Rosemary’s Baby

Due giovani sposi, Guy e Rosemary, si trasferiscono nel loro nuovo appartamento in uno dei più prestigiosi edifici della città. Lui è un attore che attende la sua grande occasione, lei una casalinga che sogna di diventare una brava moglie e madre di tanti bambini. I loro vicini, un’anziana coppia un po’ invadente ma tanto gentile, si prodigano fin da subito per farli sentire a loro agio, e tra un invito a cena e favori non richiesti, si insinuano sempre più profondamente nella vita di Rosemary.

Complici alcune strane coincidenze e delle dicerie piuttosto inquietanti, Rosemary si fa sempre più convinta che qualcosa di strano avvenga nel palazzo e che i coniugi Castavet siano in realtà più interessati al bambino di cui nel frattempo è rimasta incinta. Sarà vero o sono tutte paranoie?

Il punto forte di questo romanzo è senza dubbio la gestione della tensione attraverso il ritmo narrativo che è a dir poco perfetto, un’escalation regolare ma sempre più frenetica che porta a divorare le ultime pagine perché alla disperata ricerca della risposta: è Rosemary ad essere pazza oppure i suoi sospetti sono fondati? Inoltre il romanzo non soffre del problema tipico dei thriller (avete presente? costruiscono chissà quali aspettative, la tensione sale, sale, sale e poi… tutto si sgonfia in un finale affrettato, che sembra “buttato lì” e che delude enormemente proprio per il contrasto nella gestione del ritmo narrativo tra le ultime pagine e tutto il resto del libro) perché la conclusione, nonostante non mi abbia del tutto convinta dal punto di vista della trama, è gestita in maniera eccellente: all’apice della tensione tutto si ferma, come in un limbo, una stasi del tutto inaspettata e spiazzante e poi le battute finali, che lasciano letteralmente a bocca aperta.

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