5 regali per amanti della lettura

Ma… è già venerdì? Questa settimana è stata davvero strana, ho perso del tutto la cognizione del tempo e il blog è anche stato parecchio inattivo. Il tema della rubrica “5 cose che…” di oggi riguarda sempre i regali di Natale, ma in questo caso non vi suggerirò titoli di libri: oggi si parla di regali per amanti della lettura!!

Ebook reader

Ebbene sì, ad un amante della lettura io regalerei un ebook reader (se avessi i soldi, naturalmente! ^_^): che sia Kobo, Kindle o di altre marche poco cambia in realtà, l’importante è che abbia l’illuminazione incorporata. Il Kobo è stato per me davvero rivoluzionario, ha completamente cambiato la mia vita di lettrice, e se all’inizio lo snobbavo perché: «Ma vuoi mettere la carta??», adesso non ne potrei più fare a meno.


Luce da lettura a clip

Se il destinatario del vostro regalo continua comunque a preferire la carta, o se semplicemente volete cavarvela con poco, le lucine da lettura sono incredibilmente utili: costano pochissimo, funzionano a batteria e hanno una clip che permette di attaccarla alle pagine (rendendola tra l’altro anche un ottimo segnalibro) così da poter sfogliare il vostro romanzo in comodità.


Segnalibri

by OneYellowGallery (cliccare per visualizzare)

Sempre per chi cerca un regalo poco costoso, il segnalibro è un’ottima risorsa. Nelle librerie Feltrinelli o Mondadori vendono quelli già bellissimi della Legami, ma quelli più belli li trovate su Etsy. Se poi al contrario di me siete abili e creativi sono anche un ottimo regalo da confezionare da soli, così da poter donare qualcosa di unico perché fatto con le nostre mani.


Gadget a tema libresco

by missbohemia (cliccare per visualizzare)

Anche in questo caso, Etsy viene in nostro soccorso: addirittura quest’anno è stata creata una pagina apposta che raccoglie tutti gli oggetti artigianali per amanti dei libri. Si va dalle stampe da appendere ai gioielli, dalle decorazioni per la casa ai vestiti. E per chi è proprio fissato con un particolare libro o serie di libri, è naturalmente pieno zeppo di gadget tematici. C’è da perderci la testa!


Gift card da spendere in libreria

Forse il regalo universalmente più apprezzato perché permette al lettore di scegliere cosa comprare: personalmente adoro le gift card e non mi interessa se sono fredde, perché lo è anche un regalo non pensato e che è stato palesemente scelto a caso. Ci sono anche delle case editrici indipendenti che vendono dei pacchetti abbonamento alle loro uscite, come la NNEditore: se il vostro lettore apprezza, anche quello potrebbe essere un ottimo regalo!

5 LIBRI CHE REGALEREI

Ci siamo!! Natale ormai è vicino e il blog si prepara a tingersi di rosso e oro (metaforicamente, eh! Col cavolo che ribalto tutta la grafica per poi levare tutto venticinque giorni dopo)

Ho impiegato un po’ di tempo per tirare fuori dalla mia libreria di Goodreads i titoli da inserire in questa puntata: inizialmente avevo pensato a libri che realmente regalerei, perché magari molto noti oppure abbastanza “neutri” da poter accontentare un po’ tutti i gusti. Poi ho pensato che in realtà i libri che io davvero vorrei regalare sono libri che probabilmente non regalerò mai a causa del messaggio troppo grande che portano dentro di sé e che li rende dei doni estremamente impegnativi.

“Cecità” di José Saramago

Nella chiusura della recensione di questo romanzo che ho pubblicato qui sul blog avevo scritto che se fosse per me, proporrei di distribuirlo gratuitamente per strada, alle fermate degli autobus, al casello dell’autostrada, in stazione, ovunque, perché costringe a mettersi in discussione e a rendersi conto che forse non c’è bisogno di un’epidemia di cecità per far piombare l’umanità nella barbarie dell’egoismo. So che autocitarsi non è proprio il massimo ma non saprei quali altre parole utilizzare per esprimere lo stesso identico concetto. Cecità è un libro che regalerei a chiunque, non perché vada bene per tutti, ma perché tutti dovrebbero leggerlo.

 


“Momo” di Michael Ende

L’importanza di ascoltare gli altri, dell’empatia e dell’usare bene il nostro tempo dedicandolo alle cose veramente importanti della vita sono forse i temi principali di questo libro bellissimo ad opera di un autore che mi strega ogni volta che leggo un suo romanzo. Momo è un libro profondissimo travestito da favola per bambini e mi ha sempre ricordato un po’ Matrix, sia per la presenza dei signori grigi che mi ricordano gli Agenti, sia per l’illusione su cui si basa il romanzo, che qui è limitata al tempo mentre in Matrix tocca più in generale la realtà che sta davanti ai nostri occhi. Ho letto Momo davvero tanto, troppo tempo fa, e fa parte dell’altra mia wishlist, quella dedicata ai libri che vorrei prima o poi rileggere.


“Lo zaino di Emma” di Martina Fuga

A proposito di empatia, il primo passo per mettersi nei panni degli altri è quello di conoscerli, conoscere le realtà che ci sono lontane e i libri sono un modo fantastico per avvicinarci a ciò che nella nostra vita quotidiana non abbiamo modo di incontrare. Lo zaino di Emma è entrato nella mia vita quasi per caso e mi ha aperto una finestra nuova, su una realtà con cui non avevo mai avuto modo di confrontarmi prima. E non è necessario essere genitori per comprendere le parole di Martina, mamma di Emma, affetta dalla sindrome di Down, mentre ci racconta la sua vita e quella della sua famiglia. Se volete saperne di più ho parlato di questo libro anche in questo post.


“Dimentica il mio nome” di Zerocalcare

Forse l’opera più introspettiva e poetica di Zerocalcare: alla morte della nonna, Zero scopre alcuni segreti sulla sua famiglia che lo portano a rivalutare molte delle sue certezze e la graphic novel è un viaggio nella sua storia e nei suoi ricordi alla ricerca di un’identità in parte da ricostruire.

Sempre contraddistinto dalla sua ironia ma molto più malinconico rispetto ai libri precedenti, Dimentica il mio nome è forse uno dei libri più “regalabili” tra quelli di questo elenco ma lo è sicuramente meno rispetti agli altri della produzione dell’autore.

 


“Dovremmo essere tutti femministi” di Chimamanda Ngozi Adichie

Questo libro è il regalo che conservo per me stessa: è infatti l’unico della lista che ancora non ho letto nonostante io creda sia una delle letture più importanti da fare in questo momento storico che sta finalmente vedendo la nascita di un nuovo percorso nelle questioni di genere e soprattutto il riconoscimento di un problema, cosa su cui fino ad ora si era sempre preferito tenere gli occhi chiusi. La strada è lunghissima, ma il primo passo è sempre quello più importante. Mi regalerò questo libro per Natale e mi piacerebbe regalarlo alle donne e agli uomini che conosco e amo.

 


Questi sono i cinque libri che regalerei, se li avete letti o se vi incuriosiscono fatemelo sapere e raccontatemi quali libri voi vorreste regalare a tutti questo Natale.

5 LIBRI IN CUI I PERSONAGGI HANNO NOMI STRANI O IMPRONUNCIABILI

Cari lettori vi do il benvenuto in una nuova rubrica del blog e prima di cominciare vi spiego un po’ come funziona: “5 cose che…” è una rubrica ideata da Debora e Gioia del blog Twin Books Lovers prendendo spunto dalla “Top Ten Tuesday”: l’obiettivo è postare ogni venerdì una lista di cinque cose (possono essere libri, film, serie tv, personaggi, ecc.) seguendo una traccia decisa insieme. Ebbene sì, perché l’aspetto che mi ha convinto a partecipare è l’esistenza di un gruppo facebook sul quale si condividono i rispettivi “5 cose che…” ma soprattutto si decidono i temi mese per mese. E ora, diamoci dentro!

“La casa sull’albero”, di Bianca Pitzorno

Ho sempre pensato che Bianca Pitzorno fosse la versione femminile di Rohal Dahl (non a caso condividono lo stesso illustratore, Quentin Blake): quella capacità di mostrare l’assurdità del mondo degli adulti attraverso la lineare logica dei bambini che rende tutto possibile è ciò che non mi fa mai stancare di leggere e rileggere i loro libri e che li posiziona, secondo il mio modesto parere, nell’Olimpo degli scrittori per ragazzi.

“La casa sull’albero” racconta la storia di due amiche, Aglaia e Bianca, una adulta e una bambina, che decidono di lasciare la civiltà e andare a vivere su un albero molto particolare sul quale è possibile produrre qualsiasi tipo di cibo grazie a dei semplicissimi innesti; qui sull’albero si scontreranno con l’anziano e burbero Beccaris Brullo, loro vicino “di ramo”, si troveranno a salvare una torpedine e a prendersi cura di alcuni bambini caduti ad una cicogna con l’aiuto della gatta Prunilde e la cagnona Dorotea. Lascio a voi il piacere di scoprire i nomi dei bambini…


“Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino

Anche ne Il cavaliere inesistente, i nomi strani si sprecano: non solo il protagonista si chiama Agilulfo, ma ci sono anche Sofronia, Gurdulù, Rambaldo e Torrismondo.

La Trilogia degli Antenati è una delle opere che più di tutte vorrei riprendere in mano perché la mia prima e unica lettura risale alla scuola elementare: come potrete quindi immaginare, della trama non ricordo assolutamente nulla ma i nomi bizzarri e divertenti dei suoi protagonisti mi sono rimasti talmente impressi da essere stato uno dei primi libri a cui ho pensato per il tema di questa settimana.

 


“Anna Karenina” di Lev Tolstoj

I nomi dei personaggi di Anna Karenina sono così impronunciabili che sono certa che ognuno di noi lettori abbia una sua personale versione di come ha pronunciato nella propria testa le decine di nomi impossibili che costellano l’opera. Menomale che almeno i personaggi principali hanno un diminutivo europeizzato (molto di moda all’epoca) che mi ha facilitato moltissimo la comprensione e la memorizzazione. Degli esempi? Anna Arkadyevna Karenina, Stepan Arkadyevich Oblonsky, Sergei Ivanovich Koznyshev, la principessa Shcherbatsky… devo andare avanti?

Al di là dei nomi è inutile dire quanto io consigli la lettura di questo romanzo, che credo sia una delle esperienze migliori che io abbia fatto nella mia vita: è un libro difficile, lungo e impegnativo, ma è anche davvero uno dei più straordinari capolavori che siano mai stati scritti.


“Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams

Qui mi viene da ridere solo al pensiero dei personaggi che sto per nominarvi: in realtà nella saga ce ne sono altri di nomi strani, specie se si comincia a frugare tra le razze aliene, ma i due top sono senza ombra di dubbio l’unico e solo Zaphod Beeblebrox, universalmente riconosciuto come la stella meno brillante di svariati sistemi solari, è più famoso per la controversa vittoria su Humma Kavula, secondo il quale in molti erano convinti di avere votato al concorso per l’essere senziente peggio vestito dell’universo conosciuto (cit.), indiscussa star del primo romanzo della saga (oddio, anche Marvin non scherza in realtà) e Slartibartfast (ho dovuto fare copia/incolla), ovvero il progettista di pianeti a cui, durante la costruzione della Terra, è stata assegnata l’Africa. E se non avete capito nulla di quello che ho appena scritto, andate subito a leggere la Guida!


“Il GGG” di Rohal Dahl

L’avevo già nominato prima, non potevo proprio non inserire un romanzo di Rohal Dahl in questa cinquina. Credo che, soprattutto dopo il film, tutti conoscano la trama del romanzo, giusto? Bene, allora mi limiterò ad elencare i nomi dei giganti “compaesani” del nostro Grande Gigante Gentile: L’InghiottiCicciaViva, Il Ciuccia Budella, Lo StrizzaTeste, Il Trita Bimbo, Il Vomitoso, Il Crocchia Ossa, Lo Spella Fanciulle, Il San Guinario, Lo Scotta Dito.

Inutile dire quanto questo libro mi facesse rabbrividire contemporaneamente di paura e di adorazione…