Letture di aprile

Finalmente è finito Novembre… ah no, Aprile? Ma davvero? Sarà che non ho ancora né tolto il piumone, né tantomeno fatto il cambio degli armadi ma non me n’ero accorta. Vabé, è finito Aprile ma non è che Maggio abbia portato molti miglioramenti, almeno qui nella ridente Brianza: piove, piove, piove. Menomale che ci sono i libri: questo mese ne ho letti ben sei… sarà per quello che non ho passato l’esame di botanica?


“Divorzio all’islamica a viale Marconi”, Amara Lakhous

Questo romanzo si sarebbe meritato la sua bella recensione personalizzata e magari in occasione della lettura del secondo romanzo di Lakhous (che mi procurerò sicuramente) lo farò anche. Per il momento accontentatevi di sapere che è un libro ironico, a volte grottesco, divertente e scorre che è un piacere. In più fa anche pensare, perché per la prima volta e in maniera molto spontanea mi ha permesso di confrontarmi con una realtà che so perfettamente di non conoscere affatto, ma anzi di guardare spesso con quel po’ di sospetto che mi piacerebbe tanto non avere ma che invece mi rendo conto finisce per sbucare sempre fuori da qualche parte: quella degli immigrati di religione musulmana nel nostro Paese.

Si tratta di un romanzo privo di retorica o di giudizi: semplicemente mostra uno spaccato di quotidianità vista dall’interno, attraverso gli occhi di un italiano che si ritrova ad indagare – spacciandosi per un tunisino in cerca di lavoro – su un presunto attacco terroristico in un quartiere a Roma e di una donna egiziana che nel quartiere vive stabilmente da anni. Totalmente consigliato!


“Libri da ardere”, Amélie Nothomb

Io sono dell’idea che un’opera teatrale andrebbe sempre vista e non letta, semplicemente perché ogni forma d’arte che nasce per un determinato “mezzo” andrebbe fruita solo tramite quello, però siccome non si può sempre andare a teatro e soprattutto non è che la programmazione teatrale milanese sia strutturata sulla base dei miei desideri, a volte bisogna accontentarsi. Come immaginavo la lettura è stata purtroppo priva di empatia e di emozioni, ma il tema è interessante: qual’è il valore della cultura quando è la nostra sopravvivenza ad essere minacciata?

Siamo nel pieno di una guerra che sembra non avere fine: tutto è distrutto, fa freddo, non c’è cibo e ogni volta avventurarsi per le strade è una scommessa contro la morte. Tre personaggi, due studenti universitari e il loro professore di letteratura, sono nascosti a casa di quest’ultimo e discutono ferocemente sull’opportunità di bruciare i libri per avere un po’ di sollievo dal gelo; sollievo che sarà comunque momentaneo in quanto – una volta finiti i libri – quello continuerà a tormentarli visto che la guerra non accenna a finire. Cosa fare, bruciarli o no? Iniziare da quelli più scadenti? E chi determina quale libro è meno valido di un altro? I libri diventano il simbolo di tutto quello che ci fa sentire superiori agli animali, ma cosa succede quando i nostri bisogni fondamentali sono minacciati? Dovrò cercare di vederlo a teatro prima o poi.


“Lo zaino di Emma”, Martina Fuga

Credo di aver inserito questo libro nella mia wishlist dopo aver letto La figlia del silenzio, romanzo che mi aveva lasciato l’amaro in bocca per il modo in cui parla (o sarebbe meglio dire non parla) della sindrome di down. Lo zaino di Emma è stata una lettura illuminante: l’autrice, Martina Fuga, è la mamma di Emma e nel libro ci racconta la sua vita, la sua personalità, le difficoltà e i momenti felici. Lo zaino del titolo è il fardello che la piccola Emma deve portare. C’è una frase – che viene riportata da tutti i siti e i blog che parlano di questo libro ma che effettivamente è esemplificativa del tono e della prospettiva con cui la vita di Emma e della sua famiglia ci viene raccontata – che mi ha molto colpito:

Molti pensano che la disabilità di un figlio sia un dono, ma chiedetelo ai nostri figli. La sindrome di Down non è un dono, mia figlia è un dono, ma per com’è lei, non per la sindrome.
Non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe se… e non me lo chiedo per me, me lo chiedo per lei! Io di quello zaino sulle spalle di Emma posso anche farmi carico, ma fino a che punto? Non posso portarlo io al suo posto! Un giorno lei vorrà toglierselo quello zaino e io dovrò spiegarle che non è possibile. Quel giorno sarà il più difficile della mia vita.

Un libro molto spontaneo, vero e lucido, che fa venire un gran desiderio di informarsi e di approfondire, perché forse i problemi maggiori che Emma e la sua famiglia si trovano ad affrontare sono dovuti proprio alla mancanza di conoscenza… da parte degli altri.


“Il libro dei viaggi del tempo” di Johnny Acton, David Goldblatt, James Wyllie

Confesso subito il peccato: ho comprato questo libro per la copertina. Non ho nemmeno letto la trama e l’ho infilato nel carrello del Kobo, quindi non avevo davvero idea di cosa aspettarmi. Beh, posso dire che è stato davvero qualcosa di completamente inatteso: questo libro è una guida turistica per viaggi del tempo, ed è fighissimo! Viene presentato come la guida redatta da un’agenzia di viaggi temporali che permette ai clienti di visitare specifiche date nel passato per assistere a momenti storici fondamentali: si parte quindi dalla visita alla Grande Esposizione Universale di Londra nel 1851 per arrivare fino alla partecipazione alla spedizione di Marco Polo alla corte di Kublai Kahn. Ma la cosa fantastica è che per ognuno di questi eventi (di durata e pericolosità variabile) viene riportata una guida dettagliata degli orari da rispettare per non perdersi nulla, dei luoghi in cui andare, dei ristoranti in cui mangiare, come vestirsi, come parlare: non ho idea di quanta ricerca e quanto tempo siano stati necessari agli autori per ottenere questo risultato, anche perché gli eventi storici sono davvero tantissimi e tutti talmente ricchi di dettagli che sembra veramente di essere lì presenti. Fantastico, una delle letture più originali che mi siano capitate quest’anno.


“Guida galattica per gli autostoppisti” e “Ristorante al termine dell’universo”, Douglas Adams (Volumi 1 e 2 della Guida Galattica per Autostoppisti)

Restando in tema di originalità, ad aprile ho deciso di portare a termine la Guida Galattica: avevo già letto il primo romanzo un paio di anni fa ma per Natale ho recuperato tutti i successivi volumi e adesso me li sono finalmente divorati uno via l’altro ricominciando dal primo per rinfrescarmi la memoria.

La trama in breve: Arthur Dent è un umano, abita sulla Terra e non immagina neanche lontanamente che questa stia per essere spazzata via per far strada ad un’autostrada galattica. Il suo unico problema, il giorno in cui inizia la storia, è tenere a bada un geometra e i suoi bulldozer per evitare che radano al suolo la sua abitazione, al posto della quale deve essere costruita proprio un’autostrada. Fortunatamente il suo insospettabile amico Ford Prefect è in realtà un autostoppista galattico e gli salva la pelle portandolo via dalla Terra. Da quel momento per Arthur Dent non ci sarà più pace e sarà sballottato in giro per l’Universo per tutti i cinque volumi che compongono questa “trilogia in cinque parti” assurdamente divertente.

La trasposizione amplificata di tutti i difetti e le contraddizioni della nostra società in una scala “galattica” è la base su cui Adams costruisce qualcosa che è impossibile raccontare: bisogna leggerlo.

Il primo capitolo è memorabile, Ristorante al termine dell’Universo mi è piaciuto un filino meno, forse perché il mio personaggio preferito è Arthur e in questo secondo volume viene messo un po’ in disparte. In ogni caso chiunque apprezzi lo humour inglese, il nonsense e il surreale deve, DEVE, DEVE leggerli assolutamente.

4 commenti

  1. Grazie, in particolare, per la segnalazione del libro di Martina Fuga, che sicuramente leggerò.
    E grande Amélie Nothomb! Di cui tuttavia non ho letto questo testo. Provvederò. A differenza di te, amo leggere i testi teatrali, in via di assurdo (prendila come una iperbole) persino più di quanto io ami vederli giustamente rappresentati – quantomeno desidero conoscerli in lettura in anticipo. Mi pare che ciò mi consenta una “visione” più a mia misura, la regia, come dire; e – ma questa è, appunto, la lettura – il tempo, il rallenty, la possibilità di ritornare sulla scena, le diverse regie, il prolungamento dell’emozione..
    Forse dovrei frequentare di più il teatro..

    1. Non dirlo a me! Ci vado pochissimo purtroppo; quest’anno avrei voluto fare l’abbonamento ai teatri di Milano ma la retta universitaria è già abbastanza salata e ho evitato di aggiungere anche quello.

  2. Grazie per la segnalazione del libro“Lo zaino di Emma”, Martina Fuga.

  3. Titoli molto interessanti! Di Lakhous io avevo letto il credo più noto Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, e mi era rimasta la voglia di leggere altro di suo.
    Il libro dei viaggi del tempo lo devo leggere asolutamente!!!!

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