Vetro

Autore: Giuseppe Furno
Data di pubblicazione: 2013
Editore: Longanesi, 2013
Formato: Hardcover, 784 pag.

Inizio lettura: 21 agosto 2013
Fine lettura: 01 settembre 2013
Lettura n.: 33/2013
Il mio voto: ★★★★☆

Tutto era accaduto nello spazio di un respiro, poco prima della mezzanotte. Di quell’attimo Andrea ricordava il lampo, la vibrazione, il boato, poi il vento, infine il calore e le fiamme. Chissà perché, sulle prime, aveva attribuito l’esplosione alla fine della storia con Taddea. Probabilmente era stato il sonno a sposare due eventi che nulla avevano in comune, salvo un improvviso cambiamento.

Il romanzo è diviso in quattro parti, come gli elementi: fuoco, acqua, terra, aria ed effettivamente ogni elemento è predominante nella parte che ne prende il nome. Il protagonista della vicenda è Andrea Loredan, figlio minore del doge Pietro Loredan (figura storica realmente esistita; nella realtà ebbe però un solo figlio, Alvise, presente anch’egli nel romanzo) e Avvocato de’Prigioni, ovvero avvocato “d’ufficio” che difende coloro che vengono arrestati e rinchiusi nelle prigioni di Venezia.

Il tutto inizia il 13 settembre 1569, notte dello scoppio dell’Arsenale; durante i tragici eventi di quella notte, Andrea viene coinvolto in una vicenda misteriosa che riguarda una badessa in fin di vita e un anziano turco. Contemporaneamente la sua vita si lega a quella di Sofia Ruis, una madre che ha perso inspiegabilmente un figlio e ora rischia di perdere anche l’altro, accusato dell’omicidio del fratellino.

Anche se il protagonista “ufficiale” del romanzo è Andrea, l’autore ci dà la possibilità di leggere la vicenda dai punti di vista di innumerevoli personaggi; ciò permette di approfondire e delineare tutta una serie di figure che popolano la Venezia del romanzo e mostrare i diversi aspetti e le diverse facce della vita nella città: gli intrighi politici, la vita quotidiana, il lavoro, il funzionamento delle leggi, ecc. Insomma, fa vivere la Venezia del ‘500 in maniera così realistica e intensa da dare davvero l’impressione di esserne catapultati per le strade. Senza dubbio uno dei romanzi meglio scritti tra quelli da me letti quest’anno (e tra i “non-classici” è certamente il migliore).

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