The Full Cupboard of Life (The No.1 Ladies Detective Agency Serie #5)

Titolo italiano: Il tè è sempre una soluzione
Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2003
Editore: Abacus
Pagine: 224

Iniziato il: 9 luglio 2010
Terminato il: 15 luglio 2010
Valutazione: ★★★★

Precious Ramotswe was sitting at her desk at the No.1 Ladies’ Detective Agency in Gaborone. From where she sat she could gaze out of the window, out beyond the acacia trees, over the grass and the scrub bush, to the hills in their blue haze of heat. It was such a noble country, and so wide, stretching for mile upon mile to brown horizons at the very edge of Africa.

(incipit)

Avevo voglia di tornare in Botswana con Mma Ramotswe, credo che mi mancheranno davvero tanto le atmosfere di questi libri quando avrò terminato la saga. In questo episodio ci viene permesso di conoscere meglio Mr J.L.B. Matekoni: una gran parte del libro, infatti, è narrata dal suo punto di vista ed è stata una bella novità. Ho provato una gran simpatia per questo personaggio perchè è davvero una brava persona, forse fin troppo, tanto che una donna esperta come Mma Potokwani, la direttrice dell’orfanotrofio, riesce senza problemi a fargli fare tutto quello che vuole. L’aspetto che mi intenerisce di più è che ogni volta che Mma Potokwani gli “chiede” qualcosa, i suoi pensieri gli dicono di farsi valere e tenerle testa, ma in realtà dalla bocca gli escono tutt’altre parole. Povero!!

Il caso di Mma Ramotswe è stato piuttosto carino, anche se avrei preferito un’indagine un po’ più articolata; da questo punto di vista, però, non mi aspetto più nulla, perchè ormai ho capito che il vero intento di McCall Smith è quello di far parlare i propri personaggi e delinearne il carattere a seconda delle situazioni in cui si trovano. L’unica parte che fino ad ora non è mai stata approfondita è stata quella riguardante i bambini: resto in attesa di un cambio di rotta, considerando soprattutto la svolta che subisce (finalmente) la vita familiare di Mma Ramotswe e Mr J.L.B. Matekoni.

[…] He shuld have been more careful. He should have been more on his guard when she offered him cake. That was her technique, he now understood; just as Eve had used an apple to trap Adam, so Mma Potokwani used fruit cake. Fruit cake, apples; it made no difference really. Oh foolish, weak man!

[…] He was a man of machinery, of nuts and bolts and engine blocks, not a man of words. But he appreciated the right words when he heard them, and particularly when they come from Mma Ramotswe who, in his mind, spoke for Botswana.

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