[Lettura #31/2012] Dracula

Dracula
di Bram Stoker
Paperback, 490pagine, Mondadori 2005

DIARIO DI JONATHAN HARKER
(Stenografato)
3 maggio, Bistrita. Lasciata Monaco alle 20,35 del 1° maggio, giunto a Vienna il mattino dopo presto: saremmo dovuti arrivare alle 6,46, ma il treno aveva un’ora di ritardo. Stando al poco che ho potuto vederne dal treno e percorrendone brevemente le strade di Budapest mi sembra una bellissima città. Non ho osato allontanarmi troppo dalla stazione, poiché, giunti in ritardo, saremmo però ripartiti quanto più possibile in orario. Ne ho ricavato l’impressione che, abbandonato l’Occidente, stessimo entrando nell’Oriente, e infatti anche il più occidentale degli splendidi porti sul Danubio, che qui è maestosamente ampio e profondo, ci richiamava alle tradizioni della dominazione turca.incipit

Trama: Scritto da Bram Stoker nel 1897, fin dal suo primo apparire Dracula ha fornito l’archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema. Ispirato alle figure storiche del principe romeno Vlad II detto Dracul («il diavolo») e di suo figlio Vlad III, l’Impalatore, Dracula-Nosferatu (colui che non muore, il morto vivente) è un personaggio più che mai inquietante. Nel tratteggiarlo Bram Stoker ha dato fondo a tutte le risorse della sua fantasia e a tutti gli espedienti di un calibratissimo mestiere. Da queste pagine si sprigiona così una magia che giunge fino alle soglie dell’incubo. Dracula rappresenta infatti in modo del tutto originale l’eterna vicenda della lotta tra il Bene e il Male, sullo sfondo di una storia che scaturisce direttamente dall’inconscio e, come tale, parla in termini che si impongono immediatamente alla fantasia di ciascuno di noi, per entrare nei nostri sogni più spaventosi. Né bastano esorcismi razionalistici a toglierle l’irresistibile suggestione, la possente ossessività che la pervade.

Commento personale: Totale non voglia di commentare i libri sul blog, vieni a me!!
Come si vede dai movimenti sul mio profilo goodreads e sulla colonna di sinistra del blog mi è tornata la voglia di leggere ma, di contro, ho perso qualsiasi ispirazione per la recensione che solitamente sono così ansiosa di scrivere. Non voglio, però, trascurare il blog perchè so che prima o poi questo “momento scazzo” passerà e se rimanessi indietro di parecchie recensioni poi mi toccherebbe portarmi avanti senza avere più la memoria fresca delle letture e sarebbe un casino, quindi mi forzerò almeno di scrivere due righe canoniche di commento, magari in modo un po’ schematico.

Fin dalle prime righe sono stata catturata all’interno della storia; è stato proprio uno di quei casi in cui giravo per casa con il libro davanti al naso (con il risultato di inciampare ogni due per tre nel cane che ama molto starmi in mezzo ai piedi). In realtà non avevo tanto l’ansia di sapere cosa sarebbe accaduto (anche se in alcuni momenti si), ma quella di leggere come Stoker avrebbe descritto quello che sapevo già sarebbe successo. Soprattutto mi ha colpito la maestria nel creare le atmosfere lugubri e spettrali, che rendono il romanzo così suggestivo: sembrava quasi che il libro stesso mi avvolgesse della nebbia seduttrice di Dracula e mi trascinasse verso di lui. La forma epistolare contribuisce a rafforzare la sensazione di iniziale smarrimento che, con il passare del tempo e con l’acquisizione da parte dei diversi personaggi di tutti gli indizi che li porteranno a scoprire e accettare l’esistenza di Dracula e a svelarne i piani, permettono anche al lettore di agganciare tutte le tesserine del puzzle, anche se noi che leggiamo abbiamo sempre una visione più ampia di quella dei singoli personaggi, e solo verso la fine del romanzo, quando i protagonisti mettono insieme le loro conoscenze, allora ci raggiungono e vediamo gli eventi dalla stessa prospettiva.

Meno male che non ho fatto la “pazzia” di leggerlo in inglese: facevo fatica a capire la parlata sgrammaticata di Van Helsing in italiano, figuriamoci in lingua originale!


Inizio lettura: 09 novembre 2012
Fine lettura: 21 novembre 2012
Anno di pubblicazione originale: 1897

Rispondi