L'alba del pianeta delle scimmie

Titolo originale: Rise of the Planet of the Apes
Regista: Rupert Wyatt
Anno: 2011
Genere: Fantascienza
Cast: James Franco (Will Rodman), Freida Pinto (Caroline), John Lithgow (Charles Rodman), Andy Serkis (Cesare), Brian Cox (John Landon)

Visto il: 23 settembre 2011
Valutazione: ★★★ e mezzo

Trama: L’arroganza dell’uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell’intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l’Uomo.

(comingsoon.it)

Film visto venerdì sera con pochissima voglia di andare al cinema e un gran sonno: le premesse non erano esattamente le migliori, e difatti questo prequel de “Il Pianeta delle Scimmie” (che io peraltro non ho visto) mi è piaciuto senza entusiasmarmi eccessivamente.

La storia di Cesare mi ha fatto molta tenerezza: troppo intelligente per trovarsi bene con i suoi simili ma troppo diverso da noi per integrarsi con gli uomini, questo scimpanzè dagli occhi umani (mi hanno molto impressionata, sono incredibilmente espressivi) cresciuto nella famiglia del suo “creatore” Will, diventa progressivamente sempre più ingestibile e spedito a forza dalle autorità in una specie di asilo per scimmie dove i malvagi gestori (tra cui un sempre più cattivo Tom Felton alias Draco Malfoy a cui evidentemente toccano tutte le parti da bastardo) gliene fanno di tutti i colori. Deciso a vendicarsi dei soprusi subiti, Cesare sfrutta la sua super-intelligenza per mettersi a capo di un esercito di primati che seminerà il panico tra gli uomini.

Quello delle sperimentazioni e delle violenze sugli animali è un tema al quale sono da sempre estremamente sensibile, e mi basta un nonnulla, anche solo un film o un libro in cui si accenni a questo argomento che io subito mi commuovo. Per questo è stata davvero una sofferenza assistere a tutto il male che circonda questo povero scimpanzè (e i suoi simili): ammetto quindi di aver tifato per loro durante tutta la proiezione. La principale tematica su cui si basa la storia è, in ogni caso, l’uso estremo dell’ingegneria genetica che, pur possedendo scopi positivi (in questo caso creare la cura per l’Alzheimer), rischia di sfuggire di mano agli uomini che cercano di sostituirsi a dio, un po’ come una buona parte dei romanzi di Crichton ci insegna. In realtà, prima di Crichton ci era già arrivato Pierre Boulle, autore proprio del romanzo “Il Pianeta delle Scimmie” da cui è stato tratto il film originario e che, ho scoperto grazie a Wikipedia, è considerato il vero iniziatore del genere cosiddetto fantascientifico distopico. Ho tutta l’intenzione di leggerlo prima o poi.

Tornando al film, devo per forza accennare alla bellezza degli effetti speciali utilizzati, specialmente la resa di Cesare, per la quale è stata utilizzata la tecnica del motion capture esattamente come per Gollum ne “Il Signore degli Anelli” (e infatti l’attore è sempre lui, Andy Serkis). Fortunatamente, inoltre, la proiezione non era in 3D, così mi sono risparmiata il solito mal di testa successivo. Insomma, alla fine di questa recensione mi sono resa conto che probabilmente il film non è affatto male: purtroppo non ero in vena e così non me lo sono goduto come meritava. Peccato.

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