L’avvelenatrice, di Alexandre Dumas

Buongiorno a tutti e buon rientro dalle vacanze per i molti che sicuramente avranno terminato le ferie: io quest’estate, dopo due anni infernali, mi sono presa una terza settimana perché avevo davvero bisogno di staccare la spina. In ogni caso, anche per me si avvicina il tanto temuto rientro. Oggi vi porto la recensione di un racconto particolare sia per il tema che tratta, sia per la cura eccezionale che caratterizza tutte le pubblicazioni della casa editrice AbEditore, della quale sto lavorando per collezionare almeno tutti i volumi della collana Piccoli Mondi, di cui fa parte anche questo libriccino.

Il racconto della Marchesa D’Aubray è una storia vera ed era originariamente incluso in una raccolta di 18 racconti scritti tra il 1839 e il 1840 che narrano altrettanti casi di delitti celebri (Delitti celebri è anche il nome della raccolta stessa) avvenuti tra il periodo rinascimentale, quindi primi del ‘500, fino alla metà del 1800, ovvero l’epoca di Dumas. Ho cercato in giro e ho visto che purtroppo è impossibile recuperare un volume che li raccolga tutti, almeno in italiano e io purtroppo il francese non lo conosco. Se ne trovano però alcuni pubblicati come racconti singoli, quindi cercando i diversi titoli è possibile recuperarne la traduzione. Una curiosità: tra questi 18 racconti c’è anche “L’uomo con la maschera di ferro” che ispirò a Dumas alcuni anni dopo la scrittura de “Il conte di Bragelonne” da cui è stato tratto il film del 1998 con un biondissimo e capelluto Leonardo di Caprio dietro al quale tutte noi adolescenti degli anni ’90 abbiamo lasciato il cuore.

Il personaggio principale del racconto è lei, la Marchesa Marie-Madelaine D’Aubray, ovvero l’avvelenatrice del titolo. Prima con la complicità del suo amante, che la inizierà ai segreti dei veleni, poi in solitaria, la Marchesa semina il terrore per l’intera città avvelenando chiunque si ponga tra lei e il suo obiettivo che è, neanche a dirlo, ricchezza e potere.

Nonostante la fine che farà la marchesa non sia un segreto, Dumas é riuscito comunque a catturare la mia attenzione prima con il racconto dei suoi crimini, poi con quella dei suoi ultimi giorni in carcere e della sua esecuzione. L’aspetto più interessante è stato senza dubbio il fatto che si tratta di un documento molto dettagliato su quanto avvenisse realmente nel 1600 ad un nobile che veniva incarcerato e condannato a morte. Ciò che più mi ha colpito è stato rendermi conto di come il rispetto per il rango si mantenesse intatto nonostante la colpevolezza del condannato: la marchesa confessa la sua colpevolezza, viene condannata e nonostante ciò tutte le persone con cui viene a contatto, incluso il boia che eseguirà la condanna, la trattano con estrema e sincera reverenza, garantendole fino alla fine tutte le premure dovute ad una nobildonna.

E’ un racconto molto breve e che si legge velocemente: non è una lettura caratterizzata da una particolare suspense ma lo consiglio sia come lettura d’intrattenimento, sia se vi interessa il periodo storico e in particolare la vita nelle carceri. Mi rendo conto che non sia un tema molto allegro, però anche per i più impressionabili non c’è motivo di temere scene particolarmente crude.

Come sempre se avete letto questo libro fatemelo sapere e se conoscete la casa editrice fatemi sapere quali volumi dei Piccoli Mondi avete già collezionato.

4 Risposte a “L’avvelenatrice, di Alexandre Dumas”

  1. Titolo molto interessante, quello che proponi, Simo… io poi adoro Dumas, non posso non inserire questo libro nella mia wishlist;ultimamente mi capita spesso di vedere qui e lì nei blog letterari dei post dedicati a case editrici “minori” le quali riescono a ripescare delle vere e proprie perle che gli amanti del genere classico non possono che apprezzare; è sempre bello scoprire che un autore già morto e sepolto da anni, del quale tu magari hai letto e riletto qualche opera, abbia ancora qualcosa di nuovo da dire, grazie a coloro che vanno a ripescare opere minori e magari non ancora tradotte in italiano.

    1. Io é da un paio d’anni che ho scoperto l’editoria indipendente e ora sono in piena “dipendenza”😂😂

  2. Mi incuriosisce un sacco questo libro! Soprattutto perchè tratto da una storia vera, se lo trovo lo prendo.

    1. In effetti il fatto che stia tratto da una storia vera aggiunge una dose di crudeltà in più. In un romanzo avrei adorato il personaggio della marchesa, così é un po’ difficile… 😊

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