On My Wishlist, #1

Buongiorno e benvenuti nel primo episodio della rubrica in cui vi mostro le più interessanti nuove entrate della mia wishlist. Specifico “più interessanti” perché io sono una wishlister seriale e inserisco nella mia lista dei desideri decine di volumi, specialmente quando guardo video dei miei youtuber preferiti.

Questa settimana avevo tantissime nuove entrate ma ne ho selezionate sei che davvero non vedo l’ora di leggere; in ogni caso potrete trovare la mia wishlist completa sul mio profilo di Goodreards.

Il ragazzo nuovo, di Tracy Chevalier

L’Otello di Tracy Chevalier. Un progetto internazionale in cui celebri autori contemporanei riscrivono le opere più amate di William Shakespeare. È quasi estate, la scuola sta per finire. Ma per Osei Kokote, tredici anni, figlio di un diplomatico ghanese, è il primo giorno in un nuovo istituto, nell’ennesima città in cui si trova circondato da visi sconosciuti. Stavolta i suoi compagni sono solo ragazzini bianchi. E quando Osei mette piede nel cortile, quel mattino, con gli alunni tutti in fila, in attesa che la campanella dia inizio alle lezioni, per un attimo a muovere l’aria sono soltanto le domande sussurrate a mezza bocca e le occhiate diffidenti. Per sua fortuna troverà presto un’alleata in Dee, la ragazzina più popolare della scuola, la biondina che tutti vorrebbero come amica. La complicità tra loro è immediata: un sentimento che nasce e cresce improvviso, talmente intenso da sollevarsi in volo come un globo di luce in un giorno uguale agli altri, ma al tempo stesso un sentimento troppo pulito e cristallino per non provocare invidie e reazioni malevole. Tracy Chevalier, maestra della narrazione storica, ha scelto di ambientare un nuovo Otello nell’America degli anni Settanta, all’interno del cortile di una scuola periferica di Washington DC, dove i ragazzini si fidanzano all’intervallo e si lasciano all’ora di pranzo. Dove i loro gesti e giochi lasciano già trasparire gli insidiosi pregiudizi degli adulti. Tutto, in questo romanzo tragico, si svolge nell’arco di un solo giorno. Che sembra poco, ma non lo è, per raccontare come la gelosia, le prevaricazioni e il tradimento possono comodamente stritolare un gruppo di amici e lasciare noi, sul finire del pomeriggio, ancora increduli e spaventati.

Il bacio della strega, di Emma Donoghue

Mossa azzardata, lasciarsi baciare da una strega. Lo sanno tutti che è dieci volte più pericoloso che lasciarsi toccare una mano, tagliare i capelli o rubare le scarpe. Un bacio è il mezzo più diretto per arrivare dritti fino al cuore.
Ma alle popolari protagoniste delle storie di Emma Donoghue non manca certo il coraggio: il coraggio di perseguire il proprio destino, ma soprattutto di sovvertirlo. E così Cenerentola, dopo che per tre giorni ha preso lezioni per poter essere la più corteggiata al ballo, getta via la scarpetta, e, incurante del principe che la cerca, fugge con la fata buona.
Tredici storie intrecciate l’una con l’altra: donne giovani e vecchie che si aggirano in scenari da fiaba in cerca di un riparo, di potere o di ciò che in fondo al loro cuore desiderano. Lavorano, fanno la fame, si sposano per amore o per denaro, perdono bambini o li rubano, pianificano fughe o vendette. Ma soprattutto si raccontano le loro storie, in un susseguirsi dal gusto arabeggiante, un gioco di scatole cinesi nel quale la narratrice della storia precedente finisce per essere la destinataria della successiva. Una magica ragnatela di alleanze, a volte infide a volte erotiche, ma sempre imprevedibili.
Una riflessione tutta al femminile, quella dell’autrice irlandese, che sceglie, come già prima di lei Anne Sexton e Angela Carter, la strada della rielaborazione di favole classiche. Ma una rielaborazione che è prima di tutto una critica della tradizione, perché le fiabe classiche si portano dietro tutta una rete di sogni e desideri culturalmente prestabiliti. Così, di fronte a ogni principe azzurro, dovremmo cominciare a chiederci se lo vogliamo davvero, o se è semplicemente ciò che ci hanno insegnato a volere, ciò che gli altri vogliono per noi.
Attraverso le strutture complesse e i ritmi della narrazione orale, sempre poetica quanto divertente, Emma Donoghue riveste personaggi vecchi di secoli con abiti nuovi e smaglianti.

Gli occhi del drago, di Stephen King

Nel regno di Delain, il vecchio re Roland vive serenamente i suoi ultimi giorni circondato dal rispetto dei sudditi e dall’affetto dei due figli. A ereditare il trono sarà il primogenito, il principe Peter, bello, valoroso e di sicura tempra regale. Ma il malvagio Flagg, mago di corte, aspetta da ormai quattrocento anni di impossessarsi del regno e non esita a mettere in atto un piano diabolico per realizzare finalmente il suo sogno. Solo lui conosce i recessi più nascosti del castello, gli oscuri passaggi dove tessere indisturbato le sue trame perverse.

Best-seller N. 1 negli Stati Uniti e ai vertici in Gran Bretagna, “Gli occhi del drago” è una storia avvincente di eroi e d’avventura, di principi e maghi, una favola suadente destinata a conquistare lettori di ogni età.

Un anno in Provenza, di Peter Mayle

Dopo quindici anni di lavoro nel frenetico mondo londinese della pubblicità, Peter Mayle decide di cambiare vita. Acquista una fattoria in Provenza, costruita con pietre levigate da “duecento anni di vento e di sole”, e vi si trasferisce insieme alla moglie e ai suoi due cani. Sogna una vita più rilassata e fa i suoi programmi, ma non tutto va come previsto; la ristrutturazione procede a rilento, e lo mette a confronto con un mondo che ai suoi occhi anglosassoni appare bizzarro e sorprendente: una parlata dall’inflessione incomprensibile, un’idea della puntualità quantomeno fantasiosa, operai e artigiani che compaiono rumorosamente all’improvviso, mettono tutto a soqquadro e scompaiono per mesi, un sacre vent, il mistral, “capace di far impazzire uomini e animali’. E soprattutto una galleria di personaggi l’uno più originale dell’altro, descritti con una curiosità accompagnata da un’irresistibile vena ironica: dall’idraulico Menicucci con la passione del clarinetto al cacciatore Massot, con la fissazione dei Tedeschi sporcaccioni, al vicino Faustin, che lo coinvolge sapientemente in un’impresa vinicola. Mayle lentamente abbandona le sue ritrosie e scivola nei ritmi della Provenza: il suo diario, disteso fra due feste di capodanno, ci guida attraverso i piaceri della cucina e dei vini del Sud della Francia, ci descrive i mercati di paese, le feste, le abitudini, i modi della socialità, il mutare del paesaggio con le stagioni.

Americanah, di Chimamanda Ngozi Adichie

Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l’autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con arguzia i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l’affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c’è qualcosa che Ifemelu non riesce a lasciarsi alle spalle: il ricordo di Obinze, il ragazzo amato e poi d’improvviso abbandonato. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.

Dorothy Must Die, di Danielle Paige (Dorothy Must Die, #1)

I didn’t ask for any of this. I didn’t ask to be some kind of hero.

But when your whole life gets swept up by a tornado – taking you with it – you have no choice but to go along, you know?

Sure, I’ve read the books. I’ve seen the movies. I know the song about the rainbow and the happy little bluebirds. But I never expected Oz to look like this. To be a place where Good Witches can’t be trusted, Wicked Witches may just be the good guys, and winged monkeys can be executed for acts of rebellion. There’s still a yellow brick road – but even that’s crumbling.

What happened? Dorothy.

They say she found a way to come back to Oz. They say she seized power and the power went to her head. And now no one is safe.

My name is Amy Gumm – and I’m the other girl from Kansas.

I’ve been recruited by the Revolutionary Order of the Wicked.

I’ve been trained to fight.

And I have a mission.

2 Risposte a “On My Wishlist, #1”

  1. Americanah ce l’ho sullo scaffale e lo leggerò molto presto!

    1. Io invece ancora fisicamente non ce l’ho ma mi piacerebbe leggerlo presto!

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