Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop

Fried Green Tomatoes at the Whistle Stop Cafe
di Fannie Flagg
Paperback, 364 pagine, Sonzogno 1987/2000

Il Caffè di Whistle Stop ha aperto la settimana scorsa, proprio di fianco a me alla posta, e le proprietarie, Idgie Threadgoode e Ruth Jamison, affermano che fin dal primo giorno gli affari sono andati a gonfie vele. Idgie dice che la gente non deve aver paura di restare avvelenata, perché non è lei che cucina ma due donne di colore, Sipsey e Onzell, mentre al barbecue c’è Big George, il marito di Onzell.incipit

Trama: Evelyn, una donna infelice e molto complessata, incontra in un ospizio Virginia, una vecchietta originale che le racconta una storia di tanti anni prima. Quella del Caffé di Whistle Stop, aperto in Alabama da una singolare coppia al femminile, la dolce Ruth e la temeraria Idgie, e frequentato da stravaganti sognatori, uomini di colore, poetici banditi e vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda di due donne, coinvolte loro malgrado in un omicidio, e la loro tenacia nello sconfiggere le avversità, ridanno a Evelyn la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.

Commento personale: Probabilmente il libro con il titolo più lungo tra quelli letti fino ad ora, un altro del gruppo di quelli rubacchiati alla nonna (prima o poi dovrò restituirglieli) e un romanzo BEL-LIS-SI-MO. Davvero, in questo romanzo c’è tutto ciò che di cui mi piace leggere: la storia di una famiglia (allargata), tanti personaggi davvero speciali e poi tenerezza, tristezza, dolore, amore, amicizia, gioia, rabbia; insomma, tutto.
La storia si svolge in due epoche distinte (altra tecnica che mi piace moltissimo): una è il presente dell’aziana Virginia Threadgoode (detta Ninny), ricoverata in una casa di cura, e di Evelyn, una donna senza stima di sé che si reca nella stessa struttura insieme al marito per trovare la suocera. L’altra è il passato dei ricordi di Ninny, che racconta a Evelyn la storia del suo quartiere e della sua famiglia. Così ci ritroviamo a rimbalzare tra un presente in cui Evelyn inizia lentamente a prendere coscienza del suo valore come persona e come donna e un passato pittoresco, divertente e a volte anche molto doloroso ambientato in Alabama in un periodo che oscilla tra gli anni ’30 e gli anni ’50. Inoltre anche nelle due epoche i narratori cambiano molte volte, così da farci vedere la storia da tanti punti di vista diversi, facendo quadrare il tutto.
Nel romanzo vengono trattati moltissimi temi anche dolorosi, ma quello che sicuramente spicca per l’importanza che assume all’interno del racconto è il razzismo, dominante in quel periodo della storia americana. Nonostante la gravità di questi argomenti, il romanzo riesce sempre a mantenere un tono leggero e ironico che stempera anche gli episodi più drammatici e un clima di serenità.
I personaggi, come in tutti i bei libri che si rispettino, sono il fulcro del romanzo, sono ciò che rende impossibile staccarsi dalle sue pagine e non rimanere affascinati insieme ad Evelyn dal piccolo ma frizzante mondo che è Whistle Stop. Le vere e proprie protagoniste sono Idgie e Ruth, due donne legate da un amore profondo l’una per l’altra, ma sono circondate da un ventaglio infinito di personaggi, tutti uniti dal Caffè che le due donne dirigono con successo e che sfama non solo gli avventori paganti, ma anche tutti vagabondi che passano di lì cercando un lavoro e un piatto caldo.
Tra i vari narratori che si alternano nel romanzo una menzione particolare devo farla per il giornale della signora Weems: non c’era un bollettino che non mi facesse morire dal ridere, troppo forte. Per il resto la mia narratrice preferita è rimasta sempre Ninny, forse perché è la voce narrante principale e leggerla era come ascoltare una nonna che racconta la storia di un mondo che non c’è più.


Inizio lettura: 15 giugno 2012
Fine lettura: 22 giugno 2012

2 commenti

  1. Non sapevo che quella del 2000 fosse una riedizione. Comunque da quando è comparso qualche anno fa su tutti i blog devo dire di averlo altamente snobbato. Mi sembrava uno di quei titoli da romanzetti rosa che ultimamente si vedono spesso in giro, e già di mio non amo i rosa.
    Ti devo ringraziare per avermi aperto gli occhi e avermelo consigliato, sembra proprio un libro che vale la pena leggere, pieno di emozioni e con atmosfere indimenticabili.
    Mentre leggevo la recensione e la trama mi è venuto in mente “In viaggio con la zia” di Graham Greene. Quel romanzo non mi aveva convinta fino in fondo, ma era affascinante. Se questo ha gli stessi lati positivi e non ha quelli negativi presenti in Greene potrebbe piacermi davvero!
    Dopotutto né la cover né il titolo fanno un libro u.u

  2. Io non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi!!

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