Letture di maggio

Questa settimana addirittura due post, Signori, attenzione! E stay tuned perché la prossima uscirà ADDIRITTURA una recensione! Che ho già scritto! Brividi, proprio! Non devo abituarmi a questi ritmi così frenetici perché il mio debole cuore da blogger pensionata potrebbe avere un cedimento. Lasciamoci dunque andare al resoconto delle letture del mese.

“La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio e grazie per tutto il pesce” e “Praticamente innocuo”, Douglas Adams

  

Nel mese di maggio ho concluso la mia avventura con La Guida Galattica per Autostoppisti, saga che ho apprezzato tantissimo e che mi è servita per staccare il cervello e farmi due risate in un mese molto pesante dal punto di vista degli impegni di lavoro. Non sto a raccontarvi la trama di questi ultimi tre volumi anche perché è davvero molto difficile da spiegare in maniera breve e senza fare spoiler dei volumi precedenti. In ogni caso riconfermo la mia impressione che avevo scritto nelle letture di aprile: se vi diverte l’assurdo, il nonsense e lo humour inglese leggete assolutamente questa saga perché perderete la testa. Adesso mi mancherebbe solo il sesto volume scritto da Eoin Colfer: inizialmente pensavo di non leggerlo, ma siccome la conclusione del quinto mi ha lasciato interdetta e dalle ricerche che ho fatto è saltato fuori che Adams stesso stava progettando un volume conclusivo, credo davvero di non potermi esimere dalla lettura di E un’altra cosa…

“Scrivere per il web 2.0” di Alessandro Scuratti, “La gita di classe” di Aldo Costa, “La ballata del vecchio marinaio” di Samuel Taylor Coleridge e “Il curioso caso di Benjamin Button” di Francis Scott Fitzgerald

   

Accorpo questi quattro piccoli libri perché ho davvero poco da dire di tutti.

Scrivere per il web 2.0. è un’introduzione estremamente generale ai principi della scrittura per il web: utile per me che non ne sapevo nulla, sicuramente poco utile a chi ha anche solo girato un po’ di blog su questi argomenti.

La gita di classe è un breve racconto scaricabile gratuitamente dal Kobo store (e credo anche da Amazon per chi ha kindle) e rappresenta il prequel di uno dei romanzi dell’autore. Ho deciso di leggerlo perché a mia mamma sono piaciuti molto i libri di Costa e me li ha consigliati; in effetti lo stile non mi è dispiaciuto e il protagonista è molto interessante. Sono dei thriller.

La ballata del vecchio marinaio Kubla Kahn. Niente, niet, nisba. So che la ballata è un grande classico della letteratura ma io con questa poesia che va spiegata non vado d’accordo: la sento troppo lontana da me, non ne colgo i rimandi e mi annoia tantissimo.

Il curioso caso di Benjamin Button è un racconto estremamente breve ma che io ho trovato estremamente incisivo proprio grazie a questa sua caratteristica. Narra la straordinaria storia di Benjamin, un uomo il cui ciclo vitale è completamente invertito e che si trova quindi a nascere vecchio, tra lo sgomento di medici e genitori, e a morire neonato, accudito dai suoi stessi figli e nipoti. E’ una storia molto toccante perché volta al grottesco e ogni evento raccontato mostra sempre un lato ironico che allo stesso tempo assume un retrogusto amaro. Benjamin Button è un reietto, un diverso, condannato ad essere solo per il resto della sua vita: nonostante si sposi e formi una famiglia, la sua condizione lo rende così estraneo dal mondo che i suoi momenti di normalità sono solo un’illusione che sarà presto spazzata via dalle inesorabili conseguenze dello scorrere del tempo. Un libro davvero splendido.

“La deviazione” di Gerbrand Bakker

Ultimo libro letto nel mese di maggio, La deviazione è un romanzo che ho iniziato senza avere bene idea di cosa ci avrei trovato ed è stato una bellissima sorpresa. Racconta la storia di Emilie, una donna che – a seguito di uno scandalo scoppiato sul lavoro – fugge dalla sua casa in Olanda, dal marito e dai genitori e si rifugia nel Galles facendo perdere le sue tracce. Qui prende in affitto un cottage immerso nella campagna e comincia la sua vita fatta di passeggiate e di mansioni quotidiane tra la ristrutturazione della casa e l’accudimento delle oche che si è trovata ad ereditare dalla precedente proprietaria.

Il libro è impregnato di malinconia ed è una lettura prettamente autunnale, tanto che mi è un po’ spiaciuto non averlo letto in ottobre/novembre. Non vi aspettate un romanzo in cui accada chissà quale colpo di scena: il lettore viene accompagnato verso la conclusione in modo lento, calmo e progressivo ma il bello sta proprio in questo dispiegarsi della trama davanti ai nostri occhi con delicatezza e senza strillare. Trovo oltretutto che la copertina rappresenti perfettamente il contenuto del libro: il grigiore del cielo e la calma di queste oche che, giorno dopo giorno, scompaiono ad una ad una tra le fauci di un misterioso predatore, invadono anche la nostra anima e la conclusione del romanzo lascia una sensazione di quieta rassegnazione.

Rispondi