Va' dove ti porta il cuore

di Susanna Tamaro
Formato: Paperback
Pagine: 165
Edizione: Baldini & Castoldi 1994
Inizio lettura: 10 novembre 2013
Fine lettura: 17 novembre 2013
Lettura n.: 48/2013

Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie. Questa mattina, in giardino, mi sono fermata a lungo davanti alla tua rosa. Nonostante sia autunno inoltrato, spicca con il suo color porpora, solitaria e arrogante, sul resto della vegetazione ormai spenta. Ti ricordi quando l’abbiamo piantata? Avevi dieci anni e da poco avevi letto il Piccolo Principe. Te l’avevo regalato io come premio per la tua promozione. Eri rimasta incantata dalla storia.
(incipit)

Libro piuttosto insipidino, anche se dalle recensioni mi aspettavo di peggio, Va’ dove ti porta il cuore è un insieme di lettere che una nonna scrive alla nipote lontana raccontandole la propria vita e spiegandole il perché di alcune sue azioni e alcuni suoi comportamenti. L’aspetto che meno mi è piaciuto del libro è il sua totale inconcludenza: durante tutta la lettura mi sono chiesta dove volesse andare a parare l’autrice e giunta alla conclusione mi sono accorta che non ero ancora riuscita a darmi una risposta. Per di più il fatto che il finale sia “aperto” (l’ultima lettera non lascia intendere che si sia verificato qualche evento che ha causato l’interruzione della corrispondenza, semplicemente finisce il libro) non aiuta certo a dare un senso a tutto.

Altro difetto di questo libro, secondo me, è il fatto che al suo interno non c’è un solo personaggio a cui mi sia legata emotivamente: la nonna è una persona estremamente debole caratterialmente che non mi ha ispirato nessuna compassione e nella cui vita non vi è un guizzo di autodeterminazione. Subisce e basta. Anche tra gli altri personaggi che compaiono nel suo racconto (la figlia, la nipote, i genitori, il marito, l’amante) non ce n’è uno abbastanza approfondito da potermi in qualche modo suscitare delle sensazioni, che siano positive o negative: sono una cornice abbozzata, compaiono con i loro problemi nella vita di questa donna ma manca sempre qualcosa.

Terzo aspetto che non mi è piaciuto (ma forse qui sbaglio perché ogni libro ha diritto di trasmettere il messaggio che preferisce, sono altri gli aspetti che ne determinano la qualità) è l’essere davvero troppo, troppo fatalista: e il destino di qui, e il destino di là. Ci credo che la protagonista non ne ha fatta una giusta in tutta la sua vita, era sempre lì ad aspettare il destino invece di agire!

Tutti questi aspetti messi insieme hanno fatto si che il libro mi risultasse piuttosto noioso e mi hanno portato a fare fatica a finirlo nonostante la brevità. Va’ dove ti porta il cuore si aggiunge a quella lista di libri che non mi hanno lasciato proprio nulla.

 

Cover:

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