La sorella di Mozart

Autore: Rita Charbonnier
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Corbaccio
Pagine: 336

Iniziato il: 28 dicembre 2011
Terminato il: 04 gennaio 2012
Valutazione:★★★★

Carissima Fräulein Mozart,
Consegno questa lettera nelle mani di Victoria, alla vigilia di una missione che mi terrà lungamente lontano dalla città, giacché desidero che abbiate tra le mani, mia giovane e deliziosa amica, qualcosa che nel frattempo mi ricordi a voi. È un desiderio audace, ne sono consapevole, ma più forte della modestia è il mio timore che quanto accaduto tra noi quella notte si dissolva nei gesti quotidiani, e non lasci tracce.

(incipit)


Trama
Tutti conoscono Wolfgang Amadeus Mozart, ma che Mozart avesse una sorella è un fatto noto solo a quei pochi che hanno studiato a fondo la vita del Maestro, e che sanno quindi che nell’infanzia egli si esibiva sempre in coppia con la sorella Nannerl. Ma d’un tratto quella fanciulla scompare del tutto dagli annali e anche le biografie più accurate di Mozart le riservano solo qualche nota distratta. Perché mai? Che cosa accadde a quel prodigioso talento nato in un corpo di donna? Questo romanzo ci svela la storia, incentrandosi su una vibrante figura femminile del XVIII secolo molto vicina a una donna del nostro tempo. Basato sulla corrispondenza della famiglia Mozart, il romanzo mescola episodi reali e inventati. (dal retro di copertina)

Commento
Già dalla trama letta su internet sapevo ciò a cui andavo incontro leggendo questo romanzo: quel senso di ingiustizia e di impotenza che sempre mi blocca lo stomaco quando si parla dei tentativi di una donna di trovare la propria strada e seguire le proprie passioni e inclinazioni, che vengono ostacolati dall’ottusità e dal maschilismo, soprattutto nei tempi antichi. La sorella di Mozart è un libro davvero bello: scorrevole, appassionante, ben scritto, anche se dopo aver letto la Austen e soprattutto Tolstoj, tutti i romanzi sembrano delle porcherie in confronto. Questo è un po’ il “lato negativo” di leggere i classici (se può esistere un lato negativo nel leggere i capolavori della letteratura): ci si abitua a degli standard così alti che poi quando si cerca una lettura più leggera ci si rende conto perfettamente dei limiti di ciò che ci troviamo davanti. Nonostante questo, la vita di Nannerl mi ha coinvolto moltissimo e ho provato tanta tenerezza per questa ragazza schiacciata da un fratello troppo ingombrante, da una madre del tutto inerme e da un padre cieco e insensibile di fronte alle sue esigenze, come purtroppo capitava spesso alle donne fino a non molto tempo fa.
Nella vita di Nannerl si alternano momenti di grande felicità a momenti di immensa tristezza; ogni suo desiderio soppresso, ogni soddisfazione immediatamente smorzata dal fratello e dal padre, due figure che si contendono il suo amore/odio. In alcuni momenti mi faceva una gran pena, soprattutto perché si ritrova impotente di fronte alla propria vita che le scivola dalle mani, senza che lei riesca a prenderne il controllo, subendo continuamente le scelte altrui. Contemporaneamente mi ha portato ad incuriosirmi sul personaggio di Wolfgang Amadeus Mozart, che in questo romanzo viene dipinto come un ragazzo sicuramente egoista e manipolatore, abituato a ritenere che ogni cosa gli sia dovuta senza curarsi delle conseguenze, perché tanto ciò che importa sono solo lui e la sua arte, ma contemporaneamente anche inconsapevole della gravità dei suoi comportamenti, proprio perché nessuno, prima di tutto suo padre, gli ha mai insegnato a dare importanza ai sentimenti altrui.
Tutti i personaggi del romanzo mi sono piaciuti moltissimo, perché nella loro negatività o positività, erano approfonditi, sfaccettati, a volte anche contraddittori. Le descrizioni, poi, della musica, dei suoni e delle melodie sono incredibilmente ben riuscite, soprattutto in quanto trovo sia molto difficile comunicare con le parole ciò che generalmente percepiamo non solo con le orecchie, ma soprattutto con l’anima.
Si può dire che il romanzo si divida in tre parti: detto in linguaggio musicale un crescendo, uno smorzando e infine un nuovo crescendo, che è una vera e propria rinascita. Questo “ritorno alla vita” di Nannerl è rappresentato dalla scena secondo me più bella di tutto il romanzo, in cui lei, dopo aver passato mesi chiusa in una stanza al buio, finalmente riprende a sbocciare e permette al sole di baciarle prima una mano, poi un braccio, per poi lasciarsi totalmente inondare dalla luce. In generale, i capitoli finali sono quelli che più mi sono piaciuti, dato che qui emerge finalmente il vero carattere di Nannerl, che la ragazza è stata costretta per tutta la vita a nascondere in un guscio protettivo.

Wolfgang era tutto rosa, sì, tutto pelato, sì, e non aveva coscienza. Vagiva dalla bocca piccola e vuota di denti e aveva la testa allungata come un fagiolo. I suoi occhi sembravano non cogliere lo spazio, i suoi gesti erano privi di significato. Ma nello stesso istante in cui lo vide, Nannerl capì che lo amava con tutta se stessa, e che come amava lui non avrebbe amato nessun altro al mondo.

Nessuno la guardò, né parve accorgersi di lei. Il gruppetto, Leopold in testa, se ne andò portando il bimbo in trionfo e Nannerl, nella sala deserta, continuò a suonare per se stessa.

3 Risposte a “La sorella di Mozart”

  1. Che bei libri che hai letto per cominciare l'anno! Questo qui ce l'ho anch'io, in wishlist, mi ha incuriosito fin dalla prima volta che ne ho snetito parlare, e a quanto dici merita davvero!

  2. Anch'io lo avevo in wishlist da una vita, poi complice la sfida a tema (dalla quale purtroppo sono uscita proprio per non aver terminato in tempo questo romanzo) ho trovato l'occasione di leggerlo. Di fronte a questi romanzi ho sempre un po' paura, dato che mi è già capitato di rimanerci scottata (vedi La Dama e L'Unicorno), però questa volta è andata bene!

  3. E' sul mio scaffale di attesa da un po' e mi incuriosisce sempre di più. La tua recensione (che è stato davvero piacevole leggere) mi è molto utile per sapere che cosa posso aspettarmi.
    (sì, dopo Zia Jane o i Grandi della letteratura, la nostra sensibilità esce sempre più ricca ma anche un po' più… “incontentabile”!)

Rispondi