Il venditore di passati di José Eduardo Agualusa

Sono nato in questa casa e ci sono cresciuto. Non sono mai uscito. Al tramonto appoggio il corpo al vetro delle finestre e contemplo il cielo. Mi piace vedere le alte lingue di fuoco, le nuvole al galoppo, e ancora oltre gli angeli, legioni di angeli, che scuotono le scintille dai capelli e agitano le ampie ali fiammeggianti. E’ uno spettacolo sempre identico. Tutti i pomeriggi, però, vengo qui e mi diverto e mi commuovo come se lo vedessi per la prima volta.

Questo libro è stato una sorpresa unica. Innanzitutto la trama: il retro di copertina mi aveva incuriosito subito e immaginavo un romanzo strutturato diversamente da come è in realtà, con molti personaggi e una struttura narrativa più simile ad una raccolta di racconti, magari tenuti insieme da una storia di cornice piuttosto che un romanzo unico. In realtà è esattamente l’opposto: una storia compatta, con pochi personaggi e una trama davvero molto particolare.

Per apprezzare questo libro si deve essere pronti ad accettare e prendere per vera una realtà che si mescola con elementi spirituali in modo però abbastanza diverso da quello tipico del ‘realismo magico’ di Garcìa Marquez o della Allende. Io ci ho letto una visione più animista che magica, in cui non solo l’essenza di una persona può migrare in altri corpi ma lo stesso “essere” di ciascuno viene condizionato e modificato dall’idea che ciascuno di fa di sé stesso. So che forse sto sproloquiando, ma è davvero difficile parlare di questo libro e ancora più complicato è farlo restando sul generico e non entrando in dettagli che sicuramente mi aiuterebbero a spiegarmi meglio, ma allo stesso tempo sarebbero degli enormi spoiler.

Il romanzo narra la storia di Félix Ventura il cui lavoro è ricostruire il passato delle persone: lui crea un albero genealogico, parentele, procura fotografie dei propri avi e riesce ad integrare gli elementi inventati con fatti realmente accaduti creando una vera e propria nuova identità storica ai propri clienti. Ciò che però accade con l’ultimo è che l’uomo diventa la persona che Félix ha inventato per lui e da questo si snodano tutta una serie di altri eventi che alla fine del libro si ricongiungono tutti sotto un’unica spiegazione. Lo so, è un riassunto penoso, ma davvero non saprei come raccontarlo meglio; l’unica cosa che posso fare è consigliarvi di leggerlo. Il prezzo purtroppo non è invitante (costa 15 euro) però io l’ho preso in prestito in biblioteca, quindi si può trovare, e in più è stata pubblicata anche la versione in ebook che costa circa la metà; io credo che prenderò quella visto che si tratta di un libro che voglio avere e rileggere.

4 Risposte a “Il venditore di passati di José Eduardo Agualusa”

  1. Oh, sembra interessante…
    Peccato che il titolo non sia stato tradotto in maniera più letterale: a giudicare dalle cover delle edizioni straniere, avrebbe dovuto essere una cosa in stile “Il libro dei camaleonti”, giusto? 🙂

  2. Esatto! Oltretutto i camaleonti centrano e riguardano una delle prime sorprese del libro. Diciamo che in questo caso il titolo italiano, pur non essendo letterale, è comunque in tema con il romanzo (e mi pare che anche la versione spagnola si intitoli allo stesso modo)… sicuramente tirare in ballo i camaleonti sarebbe stato più poetico!

  3. che curiosità mette addosso la tua recensione! credo che acquisterò l'ebook 🙂

  4. Ciao Stefania! Mi fa piacere sapere di averti incuriosita!! Se lo prenderai e lo leggerai fammelo sapere: sarei molto curiosa di sapere cosa ne pensano altre persone!!

Rispondi