The Ocean at the End of the Lane (Gdl – 1 Tappa)


Calendario Gdl:
15 Ottobre – Prologo-Cap. 04
16 Ottobre – Cap. 05-08
17 Ottobre – Cap. 09-11
18 Ottobre – Cap. 12-Epilogo

Link al gruppo su Goodreads

Aspettavo con ansia l’inizio di questo Gdl perché dopo essere rimasta entusiasta della lettura di Coraline non vedevo l’ora di buttarmi su un altro romanzo di Neil Gaiman, così ho addirittura iniziato con un giorno d’anticipo sulla tabella di marcia (inutile dire che ho già perso il vantaggio, ma dopotutto questi gdl su goodreads sono di una velocità esagerata: prevedono la lettura di 50/60 pagine al giorno, cosa che io difficilmente riesco a fare).

Il romanzo mi ha preso fin da subito, complice anche la concentrazione molto maggiore che devo mettere nella lettura in inglese rispetto a quella in italiano, e mi ha confermato che adoro lo stile di Gaiman e la sua capacità di integrare elementi sovrannaturali alla realtà di tutti i giorni. Per non parlare dei personaggi: anche se li conosco ancora poco perché fino a dove sono arrivata non è stato detto quasi nulla, solo frasi accennate, sono già piena di curiosità nei confronti soprattutto delle tre donne Hemstock.

Visto che il gruppo di lettura a cui sto partecipando per questo libro prevede delle domande che vengono poste dalle moderatrici a tutti noi partecipanti, ho pensato di condividere le mie risposte anche qui sul blog (la traduzione delle domande originali è mia).

– ATTENZIONE, SPOILER VAGANTI –
1. Mi è piaciuta molto la citazione di Maurice Sendak nell’introduzione al romanzo. Essa sembra illustrare il tema del libro che è simile al tema portante di Coraline. Cosa pensi di questo concetto dei bambini più coraggiosi di quanto gli adulti non pensino?
La citazione introduttiva al romanzo è effettivamente molto particolare e la riporto di seguito:

I remember my own childhood vividly… I knew terrible things. But I knew I mustn’t let adults know I knew. It would scare them.

In realtà credo che sia tutta una questione di prospettive: ciò che per un bambino può rappresentare un ostacolo insormontabile, per un adulto potrebbe non solo non rappresentare un problema, ma addirittura qualcosa di cui nemmeno di accorge. Per questo credo che sia facile sottovalutare non rendersi conto, da adulti, di tutte le prove che i bambini devono affrontare ogni giorno.

2. Questo è il tuo primo libro di Neil Gaiman? Cosa pensi dello stile di scrittura e delle sue ingegnose descrizioni? Ti è piaciuto essere partiti con un Prologo per poi tornare indietro a quando il narratore aveva 7 anni?
Alla prima parte della domanda ho in realtà già parzialmente risposto: mi piace moltissimo il suo modo di scrivere perché, dette da lui, anche le cose più assurde divengono reali. La risposta è si anche per la seconda domanda: mi piacciono molto i flashback per il fatto che “confondono” un po’ le idee del lettore e obbligano a mantenere alta l’attenzione su quello che si sta leggendo in attesa che venga spiegato il collegamento tra presente e passato.

3. Il narratore non sembra ancora avere un nome. Secondo te c’è un motivo?
Adesso forse è un po’ presto per dirlo, comunque credo proprio di si e le mie ipotesi sono due: o che ciò avvenga per dare più importanza agli eventi narrati (o alle tre “streghe” – credo siano delle figure di quel genere – Hemstok) che non al narratore o perché ci aspetta qualche sorpresa sulla sua identità.

4. Uno degli aspetti più interessanti dello stile di Neil Gaiman, secondo me, è il modo in cui manovra abilmente le nostre emozioni e in cui descrive una situazione tragica con una vena di umorismo. Per esempio, ho trovato estremamente triste la scena del bambino abbandonato alla festa del suo settimo compleanno mentre sono stata sorpresa di ritrovarmi sorridente e non inorridita quando racconta che il micino Fluffy, deceduto, viene rimpiazzato da Monster. Hai trovato anche tu dell’umorismo in questa prima parte?
No, non ho trovato umorismo in questa parte di romanzo e nelle scene specifiche, le mie impressioni sono state esattamente opposte: l’episodio della festa di compleanno non mi ha intristito particolarmente perché in realtà al bambino non interessava più di tanto. Mi è dispiaciuto moltissimo, invece, per la morte del micino perché il narratore era davvero affezionato a lui e ha sofferto a causa della sua scomparsa: ho trovato poi quasi grottesco il fatto che insieme alla notizia della morte di Fluffy gli venga regalato Monster, come se il gattino fosse per il bambino alla stregua di un pupazzo rotto, che si può sostituire con un altro dalle caratteristiche simili (non importa se quello “nuovo” è grosso e selvatico, sempre gatto è).

5. Le signore Hemstock sono interessanti. Sembra che abbiano qualche genere di abilità psichica e parlano “nella lingua della creazione”. Cosa pensi di loro? Sono streghe, spiriti o dee, o non possono essere categorizzate?
Anche a questa domanda ho già risposto: credo siano delle specie di streghe, delle custodi incaricate di scacciare da questo mondo tutte le forze che non vi appartengono.

6. Pensi che il fatto che il narratore abbia afferrato la “cosa” che gli è stata lanciata “dal centro della tela svolazzante” possa avere degli effetti duraturi? Cosa potrebbe essere?
Sinceramente non ho proprio idea di cosa potrebbe essere, mentre sono certa che avrà delle conseguenze: dopotutto Lettie gli aveva raccomandato di non lasciare mai le sue mani, ciò significa che se l’avesse fatto avrebbe corso dei pericoli. Il fatto che sia stato colpito proprio nel momento in cui ha mollato la presa significa che l'”essere” ha colto l’occasione per fare qualcosa che volgerà a suo vantaggio.

2 Risposte a “The Ocean at the End of the Lane (Gdl – 1 Tappa)”

  1. Mi hai messo una gran curiosità… buon gdl!

  2. Grazie!! Sono super indietrissimo perchè ad oggi ancora non ho finito la seconda tappa ma ce la farò!! =D

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