Vacanze all'Isola dei Gabbiani

Titolo originale: Vi på Saltkråkan
Autore: Astrid Lindgren
Anno di pubblicazione: 1964
Editore: Salani
Pagine: 352

Iniziato il: 24 maggio 2010
Terminato il: 08 giugno 2010
Valutazione: ★★★★★

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Scendi al molo di Stoccolma una mattina d’estate e guarda se c’è attraccata una piccola nave bianca, di nome Gabbiano I, che fa la spola nell’arcipelago: se c’è, quella è la nave giusta, e non hai che da salire a bordo. Alle dieci precise suona la campanella della partenza, e la nave si stacca dal molo a macchina indietro, pronta a partire per il suo solito giro, che termina laggiù, alle isole più lontane dell’arcipelago di Stoccolma. Il Gabbiano I è una piccola nave decisa ed energica e ha fatto questo tragitto tre volte la settimana per più di trent’anni, anche se, con ogni probabilità, non ha mai saputo di solcare acque diverse da tutte le altre acque del mondo.

(incipit)

Ecco un libro che mi è tanto dispiaciuto finire. So che sentirò la mancanza di tutti i personaggi: della dolce Karin, del buffo Melker, del tenero Pelle, della furba Melina, della piccola Stina, degli avventurosi Johan, Niklas, Teddy e Freddy e dei loro buffi animali (soprattutto Nostromo). Mi mancherà molto anche l’atmosfera di serenità che si respira in questo libro, la natura viva come non mai anche in un clima così rigido, e la Vecchia Falegnameria, alla quale anche io come i Melkerson mi sono affezionata.
Questo è il motivo per cui all’età di 25 anni io continuo imperterrita ad amare i libri per bambini: perchè sono gli unici che riescono davvero a comunicare serenità e che ti fanno capire che non è necessario avere tante cose per essere felici, basta un po’ di fantasia e l’affetto delle persone a te care.


CAPITOLI 1-5
Questo libro mi piace moltissimo e in tutti i suoi aspetti: adoro l’atmosfera di tranquillità che mi pervade completamente e mentre leggo mi sembra di sentire l’aria fresca, il rumore delle onde e i richiami dei gabbiani. Ogni personaggio è adorabile nelle sue caratteristiche, anche se il mio preferito in assoluto è Melker: non sono riuscita a fare a meno di ridere mentre me lo immaginavo (nel capitolo 5) tuffarsi eroicamente in acqua per salvare suo figlio che non stava assolutamente annegando.
Amo le parti prese dal diario di Karin, le trovo molto poetiche e molto tenere, perchè sono pervase dall’amore assoluto che questa ragazza prova per suo padre e per i suoi fratelli, nonostante lei si sia completamente annullata per loro e sia stata costretta a crescere troppo velocemente.
Melina è favolosa: sicuramente è un personaggio piuttosto irreale (un po’ troppo “saggia”), però mi piace da impazzire e, per il momento, la preferisco a Stina. Mi sono immaginata la sua faccina da furbacchiona quando dice: “E’ successo tutto da solo!” dopo che lei e Pelle si sono completamente lavati alla festa di Mezza Estate.
Quello che mi piace di questo libro è che si tratta del racconto sereno delle avventure che possono accadere a qualsiasi bambino in vacanza! Io che ho sempre trascorso le mie estati in camper (quindi “all’avventura”, non ferma in campeggio), avrei avuto tante di quelle cose buffe da raccontare se solo mi fossi messa a scrivere un diario, e sono certa che ogni bambino in estate viva delle avventure bellissime e divertentissime (ma a volte anche un po’ pericolose) che poi si concludono con una risata a casa tra le persone che gli vogliono bene.

CAPITOLI 6-11
Arriva l’inverno sull’Isola dei Gabbiani, ma il freddo e la neve non disturbano certo le avventure dei Melkerson e dei loro amici che danno davvero il meglio di sé in questa seconda parte. Finalmente Karin sembra aver trovato il suo principe: come sono stata contenta per lei e che risate mi sono fatta quando Melina e Stina hanno cercato di farlo ritornare un ranocchio!! =D La povera Melina, poi, mi ha fatto una gran tenerezza quando si pensa che Nostromo, il suo “cagnone pulcioso”, debba essere soppresso: poverina, si sente in colpa per essersi fatta assorbire completamente dalle cure alla piccola foca Mosè e aver di conseguenza considerato poco in suo amato San Bernardo (ma chi non si sarebbe distratto se avesse avuto un cucciolo di foca a cui badare? Nella vita certe occasioni capitano una volta sola!). Anche Pelle riceve una bruttissima sorpresa quando il suo coniglietto fugge dalla gabbia chiusa male venendo mangiato dalla volpe e purtroppo si prepara anche un’altra bruttissima scoperta per i tre bambini, dato che Vestermann ha ormai scoperto il nascondiglio della piccola foca e ha tutta l’intenzione di venderla. Sicuramente tutto si risolverà per il meglio, però sono curiosa di sapere in che modo e soprattutto ho una gran voglia di conoscere il finale della storia tra Karin e Petter (è vero che il libro l’ho già letto, ma me lo ricordo poco, quindi sarà una sorpresa!)

CAPITOLI 12-14
Ieri sera sono arrivata alla fine di questa favolosa storia: i poveri Melkerson non riescono proprio a passare la primavera senza intoppi e fino all’ultimo, tutto sembra contro di loro. Quando infatti il problema Vestermann viene risolto e Pelle libera Mosè, non c’è il tempo di far passare qualche settimana che subito piomba un nuovo problema tra capo e collo: la proprietaria della Vecchia Falegnameria (non che la moglie del falegname) vuole vendere la proprietà e l’acquirente è un grasso riccone con una figlia estremamante antipatica e snob (e alla quale Nostromo dà una bella lezione).
Come sempre, però, Pelle e Melina rivelano segrete abilità che solo i bambini riescono a possedere e (grazie anche a quel pizzico di fortuna che nella vita non guasta mai) finalmente, dopo tanto pianto e disperazione, la Vecchia Falegnameria entra in loro possesso per promettere infinite, spendide estati all’Isola dei Gabbiani.
Al contrario di quello che mi aspettavo, la storia tra Karin e il suo principe non subisce nuove evoluzioni ma, per ciò che viene detto negli ultimi capitoli del libro, si può immaginare un proseguimento felice.

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