltà nel conciliare le esigenze della madre e quelle del bambino: da sempre, e lo dico perché a me per prima è stato trasmesso questo messaggio, si ritiene che la madre debba annullarsi totalmente per i figli e vivere in funzione loro. Mia madre ha fatto così e a sua volta mia nonna ha fatto così con lei. Perché? Chi lo dice? Perché si pensa, ad esempio, che per i primi mesi di vita del bambino il più grande piacere della madre sia stargli appiccicata e vivere entrambi nella reciproca adorazione? Viene inoltre confutata l'idea di "maternità come destino", concetto che oggi fortunatamente si sta molto allentando ma ancora non è del tutto scomparso: la maternità è una scelta e non è che il non voler diventare madre mi renda meno donna rispetto a una che invece vuole diventarlo. Proprio quest'ultimo punto è stato oggetto qualche anno fa di un'accessima discussione con mia madre che sosteneva che per essere davvero tale, una donna deve sentire il desiderio della maternità, altrimenti non è abbastanza donna. L'avrei impastata al muro.

Si parla inoltre di come si è modificata nel tempo l'educazione delle bambine e come il concetto di "madre tradizionale" che ancora fatica ad essere estorto, sia in palese contrasto con i valori che oggi vengono ritenuti importanti (l'autonomia, l'indipendenza, la flessibilità, ecc.) e vengono fatti esempi delle motivazioni per cui molte donne, oggi, sono senza figli. Insomma, un libro che esplora in modo ampio una questione che sicuramente viene data troppo spesso per scontata, ma che invece ci riguarda tutte da vicino e che per questo motivo consiglierei a tutte le donne dai 20/25 anni in su.

Il mio giudizio:


Formato: Hardcover
Pagine: 192
Edizione: Mondadori, 2013
Inizio lettura: 04 novembre 2013
Fine lettura: 08 novembre 2013
Lettura n.: 48/2013

venerdì 15 novembre 2013

Lo Hobbit a Fumetti

The Hobbit
di J.R.R. Tolkien
David Wenzel (illustrazioni), Charles Dixon & Sean Deming (adattamento)
In una caverna sotterranea viveva uno hobbit.
Non era una caverna brutta, sporca, umida e neanche una caverna arida, sporca e sabbiosa: era una caverna hobbit, vale a dire comoda.
(incipit)

Sono davvero piena di entusiasmo dopo aver letto questa meravigliosa versione a fumetti de "Lo Hobbit", romanzo che ho letto integralmente qualche anno fa, che ho adorato e del quale sono in trepida attesa di vedere la seconda parte del film che ne è stato tratto. Per questo motivo, quando cercando una lettura leggera in biblioteca me lo sono trovato davanti, non ho potuto fare a meno di portarmelo a casa.

La storia è pienamente fedele al romanzo originale: anche i dialoghi sono stati mantenuti e ho apprezzato particolarmente l'ampio uso che è stato fatto delle parti discorsive. Si potrebbe addirittura dire che i dialoghi, i veri e propri balloon, siano quasi un corredo, completano in modo dinamico la narrazione di base, che si svolge all'interno dei riquadri (che non so come si chiamino) in cui vengono inserite le descrizioni e le parti narrate. Questo aspetto mi è piaciuto perchè in questo modo si è riusciti a non creare una semplificazione del romanzo ma una vera e propria versione differente, utilizzando insieme immagini e parole.

I disegni sono un'altro aspetto che mi è piaciuto molto: lo stile del disegno ha qualcosa di antico che lo rende perfetto per il tipo di storia narrata. In più, avendo lavorato in passato nell'ambiente del fumetto, mi rendo conto di quanto tempo abbia richiesto la realizzazione di quest'opera che è arte al cento per cento: le tavole sono ricche di dettagli e deve essere costato davvero tanto lavoro, con un risultato che però è davvero splendido.

Il mio giudizio:


Formato: Paperback
Pagine: 134
Edizione: Bompiani 2000 (1991)
Inizio lettura: 04 novembre 2013
Fine lettura: 05 novembre 2013
Lettura n.: 47/2013

Covers:
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mercoledì 13 novembre 2013

Libri delle mie brame


Questa settimana ho fatto delle nuove interessantissime scoperte libresche di vario genere, delle quali un paio mi ispirano particolarmente: sto parlando di "Il genio e il golem" e "La figlia del boia", due romanze che sembrano avere atmosfere abbastanza cupe da cui in questo periodo mi sento particolarmente attratta.


 Il genio e il golem
di Helene Wecker
592 pagine, Neri Pozza 2013

È un giorno del 1899 quando Otto Rotfield si inoltra nel folto del bosco di Konin, un paesino a sud di Danzica, e varca la soglia della catapecchia di Yehudah Schaalman. Rabbino dall’oscura fama – a Konin si sussurra che sia stato posseduto da un dybbuq, uno spirito maligno che gli avrebbe conferito poteri soprannaturali –, Schaalman è solito ricevere nel cuore della notte la visita di ragazze di campagna alla ricerca di filtri d’amore o di donne sterili che, grazie alle sue arti cabalistiche, restano incinte poco tempo dopo.
Figlio di un fabbricante di mobili, trentenne così inetto e arrogante che in meno di cinque anni ha mandato in rovina l’azienda di famiglia, Rotfield non è a caccia di incantesimi o magiche pozioni. Vuole da Schaalman molto di più: un golem che passi per umano, un golem- femmina che gli faccia da moglie docile e ubbidiente e lo accompagni verso la nuova terra promessa: l’America.
Disposto, in cambio di denaro, a offrire ogni sorta di servigi, Schaalman si cimenta nel compito e crea dall’argilla una splendida golem, pronta a seguire e proteggere il suo padrone e, insieme, a scatenare la sua potente forza distruttiva.
Rotfield si imbarca con la sua creatura sul Baltika, il piroscafo addetto alla rotta Danzica- New York, ma, subito dopo averle dato vita con la formula trascrittagli dal rabbino, per un malore a lungo trascurato muore. Sola, la golem sbarca a New York e si aggira, stordita e totalmente alla deriva, per le strade rumorose della metropoli della fine del XIX secolo.
Non lontano da lei, nella zona di Lower Manhattan chiamata Little Syria, Butros Arbeely, uno stagnino cattolico maronita, è alacremente al lavoro nella sua officina in cui fabbrica o rappezza tazze e piatti, pentole e padelle, ditali e candelabri.
È alle prese con un vecchio fiasco di rame malconcio appartenuto da tempo immemorabile a una famiglia siriana, quando viene attraversato da una scossa potentissima e spinto via lontano dal suo tavolo di lavoro. Il tempo di riprendersi e riaprire gli occhi che scorge davanti a sé un uomo nudo, dai tratti del volto di una perfezione inquietante, i capelli scurissimi e un bracciale di metallo al polso destro: un genio, da lui accidentalmente liberato, uno di quei genii potenti e intelligenti, la cui forma reale, inconsistente come un soffio d’aria e invisibile all’occhio umano, può radunare i venti del deserto e cavalcarli, e assumere le sembianze di qualsiasi essere vivente…


Lo strano mondo di Alex Woods
di Gavin Extence
352 pagine, Garzanti 2013

Per Alex Woods la notte è un momento magico, l'unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l'universo è l'unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre, e sua madre è una lettrice di tarocchi che l'ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall'ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l'arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia, per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell'universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo…


Io prima di te
di Jojo Moyes
392 pagine, Mondadori 2013

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.
A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

L'arte di cucinare desideri
di Erica Bauermeister
224 pagine, Garzanti 2013

L'aria profuma dell'aroma inconfondibile delle spezie inebrianti, del cioccolato intenso, del pane appena sfornato. Il ristorante di Lillian è un luogo speciale. Un luogo in cui tornare a sorridere e guardare al futuro con occhi diversi. Nella sua cucina Lillian non prepara solo piatti prelibati, ma li arricchisce con un ingrediente segreto in grado di scacciare la malinconia e dare voce alle emozioni più profonde. Un ingrediente che conosce fin da bambina perché l'ha aiutata a ritrovare l'affetto di sua madre. Intorno a lei, gli allievi della sua scuola di cucina e i suoi aiutanti ricercano quella stessa magia per dare una svolta alle loro vite. Come Chloe che, delusa dall'amore, ha paura dei sentimenti che prova; Finnegan che, fuggendo da un doloroso passato, si rifugia nella scrittura; o Isabelle che ha perso il gusto dei ricordi. Lillian sa che per ogni problema esiste la ricetta perfetta: una crostata di frutta per riassaporare la felicità, una zuppa fumante per farsi sorprendere di nuovo dal destino, un arrosto per avere nuovamente fiducia. Nessuno può tenere chiuso il proprio cuore davanti a un manicaretto preparato dalle sue mani. Nemmeno Al, il misterioso cliente che, dietro un'apparente sicurezza, nasconde una ferita: la crisi del suo matrimonio che ha fatto crollare le sue certezze. Anche per lui Lillian ha il rimedio giusto. Questa volta, però, è lei a essere in cerca di una risposta. La vita l'ha messa davanti a una notizia inaspettata e deve trovare il coraggio di guardare nel profondo di sé stessa.


Across the Universe
di Beth Revis
420 pagine, Piemme 2012

Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori come membro del Progetto Arca Spaziale: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola senza cautele dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale che sta perdendo velocità, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?


La figlia del boia
di Oliver Pötzsch
Saga La figlia del boia, Libro 01
432 pagine, Neri Pozza 2012

Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola – un cerchio sbiadito dalla cui estremità inferiore parte una croce – che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, davanti alla porta di casa, nella macabra scoperta del loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere che simboleggia la donna come controparte dell’uomo, la vita, ma anche la continuazione della vita dopo la morte… il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Sicché quando la piccola Maria, la mattina dopo che la madre adottiva scorge, lavandola nella tinozza, il fatidico cerchio sbiadito sulla sua spalla destra, scompare al seguito di una diabolica figura con una mano di ossa, gli abitanti di Schongau non hanno dubbi: la strega assassina è la levatrice, Martha Stechlin. È lei che ha tagliato la gola ai due bambini, è lei che, con un incantesimo, ha chiamato il demonio che ha rapito Maria.
Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo.
Jakob Kuisl, il boia di Schongau, un gigante alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena, un’attraente ragazza dalle labbra carnose, le fossette sulle guance e gli occhi ridenti, e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino, un giovane con la chioma fino alle spalle e il pizzetto spuntato sul mento così ben visto tra il gentil sesso di Schongau.
I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile. Una verità che, per Jakob, Simon e Magdalena, può emergere solo nel giro di una settimana, il tempo che resta prima che il rogo venga approntato.
Attraverso un’impeccabile e suggestiva ricostruzione storica della società tedesca del Seicento, La figlia del boia conduce il lettore in un’epoca di superstizioni e follie collettive e delinea una stupefacente figura propria di quel mondo: il boia, un uomo temuto, emarginato e, ad un tempo, un esperto erborista e un illuminato.


Il silenzio della neve
di Jenny Milchman
362 pagine, Sperling & Kupfer 2013

È una mattina gelida come tante altre nella grande casa di Nora Hamilton, sepolta tra le nevi dei monti Adirondack, nello Stato di New York. Eppure, al risveglio, Nora capisce subito che qualcosa non va. Il tempo di guardarsi intorno, e lasciare che la nebbia del sonno si diradi, e un'agghiacciante verità le si presenta davanti: suo marito Brendan è morto. Si è impiccato, senza un apparente motivo, senza lasciare nemmeno un biglietto. Dopo le prime ore di disperazione e incredulità, però, Nora comincia a riflettere: perché Brendan, marito affettuoso, poliziotto innamorato del suo lavoro, avrebbe dovuto togliersi la vita? C'è qualcosa che lei non sa? Forse qualcuno l'ha spinto a quel gesto? Tormentata dal dubbio e dal sospetto, nonostante il dolore Nora decide che è arrivato il momento di aprire gli occhi. Ha passato tutta la vita a evitare verità scomode, ma ora deve trovare il coraggio di affrontare quel che forse non ha mai voluto vedere. Indagando sul passato di Brendan, Nora incontra una sconcertante resistenza da parte degli amici, dei colleghi, persino della madre di lui, e si rende conto che sta facendo domande a cui nessuno vuole rispondere. Perché, sotto la coltre di ghiaccio, si nasconde qualcosa - un terribile segreto - che deve restare sepolto il più a lungo possibile...

martedì 12 novembre 2013

The Ocean at the End of the Lane

di Neil Gaiman
I wore a black suit and a white shirt, a black tie and black shoes, all polished and shiny: clothes that normally would make me feel uncomfortable, as if I were in a stolen uniform, or pretending to be an adult. Today they gave me comfort, of a kind. I was wearing the right clothes for a hard day.
(incipit)

Tappe del gdl: 1 Tappa - 2 Tappa - 3 Tappa - 4 Tappa

Questo romanzo è stato difficile, probabilmente perché sono un po' stanca di leggere in inglese e faccio fatica a mantenere l'alto livello di concentrazione che mi serve per poter leggere in lingua.

Di "The Ocean at the End of the Lane" mi è piaciuta innanzitutto l'atmosfera in cui galleggia la storia; dico "galleggia" perché effettivamente il romanzo mi ha dato l'idea di essere sospeso, come quando si fa il morto nell'acqua e ci si sente leggermente disorientati dal cambio di prospettiva (davanti a noi c'è il cielo), dall'elemento in cui siamo immersi e dai suoni ovattati che sentiamo avendo le orecchie sott'acqua: ecco, il romanzo mi ha fatto quest'impressione, come se si trovasse in una dimensione intermedia. E questo effetto mi è piaciuto moltissimo. In più, mi è piaciuto molto anche il contrasto creato dalla compresenza di scene dominate dall'angoscia, dal buio, dal freddo in cui il protagonista sfida ciò che lo sta aggredendo e momenti invece di calma, di famiglia: calde, luminose, profumate di cibo e un po' magiche.

L'acqua è l'elemento dominante del romanzo ed è presente in ogni situazione, legata a sentimenti e valori del tutto opposti: angoscia/calma, vita/morte, speranza/irrimediabilità. Ho amato moltissimo la visione ambivalente di questo elemento che io amo e temo allo stesso tempo, con la stessa ambivalenza presente nel romanzo. In più ho trovato fastastici i personaggi delle tre Hemstock, tanto che mi piacerebbe che Gaiman scrivesse un romanzo su di loro e sulla loro storia (a meno che non l'abbia già scritto, ovviamente, questo non lo so): sono misteriose, rassicuranti, potenti e spaventose. Il protagonista, addirittura, ritengo che sia stato messo quasi in secondo piano rispetto alle Hemstock, vere protagoniste della storia: tutto ciò che accade a questo bambino di cui non conosciamo il nome è il pretesto per aprirci uno spiraglio sulla lotta secolare di queste tre "streghe", anche se streghe non sono, come viene specificato anche nel libro, per difendere il mondo in cui hanno deciso di vivere dagli esseri che ogni tanto arrivano dai varchi che si aprono nella nostra realtà.

Purtroppo, forse a causa dell'inglese, sento che "mi manca qualcosa": è come se intorno a tutta la storia ci fosse una nebbiolina che non mi permettere di cogliere il senso complessivo: per questo motivo ho intenzione di rileggere a breve la traduzione italiana del romanzo, visto che mi sono resa conto di non essermelo goduto fino in fondo.

Il mio giudizio:


Formato: Ebook
Pagine: 148
Edizione: Harper Collins, 2013
Inizio lettura: 14 ottobre 2013
Fine lettura: 02 novembre 2013
Lettura n.: 46/2013

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