Novità editoriali VerbaVolant per dicembre

Giuro che non vedevo l’ora di pubblicare questo post, che ho ormai pronto tra le bozze da circa dieci giorni; in generale le novità editoriali per ragazzi sono gli articoli che più mi diverto a preparare perché sono colorati e pieni di bellissime illustrazioni. In più è inutile sottolineare – perché è evidente – che la qualità delle pubblicazioni “under 14” è in proporzione mille volte superiore a quella dei libri destinati ad un pubblico adulto o di giovani adulti, e di conseguenza mi da modo di mostrarvi tante cose interessanti e di fare io stessa tante belle scoperte.
Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

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copertine-nonnario.pngIl Nonnario
di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti (illustrazioni)
24 pagine, 12.00 €

Ah, i nonni: se non esistessero, bisognerebbe inventarli! Ma per fortuna esistono, e di quanti tipi! C’è Nonna Infornella, maestra di merende e manicaretti, Nonno Aggiustone, tuttofare instancabile, Nonna Gomitolo, coi suoi berretti e golfini cuciti su misura, Nonno Vigile, il peggior nemico del traffico davanti alla scuola, Nonna Sottosopra, fatta tutta a
modo suo… E tu, che nonno hai?
Scoprilo tra le pieghe del Nonnario, una dolce e simpatica carrellata dei tanti nonni che ogni giorno si prendono cura dei nipotini di tutte le età, raccontati con leggerezza e rigorosamente in rima!
Un albo cartonato dai toni pastello e dal curioso formato a fisarmonica, dedicato a una delle figure più amate dai bimbi (e non solo). E tu, che nonno hai?

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio


LIBRI DA PARATI

Vi avevo già parlato in passato dei “Libri da Parati”, bellissime storie che si schiudono andando a formare un poster da appendere alla parete (qui la recensione di “Primavere“). Questo dicembre ne escono addirittura tre e sembrano davvero uno più bello dell’altro (e l’ultimo si illumina *_* *_*).

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La pasticceria della felicità
di Annamaria Piccione e Monica Saladino (illustrazioni)
1 unico foglio ripiegato, 12.00 €

Una pasticceria molto speciale, forse un po’ da difficile da trovare ma che vale senz’altro lo sforzo fatto per raggiungerla: lì la morbida Mary e i suoi aiutanti – Fata Cassata, Messer Cannolo, Miss Pralina e la Famiglia Babà – sfornano delizie per innamorati tormentati, bimbe influenzate, studentesse esauste e nonni sfiduciati. Qualsiasi problema sembrerà meno grave dopo un morso a un dolcetto della Pasticceria della Felicità!
Una piccola escursione nel mondo dei dolci e della fantasia, realizzata con tecnica mista tra collage e disegno, in un Libro da parati tutto da scoprire… e gustare!


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La principessa che scriveva
di Nerina Fiumanò e Angelo Ruta (illustrazioni)
1 unico foglio ripiegato, 12.00 €

C’era una volta tanto tempo fa una principessa che oltre ad essere giovane e bella e circondata dall’affetto di tutti, aveva un amore solitario e unico: la principessa amava scrivere. E scriveva sempre, ogni volta che il suo cuore le sussurrava qualcosa, ogni volta che un battito d’ali nel bosco la turbava, la emozionava, la scuoteva, la principessa scriveva. E dopo che aveva scritto, alla principessa scrittrice sembrava che ci fosse più pace intorno a lei. Ma un giorno il suo regno venne conquistato con la forza e venne imprigionata; non aveva nulla con sé, soltanto una penna, così non smise mai di scrivere. Scriveva sulla sua veste, sulla sua camicia, sui piedi, sulle mani su ogni angolo di pelle del suo corpo. Perché nulla restasse senza parole, perché tutto rimanesse su di lei…


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Le luci alle finestre
di Alessio Di Simone e Alessandro Di Sorbo (illustrazioni)
1 unico foglio ripiegato, 12.00 €

Un grande palazzo, di sera, e un nonno che alla finestra racconta una storia al suo nipotino. Tra indigeni cannibali, cinte da vendere e cammelli in incognito, la storia diventa via via sempre più fantasiosa, e il palazzo, le finestre e le stanze dietro di esse cambiano magicamente con essa, seguendo passo passo la sua traversata intorno al mondo. Fino ad aprirsi, nel finale, in uno spettacolo mozzafiato, quello del cielo stellato: sarà la fantasia del bimbo a renderlo ancora più speciale.
Un racconto illustrato che gioca con le potenzialità di svelamento dei Libri da parati, ribaltando infine la prospettiva nell’ultimissima tavola, il poster vero e proprio in grado di illuminarsi di notte grazie alla tecnica fosforescente con cui sono realizzate le costellazioni.

Due favole ecologiche per i più piccoli

Buongiorno Lettori, quest’oggi ho deciso di condividere con voi alcune interessanti novità editoriali pubblicate da una piccola casa editrice molto attenta ai temi ambientali, ovvero Terra Nuova Edizioni. Si tratta di due dolcissimi racconti per ragazzi, corredati da bellissime illustrazioni; avevo in realtà intenzione di fare solo un’anteprima di presentazione ma siccome la casa editrice è stata talmente gentile da inviarmi copia di entrambi, ho subito cambiato direzione e vi lascio di seguito questa doppia recensione.

Come le persone, anche gli alberi non sono tutti uguali.
Ci sono alberi di tutte le dimensioni e i caratteri.
Alcuni sono snelli e riservati, come  le betulle, altri bassi e chiassosi come le palme nane, altri ancora vanitosi e profumati come le acacie.

unnamed.jpgQuella narrata in Julia e la sequoia è una storia vera, e forse per questo ancora più emozionante: il racconto prende infatti spunto dalla figura di Julia Butterfly Hill, un’attivista ambientale che nel 1997, a soli 23 anni, trascorse 738 giorni ad oltre 60 metri d’altezza su Luna, una sequoia millenaria, per bloccare il taglio di una grande foresta nel Nord della California e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della deforestazione, che ci priva di uno dei più straordinari e importanti tesori del nostro pianeta: gli alberi.

Il racconto è divertente, fantasioso e coinvolgente; non ci sono moralismi, non  ci sono lezioncine, solo il coraggio di una bambina che invece di stare ferma a guardare agisce, stimolando così i suoi amici a due e a quattro zampe a collaborare per salvare la foresta e suoi alberi. Le illustrazioni di Luna Colombini sono favolose, di quelle che ti costringono a interrompere la lettura per osservarle nei dettagli e che rendono una storia già bella di per sé, ancora più ricca ed evocativa.

Il libro infine è perfetto sia per la lettura solitaria, perché il testo è semplice ma non banale e soddisfa anche il lettore un po’ più grande, ed è indicatissimo per la lettura ad alta voce ai bambini più piccoli per la brevità delle frasi e specialmente per l’importanza delle illustrazioni.


«Nonno, perché stai seduto tutto il giorno sull’eucalipto?» domandò Elia. 

«È una lunga storia», rispose il nonno scendendo dall’albero.

«Devi sapere che tanto tempo fa questa terra non ci apparteneva, era una bellissima foresta di eucalipti abitata dai koala».

unnamed.jpgLa deforestazione è il tema centrale anche di Mio nonno è un koala, un racconto malinconico e tenero in cui un nonno racconta al nipotino la storia di un koala fuggito dalla sua casa per colpa degli uomini che hanno distrutto il bosco in cui abitava. La tristezza della storia è mitigata da un animaletto (un’echidna) che viene ritratto in tutte le illustrazioni in buffe posizioni e dalla decisione del piccolo Elia e del nonno di ricominciare a piantare eucalipti per permettere al koala di tornare a casa.

Quello che amo dei libri per bambini (dei bei libri per bambini) è l’essere in grado di suscitare profonde emozioni con grande semplicità: bastano poche frasi, immagini e colori e con questa combinazione “Mio nonno è un koala” colpisce ed emoziona: è un libro bellissimo!

L’ultima danza di Emiliano Gambelli

Sorprendente è il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere questo racconto che in sole sessanta pagine è in grado di stupire, disorientare ed anche emozionare.

Il racconto è diviso in due parti: nella prima incontriamo tre personaggi, ovvero Carmelo e Livio – due criminali che rapinano banche e negozi quasi per hobby – ed il commissario che cerca di sgominare questa banda che sta terrorizzando la città. Mentre Livio ha un carattere impulsivo ed è sempre quello che rischia di far precipitare ogni rapina in un dramma, Carmelo si sente spinto da una forza superiore, una missione: si sente infatti il mezzo attraverso cui le persone possono prendere nuovamente coscenza di se, è fermamente convinto che il terrore provato da coloro che vengono rapinati, che pensano che quelli potrebbero essere gli ultimi istanti della loro vita, li porti ad essere delle persone migliori una volta scampato il pericolo e lui si vede come un evangelizzatore, una figura che porta una conversione – seppur non religiosa – nelle sue vittime.

Se questa prima parte, pur essendo interessante, non mi ha completamente convinto – perché ritengo che sia stata troppo “spiegata” e poco “mostrata” – la seconda parte è quella che mi ha definitivamente convinto a consigliarvi questo libro. Non scenderò nei dettagli perché rovinerei l’effetto che può essere compreso solo leggendo, ma vi posso dire che la prospettiva, l’ambientazione e i personaggi cambiano completamente e in un modo del tutto inaspettato, dando vita ad un episodio estremamente coinvolgente ed emozionante.

In sostanza credo che la prima parte possa essere considerata come un espediente necessario a far comprendere ciò che avviene nella seconda, che rappresenta il cuore del racconto, dove tutto ciò che avviene nella prima viene portato a compimento nelle sue ultime conseguenze.

Una lettura interessante per un pomeriggio da trascorrere con una storia originale e per nulla scontata.

Copia-saggio ricevuta dall’autore

Il mercante d’acqua di Valerio Carbone

Toc – toc! C’è nessuno in questo blog? Saaalve… è un po’ che non ci si vede, eh? Giusto quei cinque/sei mesi in cui sono completamente sparita e non mi sono più fatta né vedere né sentire. La prima cosa che devo fare è chiedere scusa a quegli autori che mi hanno mandato i loro romanzi per ricevere una recensione ma ai quali non ho più fatto sapere nulla: ho avuto un totale rifiuto per il blog e la lettura, un blocco del lettore come mai ne ho avuti e un blocco del blogger (esiste? 😀 ) ancora più pesante e ho dovuto mollare tutto e tenermi il più possibile lontana da qui.

Il post di oggi riguarda proprio uno di quei libri, in questo caso letto e mai recensito. Siccome non sono ancora del tutto uscita dal mio blocco del lettore e soprattutto ormai il mio tempo dedicato alla lettura si è drasticamente ridotto, non ho idea di se e quando riuscirò a leggere i libri che mi sono stati mandati.


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Già il fatto che troviate questo post sul blog è un indizio relativamente al mio parere su questo libro: ho deciso infatti di non obbligarmi più a terminare i romanzi di autori esordienti che non soddisfano – nelle prime cinquanta pagine – i miei requisiti di leggibilita, ovvero la coerenza delle vicende, l’uso consapevole e abile della lingua italiana e la pura e semplice capacità del libro di catturare la mia attenzione.

Tutti e tre questi requisiti sono stati rispettati da “Il mercante d’acqua”, con l’aggiunta di una notevole originalità. La storia narrata è infatti ambientata in un futuro in cui il potere economico è nelle mani di undici multinazionali che si dividono il dominio delle risorse del pianeta, dall’alimentazione alla gestione del tempo.

Il protagonista è Fiume, figlio del magnate che controlla le risorse idriche, ovvero il settore più importante di tutti dal momento che l’acqua è diventata in questo mondo la nuova moneta. Il ragazzo, che inizialmente vive la sua vita privilegiata senza porsi troppe domande, si troverà a dover fronteggiare la realtà di un popolo oppresso e di un mondo destinato allo sfacelo e dovrà scegliere da che parte stare.

Il romanzo non è perfetto, ve lo dico subito, e tra i principali difetti vi è la troppa fretta con cui vengono narrati alcuni eventi, che vengono rovinati da un’eccessiva rapidità narrativa e conseguente difficoltà per il lettore, o almeno così è stato per me, di capire bene cosa stia succedendo prima di ritrovarsi subito “gettati” in una nuova scena. Alla base però c’è un autore che sa dove vuole andare a parare, sa che tipo di storia vuole raccontare e perché. Ho trovato, sparse nel romanzo, alcune immagini estremamente evocative e alcuni particolari – inclusi alcuni personaggi – li ho trovati davvero affascinanti.

La storia è accompagnata da delle belle illustrazioni di Marianna Forte, che in alcuni casi di sono rivelate perfette per raccontare determinati momenti della storia, tanto da renderli estremamente d’impatto.

Infine un dettaglio che ho trovato però molto coerente con l’originalità del libro: invece dei soliti nomi anglofoni che vanno tanto di moda qui ci sono moltissimi nomi di origine tedesca; un dettaglio, ripeto, ma che ho apprezzato.

Ringrazio l’autore per la copia omaggio.

Primavere di Alessio De Simone e Alessandro Di Sorbo

CopertinaPrimaverearVi avevo anticipato nei mesi scorsi la mia intenzione di dedicare una parte del blog ad un settore della letteratura a cui tengo in modo particolare, ovvero la narrativa (e non solo) per ragazzi.

Oggi esordisco quindi parlandovi di una pubblicazione della VerbaVolant, casa editrice siracusana che pubblica sia libri per ragazzi che narrativa dedicata agli adulti e che ho conosciuto in occasione della fiera Bellissima a Milano, rimanendo affascinata di fronte a queste meraviglie che ora vado a presentarvi: i Libri da parati.

Come suggerisce il nome, i Libri da parati sono insieme albi illustrati e poster d’autore in formato 100×70 cm che si leggono dispiegando le pagine e seguendo la storia fino alla completa apertura del poster che è poi possibile appendere alla parete.

Il Libro da parati che vi mostro nei dettagli è in perfetta sintonia con la stagione in cui ci troviamo, intitolandosi Primavere.

Primavere, scritto da Alessio Di Simone e illustrato da Alessandro Di Sorbo, racconta la storia di un bambino e una bambina che in una sera d’estate si incontrano, di nascosto dai genitori, in un campo rischiarato solo dalla luce della luna e dal brillio delle lucciole. Tenendosi per mano i due bambini si inoltrano tra le fronde degli alberi fino a trovare un bozzolo all’interno del quale si vede la figura di una piccola e brillante fata, avvolta nelle sue ali, che al loro avvicinarsi solleva lo sguardo e li osserva.

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I bambini, incantati, prendono la fata con un barattolo di conserve all’interno del quale la piccola creatura esce dal bozzolo e dispiega le sue ali simili a foglie nelle cui nervature si vede scorrere la linfa. I due bambini portano allora il barattolo nel centro del campo e liberano la fata che con un guizzo sparisce, lasciandoli soli a guardare l’uno negli occhi dell’altra e a scambiarsi un bacio al chiaro di luna.

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Lo sbocciare di questo primo amore non è l’ultima sorpresa della storia che prosegue ancora per alcune righe; non vi dico come si conclude, anche se vi garantisco che l’epilogo è poetico e incantevole come il resto del racconto.

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In Primavere il testo, che evoca immagini di serenità e magia, è intervallato dal canto della fata che, facendo riferimento alla sua origine mitologica (“Io sono Calliroe, mio padre è Oceano. Tra le mie chiome ho il fermaglio di una collana. Non guardarlo troppo, può essere pericoloso.”) inserisce un elemento epico ed eterno. Infine il tutto è incorniciato dai delicati colori delle illustrazioni che accompagnano il lettore mentre dischiude le pieghe del libro.

Non so se attraverso le mie parole e le fotografie sono riuscita a farvi percepire l’armonia di questo bellissimo racconto; spero di si perché io sfogliandolo me ne sono innamorata e posso dire che la sola sua scoperta è valsa la visita alla fiera.

Primavere non è l’unico Libro da parati pubblicato da VerbaVolant, ce ne sono altri quattro tra cui uno simpaticissimo che racconta una versione alternativa della storia di Cappuccetto Rosso che vi consiglio di andare a sbirciare qui.

Infine vi anticipo che a breve recensirò un’altra “creatura” molto interessante di questa casa editrice e che ho amato al primo sguardo.

Ringrazio tantissimo la casa editrice Verba Volant per la copia omaggio.

Ultimo piano (o porno totale) di Francesco D’Isa

Mi chiamo Frank Spiegelmann e sono un uomo orrendo. Sono alto un metro e quarantasei, ho qualche ciuffo rossiccio appiccicato al cranio e non esito a definirmi calvo; inoltre sono grasso, flaccido, col naso a patata e la bocca sottile. I miei occhi, stretti e vagamente orientali, sono privi di qualunque fascino esotico e mi rendono simile a un grasso felino malato. Nonostante questo sono circondato da belle donne, che potrei cogliere come mele da un albero che l’Onnipotente ha posto alla mia ridicola altezza: il motivo è che sono il proprietario della più grande casa di produzione pornografica della Federazione Europea – e di mille altre cose, tra immobili, ristoranti, alberghi e case di cura. Non lo dico per vanità, ma perché sia chiaro che so che la decisione che mi aspetta sancirà la fine del mio impero. Non solo: le diaboliche forze all’opera dietro questa scelta non si limiteranno alla mia capitolazione, ma forse trascineranno con me anche il palazzo in cui mi trovo, uno dei gioielli di Varsavia, con i suoi cinquanta piani scintillanti – tutti miei.

“Ultimo Piano” è il primo libro che ho letto dal mese di Ottobre (nonostante abbia pubblicato prima la recensione di “Il tredicesimo dono“: è che volevo fare una recensione natalizia prima del 24): erano mesi che lo avevo in attesa, da quando quest’estate mi è stato donato gentilmente dall’autore in cambio della mia recensione, e non potevo davvero farlo aspettare di più. E’ per questo che raramente accetto libri da recensire (oltre al fatto che spesso quelli che mi vengono proposti non rispondono ai miei gusti): sono troppo lenta! In ogni caso questo titolo mi aveva incuriosito e sono molto contenta di aver accettato di leggerlo perché si è rivelato un romanzo originale e inaspettato. Nonostante ciò ho dovuto prendermi qualche giorno per raccogliere le idee prima di scrivere il mio commento perché è uno di quei libri su cui devi fermarti a riflettere dopo averlo terminato.

“Ultimo piano (o porno totale)” è un libro che sorprende per l’interessante ed originale idea di base e per non essere assolutamente ciò che ad un primo impatto potrebbe sembrare, e questa è già una nota positiva nel piattume generale che domina gli scaffali delle librerie. Primo motivo di originalità: l’ambientazione. L’intera vicenda si svolge all’interno di un palazzo, la sede della casa di produzione pornografica “Perverse Angels”. Questo edificio è strutturato in maniera gerarchica e ogni piano appartiene ad un determinato strato sociale, partendo da quelli inferiori, poveri, sporchi, squallidi, abitati dagli scarti dell’industria pornografica, per salire fino in cima, dove vivono le star del porno e, più in alto ancora, all’ultimo piano, il proprietario della Perverse Angels Frank Spiegelmann, che è anche la voce narrante che ci accompagnerà per tutto il romanzo. Ci troviamo quindi in una specie di micro-ecosistema apparentemente separato dal resto del mondo, che viaggia su dei binari propri, con proprie dinamiche e regole, e nel quale anche noi ci troviamo confinati in quanto per tutta la durata del romanzo il nostro sguardo di lettori non esce mai dall’edificio e anche nell’unica occasione in cui alcuni personaggi se ne allontanano, non seguiamo direttamente il loro spostamento ma veniamo a conoscenza di ciò che è accaduto successivamente e in modo indiretto.

Il secondo aspetto originale è il fatto che nonostante titolo e contesto facciano pensare tutto l’opposto, “Ultimo piano” non è un romanzo erotico in quanto al centro della storia non vi sono le avventure amorose di qualche pornostar ma la realizzazione della massima aspirazione dei due protagonisti, i due fratelli Claude e Claude (fratello e sorella), lei che aspira a diventare la più grande pornostar e lui che mira alla realizzazione di un film, il “porno totale” che avrà un effetto devastante sull’intera umanità. Questo è lo spunto per parlare di molto altro: del concetto di desiderio e del limite fino al quale può essere considerato lecito, del sesso come tabù e del giudizio della società verso il mondo del porno e di chi ne fa parte, il tutto narrato senza alcun tipo di giudizio da parte dell’autore che si mantiene sempre in un’ottica totalmente neutra verso i suoi personaggi e le vicende che racconta; questo aspetto, che è senz’altro voluto, in realtà a me ha creato un po’ di problemi, nel senso che non mi ha permesso di farmi coinvolgere completamente dalla storia, lasciandomi essere una semplice spettatrice senza riuscire mai a sentirmi vicina ai personaggi o davvero immersa nelle vicende narrate. Un altro aspetto che non mi ha aiutato è stato il ritmo della storia che ho trovato un po’ discontinuo: nella prima parte il ritmo è molto lento e sembra quasi indirizzare verso un romanzo introspettivo e incentrato sul rapporto tra i due fratelli. Dopo la metà si ha un completo cambio di direzione e si punta più verso un’epilogo di azione con un ritmo molto più intenso; non so se sia stata solo una mia impressione ma mi è parso che queste due parti siano rimaste un po’ troppo scollegate e sono arrivata alla fine del romanzo un po’ disorientata.

Nel complesso questo romanzo mi è piaciuto: è stata una lettura interessante che mi ha offerto tanti punti di riflessione. Dall’altra parte mi sarebbe piaciuto vedere maggiormente approfonditi il rapporto tra Claude e Claude e avrei voluto andare più a fondo nella struttura della micro-società che si concentra nel palazzo della Perverse Angels, altro aspetto che viene introdotto ma poi offuscato dagli eventi che ruotano attorno al film. Insomma, è uno di quei pochi casi in cui avrei voluto aggiungere delle pagine al romanzo.

Copia-saggio ricevuta dall’autore.

 

Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo

di Raffaella Fenoglio

Formato: Hardcover, 496 pagine
Editore: Fanucci, 2014
Genere: Romanzo, Fantascienza
Lettura n.: 22/2015
Preso da: Copia cartacea ricevuta dall’autrice
Inizio lettura: 21 febbraio 2015
Fine lettura: 25 febbraio 2015
Ambientazione: Londra/Inghilterra, Italia
Pubblicato: 2014
Links: aNobii, Goodreads

Voto: 6.5/10

 

Lanciai il libro di Storia nell’armadio. Cadde dal ripiano e s’infilò nello scatolone dei vecchi libri appoggiato sul fondo. Quella scatola era lì da mesi. Non ci avevo più fatto caso. Mi chinai per recuperarlo e scorsi il verde pallido del diario dell’anno precedente. Il cuore mi si fermò per un attimo. Lo avevo comprato quando amavo la scuola. Era l’estate di due anni prima.
incipit

Commento

Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo è un romanzo YA che racconta la storia di Gala Cox Glaucestershire, una ragazza di quindici anni che vive in una famiglia a dir poco particolare: sua madre Orietta è una medium che vive circondata dai fantasmi da lei evocati, mentre suo padre Sam uno scienziato. Le sue giornate trascorrono tra il liceo artistico in cui studia e la sua casa affollata di spiriti che contano tra le loro fila “presenze” stabili come l’indiano Matunaaga e la monaca Ildegarda di Bingen. Quando improvvisamente suo padre sparisce nel nulla, Gala scopre la possibilità di accedere al passato e viene catapultata nella Londra del 1800 dove dovrà aiutare una vecchia amica e scoprire dove sia finito suo padre, minacciata anche dal pericolo rappresentato da un misterioso e feroce assassino che si aggira di notte per le strade della città.

Innanzitutto ringrazio moltissimo l’autrice per avermi inviato il suo romanzo: non mi capita spesso di recensire libri ricevuti da case editrici e autori, anche perché io per prima non vado a cercare questo genere di collaborazioni, ma quando capita spontaneamente sono sempre estremamente contenta di accettare. Voglio quindi cercare di essere il più possibile dettagliata nel motivare tutte le mie impressioni, sia positive che negative.

La storia narrata nel romanzo è davvero originale e appassionante; talmente appassionante che ho divorato in quattro giorni un volume di quasi 500 pagine scritte con un carattere nemmeno troppo grande. La fantasia e la creatività dell’autrice sono davvero notevoli e accadono talmente tanti eventi che annoiarsi è impossibile. In più, ogni capitolo è ricco di spunti affascinanti tra personaggi, creature ed eventi soprannaturali, riferimenti letterari ed elementi storici. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che, per solo libro, credo sia stata messa un po’ troppa carne al fuoco, il che non ha permesso di approfondire molte tematiche come invece avrebbero meritato. Durante la lettura si sono infatti alternati momenti di entusiasmo alle stelle a fasi calanti: vi sono episodi davvero ben strutturati (mi riferisco in particolare alle parti legate alle indagini sulla scomparsa del padre di Gala e sul misterioso e cattivissimo Black Coat, un personaggio inquietante, un misto tra Jack lo Squartatore e Mr Hyde) che si trovano ad essere incorniciati all’interno di un contesto non pienamente sviluppato a dispetto delle immense opportunità offerte dalla “formula” del viaggio nel tempo: la Londra vittoriana che fa da sfondo a buona parte del romanzo è solo accennata nelle sue caratteristiche più generali e di semplice reperibilità (i vestiti, le carrozze, il freddo), mentre credo che il bello di una storia ambientata nel passato sia proprio la possibilità di ricostruire nei dettagli un’epoca storica e mostrarla attraverso gli occhi di un personaggio proveniente da un periodo totalmente diverso.

Ciò di cui ho sentito maggiormente la mancanza nel romanzo è proprio l’attenzione al dettaglio: il meccanismo del viaggio nel tempo (e del “ripescaggio”), il mondo degli usqued, la Londra dell’ottocento, la vicenda familiare di Gala e la vecchia scuola da lei frequentata, la vicenda di Nadia sono tutti ingredienti molto interessanti che però sono stati introdotti senza essere approfonditi. Le ultime pagine poi lanciano un super colpo di scena che secondo me si è sprecato e non ha ricevuto la giusta evidenza essendo un po’”buttato lì” come conclusione dei mille altri eventi che si erano succeduti.

I personaggi mi sono piaciuti molto nella loro strutturazione generale. Anche in questo caso torna il difetto della mancanza di spazio lasciato ad alcuni, ma mi è piaciuta la loro caratterizzazione e il fatto che “parlino da sé”, ovvero si mostrino attraverso le loro azioni e i loro comportamenti (odio quando il carattere e la personalità dei personaggi viene solo descritto a parole e non mostrato). Ho apprezzato molto anche il tentativo di caratterizzare alcuni di loro tramite il modo di parlare, aspetto che per alcuni si è rivelato vincente, mentre per altri purtroppo no: la decisione di riportare graficamente la caratteristica di Dennis di allungare le parole ripetendo più volte le vocali è stata infelice e abbastanza fastidiosa. Avrei apprezzato molto di più se questa sua caratteristica fosse stata descritta a parole. Al contrario, il particolare modo di parlare di Matunaaga è stato reso in modo molto più efficace. Al di là di queste scelte comunque lo stile di scrittura è molto scorrevole e nel complesso abbastanza curato (ogni tanto ci sono un po’ troppe espressioni colloquiali, tipo “un cavolo” e “un tubo” al posto di nulla o niente, ma per il resto non mi è dispiaciuto).

Spero in questo mio commento di non essere sembrata insoddisfatta della lettura; è vero, ogni tanto ho incontrato dei passaggi o delle espressioni che mi hanno fatto calare un po’ l’entusiasmo per poi però essere di nuovo catturata nella frenesia delle avventure di Gala e dei suoi amici (e nemici). Mi rendo anche conto che senza dubbio i miei commenti sono frutto di un certo tipo di “esigenze” che ho sviluppato nei confronti dei libri che leggo: dopo aver letto Timeline di Michael Chricton, ad esempio, non posso non farne un termine di paragone quando si parla di romanzi sui viaggi nel tempo. Per restare nella narrativa per ragazzi, l’ultimo romanzo scritto da un’autrice contemporanea ma ambientato nel passato che ho letto è stato L’indimenticabile estate di Abilene Tucker di Claire Vanderpool, in cui la ricostruzione storica (primi del ‘900) è talmente accurata che mi sono resa conto solo a metà libro che si trattava di un’opera pubblicata nel 2014. Senza citare l’immancabile Harry Potter, che ritengo essere il più recente esempio di cosa significhi “costruire un mondo”.

In conclusione posso comunque affermare di essere estremamente curiosa di leggere il prossimo episodio delle avventure di Gala sperando che anche questo mio parere possa essere utile all’autrice come incoraggiamento per proseguire questa affascinante storia.