"Nasi di Natale" di Sebastiano Ruiz Mignone

Nasi di Natale
di Sebastiano Ruiz Mignone

Serie:
Formato: Hardcover, 27 pagine
Editore: Aisara, 2011
Genere: Racconto per ragazzi

Inizio lettura: 01 dicembre 2013
Fine lettura: 02 dicembre 2013
Preso da: Biblioteca
Lettura n.: 54/2013

Il mio giudizio:

Ci sono attimi che durano tutta la vita, come i lampi illuminano le nostre esistenze e ce le rivelano.
(incipit)

Trama:

Parecchi anni fa in casa del marchese Ginori, un bambino di nome Carlo e la sua mezza dozzina di fratellini assistono a un Natale speciale. A loro non è consentito partecipare alla festa – sono solo i figli del cuoco! – perciò sbirciano il banchetto da uno spiraglio della porta. Sulla tavola si esibiscono in gustosa bellezza pasticcini, mousse al cioccolato, tiramisù, torte alla panna, bavaresi e meringhe! E che dire del re dei re: il panettone!
Fra questo tripudio di bontà irraggiungibili, per effetto della luce dei candelabri si formano delle strane ombre sulle pareti, ombre di nasi che si proiettano lunghi, lunghissimi… e che ispireranno, al piccolo Carlo, la storia fantastica di un famoso naso di legno…

Commento:

Come potevo resistere ad un titolo così strambo? Impossibile, davvero, non ho potuto fare a meno di portarmelo a casa e dargli un’occhiata.

Questo breve e simpatico racconto di Sebastiano Ruiz Mignone narra la storia di un bambino, Carlo, figlio di un cuoco che lavora nella casa di un marchese, nella quale vive anche tutta la sua famiglia. Una sera di Natale di tanti anni fa, a casa del marchese viene organizzata una gran cena alla quale i bambini hanno l’assoluto divieto di intrufolarsi: come resistere però alle risate, le voci e gli applausi? Così Carlo e i suoi fratelli, quatti quatti, si nascondono sulla grande scala per sbirciare la tavola imbandita. E’ a quel punto che vengono colpiti dalle curiose ombre che si proiettano sulle pareti: i profili degli ospiti, soprattutto i nasi, muovendosi al ritmo delle mandibole, creano sui muri la scene più buffe. Quella stessa notte il piccolo Carlo, ricacciato a letto con i fratelli e la promessa di una bella ramanzina il giorno successivo, si addormenta sognando di balene, di mostri, di giganti, di paesi dei balocchi e soprattutto di nasi.

Ebbene si, il racconto è proprio la storia dell’ispirazione di Carlo Collodi per Pinocchio immaginata dall’autore e illustrato dai bellissimi disegni di Daniele Serra. Ho trovato l’idea del libro molto carina e originale, soprattutto perché a me non sarebbe davvero mai venuta in mente. In più i giochi di ombre e di sagome sono davvero amati dai bambini (e non solo: ancora oggi io mi rilasso moltissimo a guardare le nuvole e vederle assumere le forme più strane), quindi il racconto punta su un’esperienza che i piccoli lettori conoscono bene e che probabilmente li diverte molto.

L’autore:
Sebastiano Ruiz Mignone è nato a Santo Stefano Belbo (Cuneo) e vive a Torino, dove ha insegnato Lettere per molti anni. Ha scritto numerosi testi per il teatro, la radio, il cinema e la televisione. Ha alle spalle una solida esperienza nella narrativa per ragazzi, con oltre trenta titoli pubblicati, alcuni dei quali sono stati tradotti all’estero. Nel 1996 ha vinto il «Premio Andersen – Il Mondo dell’Infanzia» come miglior autore.

Bibliografia parziale:
Guidone Mangiaterra e gli Sporcaccioni” – Piemme, 1996
Il ritorno del Marchese di Carabas” – Piemme, 1997
Cappuccetto Rosso spara” – Città Nuova, 2002
Il mistero della ronda di notte” – Piemme, 2004
Il musicista del Titanic” – Interlinea, 2012

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