Un gatto, un cappello e un nastro

(A Cat, a Hat, and a Piece of String)
di Joanne Harris

Formato: Hardback, 252 pagine
Editore: Garzanti, 2014
Genere: Racconti
Data prima pubblicazione: 2012
Lettura n.: 24/2015
Preso da: Biblioteca


Voto: 8.5/10

 

Bene, c’è sempre il fiume. È quanto dice Maman Jeanne, con l’aria che i vecchi assumono quando parlano di qualcosa che non è possibile capire, tipo come fa un aeroplano a stare in aria o perché il Buon Dio ha creato la mosca tze-tze. È la sua risposta a ogni cosa: lamentele, domande, lacrime. Bene, c’è sempre il fiume, dice. Il fiume Congo è sempre lì.
incipit primo racconto (Canzone del fiume)

Commento

Mai avrei creduto di potermi appassionare ed emozionare a dei racconti come mi accadrebbe con un romanzo e invece è arrivata Joanne Harris e ha fatto crollare quel muro immaginario che avevo posto tra me e questa forma narrativa.

Le storie contenute in questa raccolta sono molto diverse tra loro: alcune sono toccanti, altre allegre, altre ancora misteriose ma sono tutte accomunate dallo stile della Harris che riesce a portare la poesia in ogni immagine ed ad emozionare con una sola frase; avevo già, notato questa sua abilità in Chocolat ma con i racconti di Un gatto, un cappello e un nastro si è davvero superata ed è riuscita a creare un’atmosfera davvero magica in cui sospende le sue storie.

La grande differenza con tutti gli altri racconti che mi è capitato di leggere sta nella profondità dei personaggi e delle emozioni che suscita la lettura; è incredibile come in poche pagine la Harris riesca a caratterizzare i suoi personaggi quasi come se avesse avuto a disposizione un romanzo intero. Anche le trame dei racconti sono tanto diverse tra loro quanto identiche dal punto di vista della sensazione di totale immersione che si prova leggendole; come scrivevo prima, alcune sono toccanti, ad esempio Vuoi collegarti di nuovo?, altre sono simpatiche e divertenti, come quelle che vedono come protagoniste le tue arzille vecchiette Faith e Hope. Altre ancora sono appassionanti e contengono elementi fantasy e avventurosi; ciò che rende tutte queste storie uniche è che nessuna rimane “fine a se stessa” ma ciascuna, anche la più leggera, porta con sé una vena di nostalgia che le rende indimenticabili.


Lettura: 12 marzo 2015 – 15 marzo 2015
Ambientazione: Congo, Inghilterra, Stati Uniti

6 commenti

  1. Leggo un titolo simile e non posso non pensare a come potrebbero venir impiegati questi elementi durante una puntata di art attack.
    Probabilmente il titolo metteva in guardia, fra le altre cose, proprio sulla diversità presente fra un racconto e l'altro.

    Un libro di racconti che mi sento di consigliare e sconsigliare al tempo stesso è “Lo Specchio nello specchio”.
    Una raccolta di racconti visionari di Ende, ispirati ai quadri espressionisti del padre.

  2. Si, il titolo è abbastanza insensato (o meglio, è fatto apposta per catturare chi cerca esattamente il tipo di atmosfera un po' “sognante” che si ritrova nel libro) e l'introduzione iniziale che finge di dargli un senso è fintissima, secondo, me… In ogni caso i racconti non hanno nulla di visionario, però erano quello di cui avevo bisogno in questo momento ^_^.

    La raccolta di Ende me la segno perché non la conoscevo: io ho letto “La storia infinita” e “Momo”. Meravigliosi entrambi, il secondo mi è forse piaciuto più del primo perché è molto più astratto e metaforico (anzi, dovrei rileggerlo).

  3. La Harris mi piace e questo volume di racconti è in wishlist!!!Che copertine fantastiche!! *-*

  4. Si, le copertine sono favolose… e devo dire che si abbinano tutte perfettamente all'atmosfera del libro!!

  5. Bella recensione! Mi sono iscritta come lettore fisso, se hai voglia di ricambiare il link è:
    http://lalibreriadiluce.blogspot.it/
    Grazie se lo farai ^_^

  6. Grazie mille Luce, vengo subito a trovarti!! 😉

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