Reading History – Gli uomini e la storia

Modulo: Introduzione
Pagine: 4-9

Letture di approfondimento:
– “Sei lezioni sulla storia“, Edward H. Carr,

Che cos’è la storia e a cosa serve? In cosa consiste il “mestiere” dello storico? Cosa si intende per documento? Quali sono le coordinate della storia?

(Incipit)

Il mio viaggio nella storia inizia con il capitolo introduttivo del libro, quello che generalmente viene saltato da tutti, alunni ed insegnanti, per andare subito al sodo. In realtà in queste poche prime pagine si trovano tutti gli strumenti per riuscire ad orientarsi in questa affascinante materia, oltre che alcuni spunti di riflessione davvero molto interessanti: ad esempio, noi siamo abituati a calcolare il tempo utilizzando come punto di partenza la nascita di Cristo. Ciò non è affatto scontato se pensiamo che non solo culture del passato, ma anche culture attualmente esistenti utilizzano calendari differenti; più precisamente sto parlando del calendario ebraico e di quello islamico, che considerano come punto di partenza rispettivamente la data della creazione (corrispondente al nostro 3761 a.C.) e l’Egira di Maometto (per noi 622 d.C.). Per togliermi il dubbio di aver interpretato male il testo sono andata sulla home di wikipedia, l’ho tradotta in arabo e fortunatamente sulla prima pagina ho trovato la scheda su Saladino. Confrontandola con la versione italiana, mi sono resa conto che le date (ad esempio nascita e morte) erano scritte due volte, una secondo il calendario gregoriano, e una secondo il calendario islamico.  Mi sono chiesta quindi cosa potrebbe succedere se io e il signor Alì che vive a Teheran parlassimo di avvenimenti storici (o semplicemente discutessimo su che giorno è oggi) e non conoscessimo questa differenza. Probabilmente faremmo un bel sorriso di circostanza ma penseremmo entrambi “ammazza che ignorante!” (ecco, lui magari non direbbe proprio così =D).

Ho inoltre trovato molto d’aiuto tutta la parte che sottolinea l’importanza di porsi delle domande ben precise ogni volta che si studia un periodo storico: quando? dove? come? chi? perchè? ovvero definirlo entro confini temporali e spaziali, catalogarlo secondo indicatori tematici (i principali sono politica, società, economia e cultura, ma ci sono molti altri sotto-indicatori), individuarne i soggetti e le cause. Se si risponde a queste domande, si riesce già ad ottenere un quadro abbastanza definito.

Last but not least (adoro questa espressione), un pensiero che mi capita spesso di fare, anche se io l’ho sempre contestualizzato nell’ambito dei libri, e che invece il capitolo estende a tutte le fonti storiche: è inevitabile, purtroppo, che moltissimi documenti del passato siano andati perduti nel corso dei secoli. Tra edifici, manufatti, iscrizioni, libri, ecc… chissà quanti tesori avremmo potuto scoprire ma sono purtroppo stati distrutti dal tempo, dalla natura (alluvioni, incendi, terremoti), o dalla stupidità e follia dell’uomo (mi basta pensare ai roghi nazisti, o a tutte le volte che durante le guerre sono stati distrutti edifici o monumenti, o rase al suolo intere città per sottolinearne la sconfitta). Inoltre, gli storici stessi sono costretti dall’immensa mole di documenti esistenti, a concentrare le loro ricerche solo su alcuni, scartandone altri, in base alle loro priorità di studio. Questi “documenti scartati” avrebbero potuto invece essere molto importanti per altri tipi di ricerche, ma è umanamente impossibile studiare tutto. Io stessa infatti, nel mio piccolo, faccio delle scelte, ad esempio sui libri che voglio leggere: sicuramente senza saperlo ne scarto alcuni che mi sembrano meno di mio gusto rispetto ad altri, ma non è detto che quelli che ho scelto di non leggere non possano invece interessare a qualche altra persona.  

Lo storico è come il cacciatore: per rispondere alle domande sul passato cerca le tracce e i segnali utili, li colloca nel tempo e nello spazio, li collega tra loro tentando di trovarne le cause.

La storia si fa con i documenti scritti, certamente. Quando esistono. Ma la si può fare, la si deve fare senza documenti scritti se non ce ne sono. Con tutto ciò che l’ingegnosità dello storico gli consente di utilizzare per produrre il suo miele se gli mancano i fiori consueti.

(Lucien Febvre)

Comprendere il presente mediante il passato e comprendere il passato mediante il presente.

(definizione della storia per Marc Bloch)

3 commenti

  1. Anch'io ho cominciato il mio viaggio nella storia partendo da quel primo capitolo che nessuno legge mai! Il mio libro è piuttosto datato, ma l'ho trovato comunque molto interessante!

    Sono contenta di vedere che procedi spedita! Mi sa che fra un po' mi superi! 🙂 Io sono ferma agli Egizi, anche perché alla fine ho deciso di rileggermi tutta la serie di Ramses: mi ha fatto venire una nostaglia!!!! 🙂

  2. Guarda, non ne sarei tanto sicura, è sempre stato il mio difetto: quando inizio una cosa sono lanciatissima, mi ci butto anima e corpo… per una settimana, poi l'interesse scema o semplicemente mi appassiono a qualcos'altro e ralleeeeeento!! 🙂 Comunque mi piacerebbe riuscire a leggere ogni mese una nuova unità più un libro collegato in modo da non esagerare con le letture impegnate, altrimenti mi stufo, e continuare a smaltire i miei non letti.

  3. Ciao!! 🙂
    Sono Giuls di Anobii, probabilmente mi avrai visto su Readers Challenge 😀
    Anche io sto per imbarcarmi in questo progetto.
    Mi è piaciuto tanto questo tuo commento introduttivo!
    Da aspirante storica (studio Scienze Storiche ^^) posso dirti che il nostro mestiere è davvero complicato.
    Il discorso sulle fonti non si basa tanto sulla scelta “personale” dello studioso, quanto sull'attendibilità storica delle stesse.
    Quindi doppio lavoro: trovare fonti e trovare quelle più oggettive possibili!! :S
    La parte più “divertente” secondo me è il dibattito storiografico… insomma, tutti elementi che rendono questa materia davvero dinamica.
    Buon proseguimento, ci si rilegge! 😉

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