venerdì 31 dicembre 2010

I draghi del crepuscolo d'autunno (Trilogia di Dragonlance #1)

Titolo originale: Dragons of Autumn Twilight
Autore: Margaret Weis e Tracy Hickman
Anno di pubblicazione: 1984
Editore: Armenia
Pagine: 315

Iniziato il: 29 dicembre 2010
Terminato il: 31 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

Tika Waylan raddrizzò la schiena con un sospiro, sciogliendosi le spalle per dar sollievo ai muscoli rattrappiti. Gettato il cencio insaponato nel secchio d'acqua, si guardò attorno nella sala deserta.
(incipit)
Sarà che ho letto questo libro negli intervalli tra una tachipirina e l'altra e quindi non ero molto lucida o sarà forse che in questo periodo non sono molto in vena di fantasy, fatto sta che non me lo sono goduto in pieno. Devo dire che la storia è molto bella e alcuni personaggi mi sono piaciuti moltissimo (soprattutto il mago Raistlin, il kender Tass e il mago pazzo Fizban), però...non so, non mi ha coinvolta al 100% come invece mi succede di solito con saghe di questo genere. Ripeto, forse è colpa mia che non ero nella condizione migliore, e con 38 di febbre probabilmente non mi sarebbe piaciuto nemmeno "Il Signore degli Anelli", però non mi ha stregata. Forse può sembrare sciocco ma mi ha delusa moltissimo la mappa: piccola, non definita...brutta, brutta! E in una saga fantasy la mappa è essenziale. Comunque non voglio lasciarmi influenzare da questa prima impressione e andrò avanti a leggere tutta la trilogia.

L'isola dei segreti

Titolo originale: Bright Young Things
Autore: Scarlett Thomas
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Newton Compton
Pagine: 323

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 29 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Giovani menti brillanti cercansi per grande progetto. Inviare busta affrancata a Casella Postale 2300, Edimburgo
(incipit)
Si può amare e contemporaneamente odiare profondamente un autore? Nel caso di Scarlett Thomas la risposta è sicuramente si! La amo perchè è geniale, i suoi libri sono avvincenti e mi prendono talmente tanto che, come nel caso de "L'isola dei segreti", li divoro in alcune ore. E poi mi butta lì un finale che...ma andiamo con ordine: ci vengono presentati sei personaggi, tre ragazzi e tre ragazzi, tutti piuttosto allo sbando. I sei rispondono ad un annuncio di lavoro nel quale si cercano "giovani menti brillanti" (da qui il titolo inglese) per un progetto non meglio specificato. Dopo un brevissimo colloquio ed un caffè si ritrovano tutti inspiegabilmente su un'isola deserta, sulla quale vi sono solo una casa, una pala eolica che la rifornisce di energia elettrica e dei pannelli solari. Inizialmente terrorizzati i ragazzi sembrano abituarsi alla casa, che scoprono piena di provviste alimentari, e alla loro condizione di solitudine, pur non smettendo mai di farsi domande sul perchè si trovino lì, chi ce li abbia trasportati e in che modo, e soprattutto che intenzioni abbia.

Come in un incrocio tra Lost e il Grande Fratello, i ragazzi iniziano a conoscersi, a parlare tra loro anche dei loro segreti più imbarazzanti (mi è piaciuta un sacco la sequenza di "obbligo o verità") e si creano le prime simpatie "di coppia". Un giorno, i ragazzi scoprono finalmente il motivo per cui si trovano lì...ed è una trovata fantastica: facendo morire l'uomo prima che compia le efferate azioni che si proponeva, la Thomas sconvolge l'ordine degli eventi che chiunque si sarebbe aspettato. A quel punto, però, per i ragazzi diventa chiaro che la loro unica possibilità di tornare a casa è svanita con la morte dello sconosciuto e decidono così di affidarsi alla loro unica possibilità: mandare un messaggio di richiesta di aiuto (piuttosto originale, oltretutto) insieme al cadavere dell'uomo su un canotto trovato in soffitta. Ed è in questo momento, che la Scarlett mi mette questo finale che...giuro, se l'avessi avuta tra le mani l'avrei strangolata: uno dei ragazzi, di nascosto dagli altri, prende il biglietto dal cadavere e lo fa a pezzetti, buttandolo in mare. Ma per quale motivo deve fare una cosa del genere? E' vero che si era capito che nessuno dei tanti era molto convinto di voler davvero lasciare l'isola ma...è una cosa senza senso, anche con tutte le provviste della casa non potrebbero mai sopravvivere fino alla vecchiaia. Cosa diventa, un gioco al massacro finchè non si mangiano tra loro? Non so davvero, mi ha lasciato con talmente tanto amaro in bocca che mi verrebbe voglia di non leggere più i suoi libri, per ripicca. Solo che so già che non riuscirei!

martedì 28 dicembre 2010

Io e te

Autore: Niccolò Ammaniti
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Einaudi
Pagine: 116

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 28 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

- Caffè?
Una cameriera mi scruta da sopra la montatura degli occhiali. In mano ha un thermos argentato.
Le porgo la tazza. - Grazie.
Me la riempie fino al bordo. - È venuto per la fiera?
Faccio segno di no con la testa. - Che fiera?
- La fiera dei cavalli.
(incipit)
Nel caso di "Io e te" non parliamo di un romanzo, bensì di un racconto (Wikipedia lo classifica diversamente ma io non sono d'accordo). Io non amo particolarmente i racconti perchè in poche pagine faccio estremamente fatica ad immedesimarmi e solitamente me li dimentico nel giro di poco tempo, purtroppo, anche quando mi piacciono. E questo mi è piaciuto. Il protagonista è Lorenzo, un quattordicenne con una serie di problemi relazionali che un giorno racconta alla madre di essere stato invitato dagli amici in settimana bianca. La donna è talmente felice del fatto che finalmente suo figlio sia riuscito a legare con altri ragazzi che Lorenzo non ha il coraggio di confessarle di aver inventato tutto per un motivo che anch'egli non sa spiegare. Decide così di rifugiarsi per una settimana nella cantina del suo palazzo con una scorta di cibo in scatola e coca cola, libri e playstation. Tutto procede bene fino all'inaspettato arrivo di Olivia, la sua sorellastra. La ragazza lo costringe a concederle ospitalità ed è proprio la convivenza forzata con lei e la scoperta dei suoi problemi di droga ad aiutare Lorenzo, a far sbloccare quel meccanismo inceppato dentro di lui che gli impediva di relazionarsi in maniera "normale" con gli altri. Ho apprezzato la capacità di Ammaniti di descrivere il disagio di Lorenzo, il suo tentativo di mimetizzarsi all'interno della società per nascondersi, la sua incapacità di reazione anche di fronte all'"aggressione" di sua madre da parte di uno sconosciuto. Peccato, quindi, che sia stato solo un racconto di poco più di cento pagine, probabilmente l'avrei apprezzato di più se fosse stato più approfondito.

lunedì 27 dicembre 2010

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie/Attraverso lo specchio

Titolo originale: Alice Adventures in Wonderland/Through the Looking-glass
Autore: Lewis Carroll
Anno di pubblicazione: 1865
Editore: Mondadori
Pagine: 384

Iniziato il: 15 dicembre 2010
Terminato il: 26 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★★

Alice cominciava a non poterne più di stare seduta accanto a sua sorella sulla riva del fiume senza avere niente da fare; una o due volte aveva sbirciato nel libro che la sorella stava leggendo, ma non c'erano né figure, né dialoghi: «E a che cosa serve un libro», pensò Alice, «senza le figure o i dialoghi?»
(incipit)
Non mi stancherò mai di leggere questo libro; la mia ennesima rilettura è partita dopo aver visto il film di Tim Burton, in quanto dovevo accertarmi di alcuni particolari che non ricordavo, come ad esempio la Regina Bianca svampita (in effetti si, è vero) e il Ciciarampa, che nella mia edizione è tradotto "Ciarlestrone". Dei due racconti ho sempre preferito il secondo, probabilmente per la sua particolare struttura a partita di scacchi, durante la quale il pedone Alice deve diventare Regina e poi fare Scacco Matto al re rosso, anche se la parte che mi ha sempre affascinata in maniera particolare si trova in "Alice nel Paese delle Meraviglie", quando la bambina cade nella tana di coniglio e si trova nel corridoio pieno di porte. Anche nel cartone animato Disney quel momento ha sempre avuto un impatto particolare su di me, addirittura da mandare indietro la cassetta e riguardare più volte di fila la stessa scena. Non so davvero spiegarne il motivo.

Per affrontare la lettura di "Alice" è indispensabile avere un'edizione con delle belle note lunghe, che riportino le traduzioni di tutte le poesie e le spiegazione degli innumerevoli giochi di parole disseminati nel testo, altrimenti non si capisce una mazza, dato che anche con tutta la buona volontà del mondo un traduttore non potrebbe mai renderli in italiano. Meglio ancora sarebbe avere un'edizione con il testo a fronte, che però io non sono mai riuscita a trovare: così ho rimediato con una in inglese e una in italiano. In ogni caso fortunatamente su internet ci sono moltissimi siti che ripropongono gratuitamente il testo in lingua originale con tanto di illustrazioni, che nel caso di "Alice" sono parte integrante del testo, non soltanto perchè Carrol ne parla direttamente all'interno del libro, ma perchè alcune scelte nella trama sono state effettuate proprio su consiglio di Tenniel, l'illustratore originale al quale Carrol stesso si è affidato.

In ogni caso, durante la lettura il mio pensiero costante è stato uno solo: quanto avrei voluto essere anche io una delle bambine inglesi della seconda medtà dell'800 che per la prima volta hanno letto questo meraviglioso libro, capendo immediatamente (perchè appartenenti alla loro vita di tutti i giorni) le storpiature di Carroll delle canzoncine e poesie che erano obbligate a studiare a scuola, i giochi di parole e tutte le altre piccole follie che l'autore ha inserito nel racconto.

mercoledì 15 dicembre 2010

Augh, Stella Cadente!

Titolo originale: Fliegender Stern
Autore: Ursula Wölfel
Anno di pubblicazione: 1993
Editore: Piemme
Pagine: 120

Iniziato il: 9 dicembre 2010
Terminato il: 14 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

Stella Cadente era seduto davanti alla tenda di suo padre e pensava: «È brutto essere ancora un bambino. Perché ci vuole così tanto prima di diventare grande?»
(incipit)
Non ho impiegato davvero quasi una settimana a finire questo mini-libriccino, è solo che durante questi giorni, mi ci sono messa solo un paio di volte la sera prima di andare a dormire. Fa parte dei libri che da bambina non sono riuscita a leggere e che, per qualche motivo (che assolutamente non ricordo) mi aveva incuriosita : racconta la storia di un piccolo indiano con tanta voglia di crescere che un giorno decide di partire per andare a parlare con "l'uomo bianco", ovvero il responsabile della scomparsa dei bufali dalle praterie che è causa della fame della sua tribù, e spiegargli quanto quegli animali siano importanti per il suo popolo. Un'avventura per bambini, che fa però riflettere (almeno ad un adulto) su quanto a queste popolazioni, come a tante altre nella storia, sia stato tolto tutto, compresa la libertà di decidere come vivere la propria esistenza.

giovedì 9 dicembre 2010

Legacy

Titolo originale: Legacy
Autore: Cayla Kluver
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 384

Iniziato il: 6 dicembre 2010
Terminato il: 8 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Il primo bambino scomparve il giorno della sua nascita, una notte in cui la luna giallo pallido che dominava il cielo si fece rossa e inondò il firmamento del colore spaventoso del sangue, la stessa notte in cui il regno di Cokyri interruppe il suo attacco spietato. Da quel momento nei villaggi di Hytanica i neonati continuarono a sparire.
(incipit)
Per la serie "se non è una saga non ci provo gusto", ecco l'ennesimo primo libro: in questo caso già si sa che i sequel dovrebbero essere solo due, ma non si sa mai a cosa può portare un eventuale successo editoriale. Come molte altre volte è capitato, la mia scelta ammetto sia dovuta per l'80% alla copertina e per il restante 20% alla trama che mi pareva interessante; meno male, invece, che non mi sono accorta dell'età della scruittrice, altrimenti mi sarei sicuramente persa un libro che ho letteralmente divorato. La ragazza, infatti, ha 18 anni adesso, ma evidentemente quando ha iniziato a scrivere il libro ne avrà presumibilmente avuti 16 o 17...forse anche meno.

La storia è ambientata nel reame di Hytanica di ispirazione medievale anche se, come in tutti i fantasy, tempo e spazio sono assolutamente indefiniti. La protagonista è la principessa ereditaria, Alera, una ragazza affascinante e curiosa che si trova di fronte allo storico dilemma di tutte le principesse: sposarsi per amore, o per il bene del regno? Il suo sgradito pretendente è il bellissimo Steldor, figlio del capitano dell'esercito e favorito di suo padre come successore al trono. Il ragazzo è davvero insopportabile, ma è un personaggio molto interessante e anche divertente (certo, non dal punto di vista di Alera) ed è l'unico che corrisponda ai criteri decisi dal re per diventare il nuovo sovrano. Un altro personaggio che mi ha incuriosito moltissimo è London, la guardia del corpo di Alera, che nel corso del racconto viene coinvolto in episodi poco chiari che probabilmente verranno spiegati nei libri successivi.

Purtroppo per lei, Alera non può far valere le sue volontà in quanto nel regno di Hytanica la decisione del re, in quanto uomo, è indiscutibile. Nonostante nel corso del racconto venga sottolineato più volte che secondo la cultura di Hytanica la donna sia completamente sottomessa alla volontà dell'uomo, che può disporre di lei a sua discrezione, la ragazza sembra molto libera: viene coinvolta negli affari di stato, le guardie parlano con lei spiegandole ciò che accade a palazzo, non viene allontanata se scoperta ad origliare cose che non dovrebbe sentire, ecc...

La situazione di relativa tranquillità viene sconvolta dall'arrivo di Narian, un ragazzo Hytanico cresciuto dai cokyriani (il popolo da sempre nemico degli hytanici) in seguito ad alcuni eventi risalenti alla guerra tra i due regni. Narian, con il suo atteggiamento misterioso e il grande interesse e rispetto che mostra per Alera, seduce la ragazza che, ancora di più, si convince che l'unica sua possibilità di essere felice sia di non sposare Steldor.

Naturalmente tutto, per prima una leggenda sul destino di Hytanica, impedisce ai due di frequentarsi e questo primo libro termina in un momento talmente "clou" che avrei avuto voglia di iniziare subito il sequel...purtroppo non è ancora stato pubblicato, nè in italiano, nè in inglese!!! =C sigh! Non posso nemmeno soddisfare la mia curiosità anticipando la lettura con la versione originale!

Nonno Tano

Autore: Roberta Grazzani
Anno di pubblicazione: 1992
Editore: Piemme
Pagine: 155

Iniziato il: 5 dicembre 2010
Terminato il: 6 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Prosegue il mio viaggio nei ricordi d'infanzia con la collana del Battello a Vapore e questa volta ho incontrato Nonno Tano. Il libro racconta della vacanza estiva di Sara, Paolo ed Elisa, che partono per la prima volta senza i loro genitori per trascorrere l'estate a casa dei "nonni di Sicilia": Nonno Tano e Nonna Cettina.

Le giornate insieme ai nonni sono piene di avventure, dal bagno al largo ai cuccioli di dalmata, dalla ricerca dell'occhio del pesce (episodio divertentissimo) all'incontro con i delfini. Il bello del libro sta proprio in queste piccole avventure che tutti i bambini desiderano vivere durante le loro vacanze.

mercoledì 8 dicembre 2010

Barriera per conigli

Titolo originale: Follow the Rabbit-Proof Fence
Autore: Doris Pilkington
Anno di pubblicazione: 1996
Editore: Giano
Pagine: 136

Iniziato il: 11 ottobre 2010
Terminato il: 13 ottobre 2010
Valutazione: ★★★

All'inizio degli anni Trenta, nella Australia Occidentale, tre ragazzine compirono un'incredibile impresa. Fuggite dall'istituto dove erano segregate, percorsero a piedi più di 1500 chilometri nel corso di 9 settimane, attraversando il bush in condizioni di assoluta precarietà, fino a raggiungeresane e salve il loro villaggio di provenienza.
L'autrice, figlia di una delle tre ragazzine, ha ricostruito in questo libro la storia di quella fuga, basandosi sui ricordi delle protagoniste e rielaborandoli alla luce della storia australiana, dal tempo in cui solo gli aborigeni abitavano il bush, attraverso l'arrivo dei coloni europei, fino alla decisione da parte del governo di affrontare la questione dei bambini meticci.
(retro di copertina)
Un libro davvero toccante, che racconta la vera storia di tre ragazzine aborigene strappate alle loro famiglie e spedite in un centro di rieducazione appositamente creato per trasformare i bambini indigeni in domestici al servizio dei bianchi. La loro fuga ha dell'incredibile perchè è durata più di due mesi attraverso il bush australiano, inseguite da coloro che volevano riportarle nella loro prigione, e senza potersi fidare dell'aiuto di nessuno. Emozionante il momento in cui le tre bambine vedono finalmente, dopo giorni di cammino, la barriera per conigli, che diventa un simbolo di speranza. Un libro per riflettere ancora una volta (perchè non basta mai) sulle atrocità compiute dall'uomo nella sua storia e magari fare un passo in più verso la possibilità che tutto ciò non si ripeta mai più.