Ultimo piano (o porno totale) di Francesco D’Isa

Mi chiamo Frank Spiegelmann e sono un uomo orrendo. Sono alto un metro e quarantasei, ho qualche ciuffo rossiccio appiccicato al cranio e non esito a definirmi calvo; inoltre sono grasso, flaccido, col naso a patata e la bocca sottile. I miei occhi, stretti e vagamente orientali, sono privi di qualunque fascino esotico e mi rendono simile a un grasso felino malato. Nonostante questo sono circondato da belle donne, che potrei cogliere come mele da un albero che l’Onnipotente ha posto alla mia ridicola altezza: il motivo è che sono il proprietario della più grande casa di produzione pornografica della Federazione Europea – e di mille altre cose, tra immobili, ristoranti, alberghi e case di cura. Non lo dico per vanità, ma perché sia chiaro che so che la decisione che mi aspetta sancirà la fine del mio impero. Non solo: le diaboliche forze all’opera dietro questa scelta non si limiteranno alla mia capitolazione, ma forse trascineranno con me anche il palazzo in cui mi trovo, uno dei gioielli di Varsavia, con i suoi cinquanta piani scintillanti – tutti miei.

“Ultimo Piano” è il primo libro che ho letto dal mese di Ottobre (nonostante abbia pubblicato prima la recensione di “Il tredicesimo dono“: è che volevo fare una recensione natalizia prima del 24): erano mesi che lo avevo in attesa, da quando quest’estate mi è stato donato gentilmente dall’autore in cambio della mia recensione, e non potevo davvero farlo aspettare di più. E’ per questo che raramente accetto libri da recensire (oltre al fatto che spesso quelli che mi vengono proposti non rispondono ai miei gusti): sono troppo lenta! In ogni caso questo titolo mi aveva incuriosito e sono molto contenta di aver accettato di leggerlo perché si è rivelato un romanzo originale e inaspettato. Nonostante ciò ho dovuto prendermi qualche giorno per raccogliere le idee prima di scrivere il mio commento perché è uno di quei libri su cui devi fermarti a riflettere dopo averlo terminato.

“Ultimo piano (o porno totale)” è un libro che sorprende per l’interessante ed originale idea di base e per non essere assolutamente ciò che ad un primo impatto potrebbe sembrare, e questa è già una nota positiva nel piattume generale che domina gli scaffali delle librerie. Primo motivo di originalità: l’ambientazione. L’intera vicenda si svolge all’interno di un palazzo, la sede della casa di produzione pornografica “Perverse Angels”. Questo edificio è strutturato in maniera gerarchica e ogni piano appartiene ad un determinato strato sociale, partendo da quelli inferiori, poveri, sporchi, squallidi, abitati dagli scarti dell’industria pornografica, per salire fino in cima, dove vivono le star del porno e, più in alto ancora, all’ultimo piano, il proprietario della Perverse Angels Frank Spiegelmann, che è anche la voce narrante che ci accompagnerà per tutto il romanzo. Ci troviamo quindi in una specie di micro-ecosistema apparentemente separato dal resto del mondo, che viaggia su dei binari propri, con proprie dinamiche e regole, e nel quale anche noi ci troviamo confinati in quanto per tutta la durata del romanzo il nostro sguardo di lettori non esce mai dall’edificio e anche nell’unica occasione in cui alcuni personaggi se ne allontanano, non seguiamo direttamente il loro spostamento ma veniamo a conoscenza di ciò che è accaduto successivamente e in modo indiretto.

Il secondo aspetto originale è il fatto che nonostante titolo e contesto facciano pensare tutto l’opposto, “Ultimo piano” non è un romanzo erotico in quanto al centro della storia non vi sono le avventure amorose di qualche pornostar ma la realizzazione della massima aspirazione dei due protagonisti, i due fratelli Claude e Claude (fratello e sorella), lei che aspira a diventare la più grande pornostar e lui che mira alla realizzazione di un film, il “porno totale” che avrà un effetto devastante sull’intera umanità. Questo è lo spunto per parlare di molto altro: del concetto di desiderio e del limite fino al quale può essere considerato lecito, del sesso come tabù e del giudizio della società verso il mondo del porno e di chi ne fa parte, il tutto narrato senza alcun tipo di giudizio da parte dell’autore che si mantiene sempre in un’ottica totalmente neutra verso i suoi personaggi e le vicende che racconta; questo aspetto, che è senz’altro voluto, in realtà a me ha creato un po’ di problemi, nel senso che non mi ha permesso di farmi coinvolgere completamente dalla storia, lasciandomi essere una semplice spettatrice senza riuscire mai a sentirmi vicina ai personaggi o davvero immersa nelle vicende narrate. Un altro aspetto che non mi ha aiutato è stato il ritmo della storia che ho trovato un po’ discontinuo: nella prima parte il ritmo è molto lento e sembra quasi indirizzare verso un romanzo introspettivo e incentrato sul rapporto tra i due fratelli. Dopo la metà si ha un completo cambio di direzione e si punta più verso un’epilogo di azione con un ritmo molto più intenso; non so se sia stata solo una mia impressione ma mi è parso che queste due parti siano rimaste un po’ troppo scollegate e sono arrivata alla fine del romanzo un po’ disorientata.

Nel complesso questo romanzo mi è piaciuto: è stata una lettura interessante che mi ha offerto tanti punti di riflessione. Dall’altra parte mi sarebbe piaciuto vedere maggiormente approfonditi il rapporto tra Claude e Claude e avrei voluto andare più a fondo nella struttura della micro-società che si concentra nel palazzo della Perverse Angels, altro aspetto che viene introdotto ma poi offuscato dagli eventi che ruotano attorno al film. Insomma, è uno di quei pochi casi in cui avrei voluto aggiungere delle pagine al romanzo.

Copia-saggio ricevuta dall’autore.

 

2 Risposte a “Ultimo piano (o porno totale) di Francesco D’Isa”

  1. Ciao Simona, ho provato ad inviarti le mail per la challenge delle LGS, ma mi tornano indietro. Potresti controllare se la mail che hai lasciato nel blog di Dany sia corretta? Grazie!

  2. Vado a controllare subito!! Grazie per avermi avvisato

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