venerdì 15 gennaio 2010

[Recensione] Iliade di Omero, a cura di Maria Grazia Ciani


Iliade di Omero a cura di Maria Grazia Ciani(Ιλιάς)
di Omero / Maria Grazia Ciani

Editore: Marsilio
Pagine: 568
Genere: Classico, Poema Epico
Data prima pubblicazione: -

Era da tanto tempo che volevo riprendere in mano i grandi poemi epici al di là dell'approccio scolastico, che purtroppo in molti casi ha il potere di rovinare il piacere della lettura delle grandi opere già solo per il fatto che ti obbliga a studiarle.
Allo stesso tempo ero un po' spaventata all'idea di trovarmi sola davanti al testo, a diretto contatto con una forma letteraria, il poema, che di certo non è esattamente il più semplice e accessibile, anche quando ben provvisto di note.  Alla fine la scelta si è concentrata su una versione in prosa che sapevo essere valida:  quella edita Marsilio a cura di Maria Grazia Ciani.

Ammetto di essere partita comunque un po' scettica ma la decisione si è rivelata azzeccata perché questa versione in prosa si è rivelata non solo più accessibile e scorrevole, ma anche estremamente appassionante, permettendomi di entrare in profonda connessione con i personaggi, i cui sentimenti, grazie alla forma in prosa e alla bravura della Ciani, mi sono risultati molto più comprensibili rispetto alla forma poetica, con la quale faccio sempre una gran fatica ad entrare in sintonia. 

Merito della Ciani è anche l'essere riuscita a modernizzare la narrazione, conservando però le figure retoriche e le formule originali, senza quindi - a mio parere - snaturare l'opera. Per molti probabilmente l'idea di mettere in prosa i poemi epici è quanto di più vicino all'eresia possa essere concepito ma a me è piaciuta molto e mi ha reso finalmente possibile comprendere davvero i personaggi. 

Per quanto riguarda l'opera in sè, non arrivo certo io a dare un contributo serio e critico sull'Iliade, ma voglio comunque spendere i miei "2 cents" per la causa del I GRANDI CLASSICI POSSIAMO LEGGERLI E PARLARNE TUTTI, ANCHE SE NON ABBIAMO UN DOTTORATO IN LETTERATURA ANTICA E ANCHE SE NE PARLIAMO COME SE STESSIMO COMMENTANDO L'ULTIMA STAGIONE DI GLEE. 

Dal punto di vista "emotivo" non ho cambiato parere rispetto alla mia prima lettura scolastica e la mia visione della guerra è sempre nettamente di parte troiana. I troiani sono umani: hanno paura, soffrono, hanno delle debolezze mentre i greci... Beh, i greci sono più dei superuomini e personalmente non li reggo. In più, se è vero che il mio cervello comprende ciò che Achille e i greci rappresentano nel poema, il mio cuore (che si crogiola nel proprio anacronismo) non riuscirà mai a perdonare lo sfregio del corpo di Ettore e l'arroganza di quel biondino figlio di papà (Team Ettore tutta la vita). 

Anche per quanto riguarda i personaggi preferiti, resto coerente nel mio amore per Ettore e Andromaca, coppia da manuale e protagonista delle parti più struggenti e meravigliose del poema: l'ultimo incontro prima della discesa in battaglia di Ettore e l'addio di Andromaca al marito dopo che Achille ne ha finalmente restituito il corpo. Piangevo col poema, figuriamoci con la prosa: una valle di lacrime. 

Siccome in materia di letteratura e mitologia greca sono molto ignorante (come si nota da questo post ^_^), ho cercato su internet alcune informazioni sul destino che la letteratura successiva ha riservato ad  Andromaca e al figlio Astianatte dopo la fine delle vicende narrate:
  • Le opere più classiche in merito sono ovviamente l'Andromaca e Le Troiane di Euripide, il quale come è facile immaginare non fa fare una bella fine a nessuno dei due.
  • Andromaca ricompare anche nell'Eneide di Virgilio, dove pur persa nel suo dolore, riesce a ritrovare un po' di pace a fianco di Eleno, fratello di Ettore 
  • Jean Racine nel 1667 è più clemente con entrambi, e nella sua Andromaca entrambi sopravvivono e il personaggio di Andromaca viene rivestito di candore e di lirismo
∴ ∴ ∴ ∴

Edit 2021: Stranamente in questo periodo di grande moda dei retelling e delle rivisitazioni dei classici non ho trovato nessun romanzo che si sia occupato di riprendere in mano nello specifico la figura di Andromaca e concentrarsi esclusivamente su di lei.
Diverse sono invece le opere che hanno ripreso la materia dell'Iliade negli ultimi anni e, nonostante al momento io non ne abbia letta nessuna e non possa quindi confermarlo, è possibile che tra le loro pagine venga raccontato anche il suo personaggio. Eccone alcune:
  • Figuriamoci se Marion Zimmer Bradley poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di mettere le mani sull'epica greca, e infatti nel 1987 pubblica La Torcia, dove dal punto di vista della principessa Cassandra si rivive, tra le altre storie, anche la guerra di Troia.
  • Un'altra autrice che non sarebbe stata coerente con se stessa se non avesse almeno provato a darci la sua lettura della guerra di Troia è Colleen McCullough, che con Il canto di Troia del 1999 passa dalla storia romana alla storia greca e ci racconta le gesta dei grandi eroi.
  • Nel 2004 Alessandro Baricco pubblica Omero, Iliade una rilettura e reinterpretazione del poema, che però non ho ancora letto. 
  • Nel 2011 Madeline Miller ha pubblicato il fortunatissimo La Canzone di Achille, che approfondisce e rivisita la figura del grande eroe greco e degli Achei. 
  • Ne Il silenzio delle ragazze del 2018, Pat Barker ci mostra il punto di vista di Briseide e delle altre schiave del campo acheo.
  • Nel 2019 esce Il canto di Calliope di Natalie Haynes, che si propone di raccontare la caduta di Troia dal punto di vista delle donne, una delle quali è proprio Andromaca.

Voto: 10/10

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