Le ragazze di Emma Cline

Alzai gli occhi per via delle risate, e continuai a guardare per via delle ragazze. Notai prima di tutto i capelli, lunghi e spettinati. Poi i gioielli che brillavano al sole. Erano in tre, così lontane che vedevo solo la periferia dei loro lineamenti, ma non importava: capii subito che erano diverse da tutte le altre persone del parco.

Come probabilmente molti di voi sapranno, “Le ragazze” si ispira alla vera storia della setta “The Family” guidata da Charles Manson (il cui nome nel romanzo viene cambiato in Russel, esattamente come vengono cambiati i nomi di tutti i personaggi) e ci porta a seguire le vicende di Evie, una ragazzina di quattordici anni bisognosa di affetto e di attenzioni che viene sedotta da questa congregazione della quale entrerà a far parte fino alla strage di Cielo Drive, dove furono uccise cinque persone, tra cui l’allora moglie del regista Roman Polansky Sharon Tate, incinta di otto mesi. Il delitto occupa in realtà una minima parte del romanzo: ne viene fatto qualche vago riferimento lungo la narrazione e se ne parla in modo più dettagliato solo negli ultimi capitoli. L’attenzione è in realtà focalizzata principalmente sulla personalità di Evie, sulle motivazioni e i meccanismi attraverso i quali viene soggiogata da Russel e dagli altri componenti della setta, e sulle dinamiche che si creano tra i membri del gruppo.

Iniziamo con una certezza: “Le ragazze” é un romanzo scritto veramente bene, l’autrice ha uno stile elegante, bilanciato, mai banale, direi quasi perfetto. Ha inoltre una straordinaria capacità di entrare nella testa di un’adolescente e di descriverci il suo senso di solitudine, di incomprensione, la noia delle giornate vuote, l’insicurezza e il desiderio di essere diversa, di essere una di quelle che vengono guardate dai ragazzi invece che di essere sempre quella invisibile. Devo ammettere che in alcuni momenti mi sono anche riconosciuta nei pensieri di Evie, la protagonista, specialmente in quella sensazione di essere costantemente fuori posto che ha caratterizzato tutta la mia adolescenza.

La narrazione si alterna tra il presente della protagonista, adulta ma ormai irrimediabilmente segnata dalle esperienze vissute all’interno del gruppo, e il passato in cui vediamo attraverso i suoi occhi e proviamo sulla nostra pelle l’effetto del soggiogamento messo in atto da Russel sui suoi seguaci.

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Spahn Ranch: il vero ranch usato come base dal gruppo all’epoca dei fatti narrati nel romanzo.

Trovo che il romanzo possa essere quasi considerato come diviso in due parti: la prima è caratterizzata da un complessivo senso di apatia che riflette e va di pari passo con il vuoto immobile che si annida nella protagonista: Evie si sente sola, si sente invisibile, incompresa, e diventa completamente apatica a tutto ciò che la circonda. L’unica persona che risveglia la sua attenzione è Suzanna, uno dei seguaci più fedeli di Russel, ed è la sua ossessione per questa ragazza, il suo bisogno di essere amata da lei che la porta ad entrare a far parte della setta. In tutta la prima parte la sensazione che ha predominato è stato un senso di vuoto, lo stesso vuoto deprimente che mi aveva reso insopportabile la lettura de “Il cardellino” di Donna Tartt, con il quale peraltro ho trovato moltissimi punti in comune, sia per il fatto che entrambi vedono come protagonisti questi adolescenti persi che scoprono il sesso e le droghe e le cui vite si consumano in un nulla squallido fatto di giornate buttate via, sprecate e vuote, sia per l’accuratezza dello stile. In questo caso, probabilmente grazie al numero di pagine decisamente inferiore che ha permesso agli avvenimenti di compiersi in un arco di tempo ridotto rispetto al romanzo della Tartt, sono riuscita a sopportare questo vuoto interiore e sono riuscita a superare l’ostacolo dell’assenza di coinvolgimento emotivo per arrivare poi alla seconda parte, in cui l’apatia dei personaggi sfocia nella ferocia bestiale della strage e anche il tono della narrazione viene contagiato da queste emozioni che restano comunque sempre filtrate da uno strato di freddo distacco, come se anche in preda all’odio la mente queste persone fosse talmente bruciata dalle droghe ma soprattutto dall’abitudine al totale annullamento della propria personalità, da mantenere sempre una distanza con la realtà.

“Le ragazze” è un libro per il quale bisogna prepararsi, specialmente se come me siete lettori che amano farsi trascinare dalle emozioni suscitate dai romanzi che leggono, positivi o negative che siano. Io ho fatto molta fatica ad abituarmi a questo modo di raccontare e per questo forse non sono riuscita a lasciarmi andare e a farmi coinvolgere del tutto dalla lettura, ma sono felice di aver ceduto alla curiosità e di aver letto un romanzo che mi resterà impresso proprio per essere tutto ciò che non vorrei mai facesse parte della mia esistenza.

7 commenti

  1. A me non piacciono generalmente i romanzi tratti da storie vere, quello troppo realistici mi lasciano sempre un po’ insoddisfatta, però mi hai incuriosita!

    1. simobiblionauta dice: Rispondi

      Anch’io solitamente tendo ad evitare le storie vere o i romanzi ispirati ad esse, in realtà per un pregiudizio mio che mi rendo conto essere basato sul nulla, visto che quei pochissimi che ho letto mi sono sempre piaciuti. Questo libro in ogni caso è scritto talmente bene ed è talmente allucinante la storia raccontata che potrebbe tranquillamente essere il frutto di una pura fantasia.

  2. […] mie ultime letture (“Le ragazze” di Emma Cline e “L’ultima danza” di Emiliano Gambelli) sono state […]

  3. Di Donna Tartt ho letto “Dio di illusioni”, che mi è piaciuto meno di quanto mi aspettassi e questo mi ha frenato sull’intraprendere la lettura di “Il cardellino”, visto che ha anche una discreta mole. “Le ragazze” lo tengo d’occhio, magari se assomiglia al romanzo di Tartt con meno pagine, posso vedere come va con questo! ^^

    1. simobiblionauta dice: Rispondi

      Gli assomiglia come tematiche generali e come stile: io ho proprio provato le stesse sensazioni, nel bene e nel male. Comunque secondo me merita, anche solo per farsi poi un’opinione personale.

  4. Ciao Simo! Questo libro ha catturato la mia attenzione dalla prima volta che ne ho sentito parlare, sarà l’epoca storica, sarà l’argomento, ma ne sono irrimediabilmente attratta!! Questa recensione mi incuriosisce ancora di più, spero di poterlo leggere presto e magari tornare qui a dirti il mio pensiero!!
    un abbraccio!

    1. simobiblionauta dice: Rispondi

      Sono contenta e spero che tu riesca a leggerlo per scambiarci un parere, perché è di certo un libro interessante.

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