Opere scelte

sfide: mistero
  Autore: Edgar Allan Poe
  Anno di pubblicazione: 2001
  Editore: Mondadori
  Pagine: 1408 (lette 290 ca.)

  Iniziato il: 22 novembre 2011
  Terminato il: 05 dicembre 2011

  Valutazione:★★★ (racconti e Gordon Pym), ★★★★ (poesie)

Once upon a midnight dreary, while I pondered weak and weary,
Over many a quaint and curious volume of forgotten lore,
While I nodded, nearly napping, suddenly there came a tapping,
As of some one gently rapping, rapping at my chamber door.
`’Tis some visitor,’ I muttered, `tapping at my chamber door –
Only this, and nothing more.’

(incipit della poesia “The Raven”)


Trama
Un’ampia selezione di testi raccolti e annotati da Giorgio Manganelli. I racconti di enigmi, i racconti grotteschi e quelli del terrore sono qui affiancati al romanzo di viaggio Gordon Pym, nella classica versione di Elio Vittorini, e a una significativa scelta delle poesie. (dal retro di copertina)

RACCONTI UMORISTICI
– Come si scrive un articolo «da Blackwood»  Apri 

– La falce del tempo  Apri 

– Perché il piccolo francese porta la mano al collo  Apri 

– L’Angelo del Bizzarro  Apri 

GORDON PYM
Le avventure di Arthur Gordon Pym, chiamato nel mio volume solo Gordon Pym, è un romanzo di viaggio e d’avventura che racconta le mille peripezie affrontate da Gordon Pym, imbarcatosi di nascosto su un brigantino per una bravata che si è rivelata la più tremenda e incredibile esperienza della sua vita. La storia avrebbe potuto essere davvero appassionante se non fosse che purtroppo Poe alterna le scene “d’azione” con delle spaventose divagazioni sulla storia, la natura, la navigazione, che hanno l’unico effetto di spezzare la narrazione e di smorzare decisamente la tensione e l’attenzione del lettore. Non riesco proprio a capire il motivo di questa scelta, dato che se proprio desiderava inserire tutte queste informazioni perfettamente inutili ai fini della storia, ma che risultano invece interessanti per creare una contestualizzazione al romanzo, poteva benissimo aggiungerle in appendice, senza tediare il lettore con mille dettagli extra, quando l’unico desiderio è scoprire cosa accade a quel povero disgraziato di Gordon. Se si tralasciano queste parti (che secondo me equivalgono a una trentina di pagine, forse anche qualcosa in più) il romanzo diventa davvero appassionante e narrato con tale realismo che ci si mette davvero nei panni del protagonista e con lui si soffrono la fame, la sete e si affrontano i mille pericoli da lui incontrati. La conclusione è volutamente incompleta, e lascia un senso di inquietudine davvero molto efficace.

POESIE
Bellissime. Sono quelle che ho letto con più coinvolgimento e potrei azzardarmi a dire che mi sono piaciute più di tutto il resto dell’opera di Poe: i toni sono decisamente gotici, con queste ambientazioni prettamente notturne e le visioni di tombe, sudari, cimiteri, morte. Durante la lettura, dosata e spezzettata per non esagerare (ne ho lette un paio ogni sera), mi sono sentita avvolta dall’atmosfera cupa e misteriosa, ma anche romantica, che pervade i versi. Ovviamente ho evitato la traduzione, a parte per comprendere alcuni termini, che non rende mai giustizia all’originale, ma crea qualcosa di completamente differente (le rime, per esempio, si perdono del tutto). Non sono mai stata un’amante della poesia, forse perchè non mi sono mai lasciata trascinare non tanto dal significato, ma dalla musicalità delle parole e dalle immagini evocate; questa volta l’ho fatto, ed è stato meraviglioso.

1 commento

  1. A suo tempo lessi i vari racconti dell'incubo, del terrore, ecc usciti con la Newton a mille lire. I racconti umoristici e le poesie mi mancano, e adesso mi hai incuriosita veramente moltissimo!

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