[Lettura #25/2012] La prima inchiesta di Maigret

La première enquête de Maigret
di George Simenon
Serie L’ispettore Maigret, Libro 30
Paperback, 178 pagine, RCS 2009

Una balaustra nera divideva la stanza in due. Dal lato riservato al pubblico, contro la parete imbiancata a calce e coperta di avvisi e ordinanze, c’era solo una panca senza schienale, anch’essa verniciata di nero. Dalla parte opposta, banchi, calamai, scaffali stipati di registri enormi, neri anche quelli: insomma, una scena in bianco e nero. ritta su una lastra di lamiera, troneggiava una stufa di ghisa come oggi se ne vedono solo nelle stazioncine di provincia, col tubo che saliva verso il soffitto per poi piegarsi a gomito attraversando tutta la stanza prima di scomparire nel muro. incipit

Trama: E’ il 15 aprile 1913. La polizia giudiziaria si chiama ancora Sureté e Jules Maigret, segretario del commissariato del quartiere Saint Georges, non sa che sta per cominciare la sua prima indagine. Ha 26 anni e l’aspetto di un adolescente segaligno, conosce a memoria il regolamento interno, è sposato da appena cinque mesi con una bella ragazzona piena di vitalità che ancora lo accompagna in ufficio ogni mattina e da quando è entrato nella polizia (circa 4 anni) è passato per le mansioni più umili. E adesso, all’una e mezzo di notte, gli arriva tra capo e collo un tizio in abito da sera che gli viene a raccontare di aver sentito le urla di una donna provenire dalla villa di un’importante famiglia appartenente all’alta società. Ora l’indagine è sua.

Commento personale: Tratta in inganno dal titolo ho rubato questo libro dalla libreria di mia nonna (eccolo, il famoso terzo libro, finalmente glieli posso restituire =D) senza accertarmi che fosse davvero il primo in ordine di lettura e così è stato solo dopo un po’ che mi sono accorta dell’esistenza di altri 29 romanzi precedenti questo; siccome però ormai l’avevo preso ho deciso di leggermelo comunque iniziando così a seguire una nuova serie (perché in effetti ne sentivo il bisogno), quella del commissario Maigret.

Il futuro commissario (che in questo episodio è ancora segretario del commissariato) si trova coinvolto in un probabile caso di omicidio avvenuto nella villa di una delle famiglie più ricche e nobili della città: una notte, un musicista che sta camminando in quella via vede aprirsi una finestra della casa e affacciarsi una donna che chiama aiuto. La giovane viene immediatamente tirata verso l’interno della casa e risuona un colpo di pistola. Preoccupato, il musicista corre a suonare al campanello della villa dalla quale viene però scacciato in malo modo dal maggiordomo. Così il giovane decide di correre alla polizia dove viene ricevuto proprio da Maigret e da qui inizia la sua indagine.

Si tratta proprio di un bel poliziesco che ho divorato in una mattinata di relax: la ricerca delle prove, gli interrogatori, gli appostamenti, il tutto naturalmente alla vecchia maniera. Maigret mi piace molto, anche se per ora il suo personaggio è solo abbozzato, come mi è piaciuta moltissimo sua moglie, che spero rimanga presente anche nei prossimi romanzi che leggerò.

Come sempre faccio quando leggo un giallo, anche in questo caso mi sono divertita a portare avanti la mia indagine personale, anche se qui è stato un po’ diverso rispetto ai gialli della Christie dato che oltre al colpevole era necessario riuscire a capire anche chi fosse la vittima e il movente del delitto. Non sono riuscita ad arrivarci prima di Maigret ma contemporaneamente, guidata dagli indizi, dalle scoperte e dalle rivelazioni dei diversi personaggi.


Inizio lettura: 22 luglio 2012
Fine lettura: 22 luglio 2012

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