Due parole due su Terapia di coppia per amanti di Diego de Silva

Se pensate che gli amanti siano partigiani della felicità; gente abbastanza disillusa da aver capito che l’unico modo per resistere all’andazzo mortifero della vita matrimoniale sia farsene un’altra in cui negare ideologicamente le norme vigenti nella prima, e dunque abolire ogni ruolo, ogni dovere ogni ambizione di stabilità in nome di un unico fine superiore(il solo che poi conta veramente), quello di vedersi quando si ha voglia senza aspettarsi dall’altro più di quanto si dà; bene, se è questo che pensate , allora lasciate che vi dica che non avete la minima idea di cosa state parlando

27291090“Due amanti che vanno in terapia di coppia”.

È bastato questo riassunto della trama per farmi decidere che io questo libro dovevo leggerlo. Perché due amanti dovrebbero andare in terapia? E soprattutto che problemi di coppia possono voler risolvere, quando l’amante è esattamente il tentativo di fuga dai problemi di coppia con qualcun altro? Non dovrebbe a sua volta creare problemi, sennò che fuga è?

In realtà la trama del romanzo si svolge più o meno nel modo in cui avrei immaginato potesse svilupparsi, dando alle domande precedenti la stessa risposta che anch’io avevo ipotizzato prima di iniziare a leggere (e che non dirò, sennò spoilero). Credo però che la trama non sia il punto focale del romanzo che è invece rappresentato dalle scelte narrative messe in atto dall’autore: i capitoli alternano i punti di vista interni dei personaggi e sono impostati in modo da riportare sia le descrizioni di ciò che in quel momento il protagonista del capitolo sta vivendo, sia i dialoghi che scambia con gli altri personaggi sia, nel mezzo, tutte le riflessioni e i pensieri che gli vengono in mente, il tutto con un ritmo serratissimo. Purtroppo questo ottimo stile narrativo viene un po’ svilito dalla trama non molto originale nel suo svolgimento e un po’ forzata in alcuni aspetti (specialmente la figura dello psicologo).

I personaggi mi sono piaciuti molto, non tanto come carattere o simpatia (Viviana è una fracassa balle di dimensioni colossi) ma per il modo in cui la loro personalità emerge dal romanzo: arriviamo alla fine che li conosciamo meglio noi che loro stessi. Molto divertente invece il personaggio del papà di Modesto: è stato protagonista dei dialoghi più divertenti del romanzo.

A fine lettura sono assolutamente certa di voler approfondire meglio questo autore perché credo che con una trama migliore potrebbe davvero conquistarmi.

2 commenti

  1. A me è piaciuto molto, l'ho trovato divertente e scorrevole. È stato il primo libro di De Silva, ma non sarà l'ultimo.

  2. De Silva mi piace molto. Ho letto Mancarsi e avrei proprio voluto leggere qualcos'altro scritto da lui. Mi hai dato quindi un ottimo spunto! 🙂

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