L'Enigma del Solitario

sfide: salva-comodino 2011, torniamo ragazzi 2011

Titolo originale: Kabalmysteriet
Autore: Jostein Gaarder
Anno di pubblicazione: 1996
Editore: Longanesi
Pagine: 360

Iniziato il: 17 maggio 2011
Terminato il: 21 maggio 2011

Valutazione: ★★★ e mezzo

Il grande viaggio verso la terra dei filosofi partì da Arendal, un’antica cittadina di mare sulla costa sud della Norvegia

(incipit)

Sinossi: Se la vita è un solitario, ciascuno vorrebbe essere il jolly. È proprio quello che capita al piccolo Hans Thomas. Dodici anni, un mazzo di carte e un minuscolo libriccino come compagni di gioco, intraprende un lungo viaggio alla ricerca di sua madre. Scoprirà così un’isola incantata, abitata da 52 nani strambi, un fantasioso naufrago e un folletto dispettoso. Ad Hans non resterà che trasformarsi egli stesso in un jolly per risolvere l’enigma e non restare schiacciato dal suo beffardo destino.

“L’enigma del solitario” può essere considerato lo studio de “Il mondo di Sofia”. Questa frase non è da intendere in modo negativo, anzi: è un po’ come i disegni e gli schizzi a matita dei pittori che sono gli studi per un meraviglioso dipinto. In effetti, se si va a vedere la data di pubblicazione originale del romanzo, questo precede di un solo anno “Il mondo di Sofia” e al suo interno si ritrovano tutte le idee dell’autore riguardo al binomio caso/destino, all’esistenza di un “grande prestigiatore” che è creatore delle sue illusioni, all’apatia degli uomini nei confronti del mondo in cui viviamo. Il tutto è incorniciato da una storia che per intelligenza ricorda un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie, con enigmi, indovinelli, giochi di parole e soprattutto la creazione di un mondo con una logica tutta sua ma nel quale “tutti i conti tornano”: il meccanismo del grande solitario è davvero geniale, almeno per me che sono una capra in matematica e che mai ci sarei arrivata.

Anche qui i protagonisti del romanzo sono tutti collegati tra loro e il motivo di ciò viene svelato solo alla fine. Troviamo un bambino estremamente sveglio e suo padre, un macchinista/filosofo che però ha il brutto vizio di bere troppo. E’ nei loro dialoghi che si presentano in forma embrionale tutti quei concetti già elencati che nel Mondo di Sofia verranno sviluppati e approfonditi: se avessi letto i romanzi in ordine di pubblicazione, probabilmente avrei goduto di più queste parti, che invece lette a posteriori sembrano ripetizioni. Comunque Jostein Gaarder si sta avvicinando a diventare uno dei miei autori preferiti.

Dio se ne sta tranquillo in cielo a ridere degli uomini che non credono in lui

(pater)

Un jolly è un giullare, un piccolo essere diverso da tutti gli altri. Non è di fiori né di quadri; non è di cuori né di picche. Non è un otto né un nove, non è un re e neppure un fante. Fa parte del mazzo come tutte le altre carte, ma in realtà è un corpo estraneo. Ecco perchè lo si può addirittura togliere senza che nessuno ne senta la mancanza.

Se la gente si occupa tanto dei fenomeni “soprannaturali”, ciò è dovuto a uno strano tipo di cecità. Non coglie il mistero più grande e cioè che esiste un mondo.

(pater)

Se il mondo è un trucco di illusionismo, da qualche parte deve pur esistere anche un grande illusionista.

(pater)

Da qualche parte, su un mucchio di sabbia, un bambino costruisce castelli. Ogni volta che fa un castello nuovo, lo guarda per un istante, tutto fiero, e poi lo distrugge gettandogli sopra un secchiello pieno d’acqua. Allo stesso modo il tempo ha usato la terra per fare i suoi esperimenti.

(pater)

Possiamo sfuggire ai re e agli imperatori, forse anche a Dio. Ma non al tempo. Il tempo ci vede ovunque, perchè tutto intorno a noi affonda in quest’elemento senza fine.

(pater)

2 commenti

  1. Mi hai incuriosita molto con questa recensione!
    Allora cercherò di leggere prima diesto de “Il mondo di Sofia”! 🙂

    Molto bella l'immagine che hai realizzato per il libro, anche quella invoglia parecchio alla lettura! 🙂

  2. Si, secondo me è un libro che merita di essere letto! L'ordine di lettura è una fissa che ho io in generale: se posso seguire l'ordine di pubblicazione preferisco, perchè generalmente ogni autore segue un percorso che lo ha portato inevitabilmente a scrivere un certo libro prima di un altro. Non sempre è un'evoluzione, purtroppo, ma in questo caso credo proprio di si, almeno per quanto riguarda questi due libri: me ne mancano ancora parecchi di Gaarder.

    Mi fa piacere che l'immagine ti piaccia, è uscita nel periodo in cui mi era tornata la voglia di graficare (durato un paio di settimane a dire tanto!! ^_^)

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