Roverandom, di J.R.R. Tolkien

Bentornati sul blog, cari booklovers, siete pronti per immergervi in una storia magica nel più classico dei suoi significati? Non so se avete mai sentito parlare di Roverandom, una vera e propria fiaba fantasy con un protagonista insolito (un cagnolino) che affronterà mille fantastiche avventure per riuscire a liberarsi dell’incantesimo dello stregone Artaserse, che lo trasforma in un giocattolo per vendicarsi di un morso ai pantaloni. 

Il cagnolino Rover, ribattezzato Roverandom (un gioco di parole tra Rover=girovago e Random=a caso) per distinguerlo dai suoi alter ego che incontrerà negli strani mondi che saranno meta del suo girovagare, viaggerà fino alla luna in groppa ad un gabbiano dove conoscerà l’uomo-della-luna e fuggirà dalle pericolose creature che la abitano. Poi finirà in fondo all’oceano alla corte del re del mare, incontrerà sirene e fate, balene amichevoli e pericolosi serpenti marini.

Grazie all’aiuto di tanti amici che conoscerà durante le sue esplorazioni, tra cui uno stregone non particolarmente entusiasta del caratteraccio di Artaserse, Rover riuscirà a tornare a casa, ma come potrà riprendere le sue vere sembianze?

Questa fiaba davvero deliziosa, inventata da Tolkien per consolare il proprio figlio dopo la perdita del giocattolo preferito – un cagnolino di legno abbandonato sulla spiaggia, proprio come accade a Roverandom – è un viaggio fatato e avventuroso, che potrebbe essere perfetto come favola della buonanotte perché è un racconto avventuroso ma che infonde molta calma, a volte divertente e nel quale vengono descritti luoghi e creature così meravigliose che sicuramente popolerebbero i sogni di qualunque bambino.

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