Racconti

sfide: generi letterari, mistero
Autore: Edgar Allan Poe
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Garzanti
Pagine: 500

Iniziato il: 03 dicembre 2011
Terminato il: 27 dicembre 2011
Valutazione:★★★

Trama
Sia che Poe s’avventuri fin sulla soglia del cuore umano e se ne tragga indietro, impietrito dal terrore dei fantasmi che l’assediano, sia che procrei tutta un’umanità nuova e sfigurata, abitatrice d’un mondo che esiste solo negli allucinati scenari che gli compone e scompone la sua immaginazione, è sempre il medesimo strumento a essere suonato, a ricevere dalle sue sensibili mani l’impulso a quelle vibrazioni che serbano tanta struggente eco.(Dall’introduzione di Gabriele Baldini)

Commento
Leggere tutti i racconti è stato un errore: avrei dovuto concentrarmi solo sui più famosi e lasciar perdere gli altri, perché mentre alcuni sono intensi e poetici, altri sono davvero pesanti e mi hanno fatto perdere il gusto di proseguire. In questa raccolta, la maggior parte dei racconti definiti “dell’orrore” sono in realtà gotici, in quanto i personaggi sono molto spesso tormentati o vivono con tormento il loro amore e la loro passione per una donna. “Il crollo di casa Usher”, “Il pozzo e il pendolo”, “Manoscritto trovato in una bottiglia” e “Il cuore rivelatore” sono tra quelli che più mi sono piaciuti, mentre altri, soprattutto tra quelli che rientravano nella categoria dei fantastici e grotteschi li ho trovati terribilmente noiosi. Per quanto riguarda i racconti del mistero, invece, pur essendo rimasta leggermente delusa da “I delitti della Rue Morgue”, mi sono piaciuti molto e mi sono innamorata soprattutto de “Lo scarabeo d’oro”. In generale, comunque, sono rimasta un po’ delusa da questo autore.

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3 Comments

  1. Strawberry 27 Dicembre 2011 at 17:36

    Peccato…io trovo Poe un genio e ogni suo racconto, uno più uno meno, dei piccoli gioiellini…però forse leggerli tutti d'un fiato in effetti non aiuta ad apprezzarli…

  2. SiMo85 27 Dicembre 2011 at 21:00

    No, infatti! Sicuramente ne terrò conto per le prossime raccolte di racconti che cercherò di gestire meglio. Comunque al di là dei racconti letti uno via l'altro, ho notato una certa tendenza a divagare che secondo me spezza un po' il ritmo: in Gordon Pym era alla massima potenza, infatti mi è capitato di saltare qualche pagina, e anche nei racconti ogni tanto il discorso si staccava da quello che stava accadendo e io perdevo il contatto con la storia. Peccato. Sicuramente sono io che non l'ho capito, spero in futuro di avere l'occasione di rivalutarlo.

  3. Kylai 30 Dicembre 2011 at 0:33

    Ciao!

    Sono la stessa Kylai di Anobii ^^ Cercavo di capire cosa fosse il reading history di cui parlate tu e Phoebes e ti ho trovata XD Ne approfitto per girarti un meme, è un bilancio sulle letture fatte nel 2011, che si trova sul mio blog.

    Comunque per non fuorviare troppo il tema concordo su Gordon Pym. L'unica parte interessante di quel mini romanzo e il pezzo in cui Arthur delira sotto coperta e poi lo assale il cane stile Cujo.

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