The Ocean at the End of the Lane (Gdl – 4 Tappa)


Calendario Gdl:
15 Ottobre – Prologo-Cap. 04 (link al post)
16 Ottobre – Cap. 05-08 (link al post)
17 Ottobre – Cap. 09-11(link al post)
18 Ottobre – Cap. 12-Epilogo

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In super ritardissimo ma ce l’ho fatta a finire anche quest’ultima parte nella quale un po’ di misteri sono stati svelati e la vicenda si conclude. In questi capitoli finali la parte che ha avuto più effetto su di me è senz’altro quella in cui il protagonista si trova da solo al centro del cerchio magico, circondato dagli uccelli che vogliono sbranarlo e che, non potendosi avvicinare, cercano di attirarlo con l’inganno fuori dal cerchio. Ecco quindi l’ultimo set di domande.

– ATTENZIONE, SPOILER VAGANTI –
22. Ho adorato l’idea degli uccelli affamati. Esiste qualcosa di più spaventoso di ombre che si intravedono solo come forme vage viste con la coda dell’occhio? Gaiman scrive, “I have never been as frightened as I was in that grass circle….There was nothing to scare me but shadows.” Quest’idea mi ha fatto un grande effetto. Credi che quest’idea di essere spaventati da qualcosa che non possiamo davvero vedere/capire sia una paura universale?
Si, credo assolutamente che tutti abbiamo paura di ciò che non vediamo, perché spesso le suggestioni della mente sono peggio delle paure reali. Da bambini, poi, l’immaginazione fa davvero dei bruttissimi scherzi.

23. Uno dei temi che mi ha davvero colpito è l’idea che gli adulti mentano costantemente ai bambini (sia intenzionalmente che non intenzionalmente). Credi che sia vero? Se è così, stiamo facendo un favore ai bambini? Questa idea mi ha riportato indietro nuovamente alla citazione iniziale di Sendak.
Credo sia vero. Le motivazioni sono le più disparate: per risparmiargli dei dolori, per incoraggiare la loro fantasia, per fermare capricci e lamentele e mille altre. Come sempre nella vita, credo che sia troppo superficiale dire “non bisogna dire bugie”: ci sono bugie dette a fin di bene e che magari alla fine si rivelano disastrose, mentre altre che invece si rivelano d’aiuto. Bisogna cercare di trovare un equilibrio, ma una cosa è certa: non bisogna cercare di farli fessi. La bugia per semplificare la vita agli adulti la trovo sbagliata, quella per rendere migliore la vita del bambino invece non può essere giudicata così frettolosamente e dipende dalla situazione.

24. L’annichilimento è un prezzo piuttosto caro da pagare per aver lasciato la mano di qualcuno. Credi che sia di maggior effetto che non semplicemente mettere in pericolo la vita del narratore? D
Sicuramente si: se è vero che la morte fa paura, uno stato di sospensione, di non-esistenza fa ancora più paura. Per lo meno sappiamo che se uno è morto, è morto punto; se invece si toglie la volontà ad una persona, non sappiamo a cosa andiamo incontro e forse è ancora peggio. Sicuramente è molto più inquietante.

25. Mi è piaciuto che una delle cose che il narratore ripete tra sè sia la poesia della coda del topo presa da Alice nel Paese delle Meraviglie. Perché credi che Gaiman abbia scelto proprio questo passaggio da questa storia in particolare? Quali connessioni vedi tra Alice e il narratore, se ne vedi?
Credo che Gaiman abbia scelto questa poesia prima di tutto perché è perfettamente in argomento con ciò che il bambino sta vivendo mentre la recita tra sé e questo aggiunge ingredienti all’atmosfera già inquietante di per sé: un bambino da solo, al buio, circondato da ombre e fantasmi che recita tra se una poesia per bambini: fa troppo film horror! Per il resto credo che l’unica analogia tra Alice e il protagonista sia che vivono delle avventure fuori dal comune e incontrino personaggi equivoci e anche abbastanza spaventosi.

27. Il focus sul cibo è stato sottolineato in un precedente set di domande. Pensi che sia questo che il narratore associa con il sollievo e il benessere?
In effetti si, perché è solo quando si rilassa che il narratore desidera mangiare (come è normale, se si è agitati e spaventati di solito lo stomaco si chiude) e allo stesso tempo il cibo è associato ai momenti di calma.

28. Se hai letto Coraline, vedi delle connessioni in queste due storie? Per me, questo libro è la versione adulta di Coraline. Sei d’accordo oppure no? Gaiman ripete spesso che le sue storie sono “di genere” (non nel senso che possono piacere a tutti, solo che sembra che le storie stesse abbiano un genere – inteso come sesso). Credi che questo sia un libro “maschile” o “femminile”?
Che bella questa frase di Gaiman. Allora, prima di tutto devo ribadire che secondo me questo non è un libro per adulti: non è nemmeno un libro per ragazzi dell’età a cui era destinato Coraline ma potrebbe andare bene per gli adolescenti (oltre che per gli adulti, ovviamente). Le connessioni con Coraline ci sono, specialmente nell’analisi dei rapporti adulti/bambini, nel fatto che entrambi i cattivi compiono delle azioni per ottenere quello che loro chiamano “amore” ma che ovviamente non è vero “amore”. Inoltre c’è la figura ricorrente dei gatti, che in questo romanzo sono meno protagonisti ma comunque hanno un ruolo importante. Per quanto riguarda la questione del maschile/femminile, credo che anche The Ocean at the End of the Lane sia, come Coraline, un libro femminile: femminile è la forma che assume Ursula Monkton, donne sono le tre Hemstock famiglia nella quale gli uomini praticamente non esistono e femmine sono le due gattine amate dal protagonista.

29. Gaiman ha deciso di vendere questo libro agli adulti invece che come romanzo YA, in quanto ritiene che manchi un senso di speranza. Credi sia vero?
No. Forse non ho bene inteso quello che Gaiman voleva comunicare ma a me la speranza l’ha trasmessa: per Lettie, abbiamo la speranza che possa tornare, il protagonista viene detto che sta lentamente ricostruendo il proprio cuore… più speranza di così?

30. Ultima domanda, promesso! Cosa ne pensi? L’hai amato, ti è piaciuto e l’hai detestato? Ti unirai a noi nella lettura di “Il figlio del cimitero” il mese prossimo?
Mi è piaciuto molto anche se ho preferito Coraline: l’ho trovato più fantasioso e più appassionante, ma comunque mi è piaciuto. Sicuramente leggerò il prossimo romanzo.

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