La donna in nero di Susan Hill

Erano le ventuno e trenta della Vigilia di Natale. Mentre attraversavo la lunga anticamera di Monk’s Piece proveniente dalla sala da pranzo, dove avevamo appena gustato il primo dei gioiosi pranzi festivi, e diretto al salotto, dove la mia famiglia era ora riunita intorno al caminetto, mi fermai e, come faccio spesso la sera, andai al portone d’ingresso, lo aprii e uscii.
Mi è sempre piaciuto respirare a fondo l’aria della sera, sentirne l’odore, sia quando è dolcemente profumata e balsamica per via dei fiori di mezza estate, sia quando è resa pungente dall’odore dei falò e delle foglie ammuffite in autunno, o fredda e tagliente per il gelo e la neve. Mi piace guardare il cielo sopra la mia testa, che sia illuminato dalla luna e dalle stelle o totalmente nero, e fissare lo sguardo nell’oscurità; mi piace ascoltare i versi delle creature notturne e il gemito del vento che si alza e si placa o il ticchettio della pioggia sugli alberi del frutteto; godo nel sentirmi accarezzare dalla brezza che sale verso la collina dai piatti pascoli della valle attraversata dal fiume.

11719940_la-donna-in-nero-terrorizza-anche-italia-0.jpgIl countdown per Halloween è definitivamente cominciato e con esso anche la voglia di immergermi nell’atmosfera di questa festa che mi diverte moltissimo e il modo migliore per farlo è leggere qualcosa di appropriato. Il libro di cui vi parlo oggi può essere considerato un classico moderno perché, pur essendo stato scritto solo nel 1983, è estremamente conosciuto e amato dai lettori inglesi poiché ripropone fedelmente lo stile, i temi e le atmosfere dei grandi romanzi gotici ottocenteschi; da questo romanzo è stato anche tratto, nel 2012, il film “The woman in black” che vede Daniel Radcliffe nel ruolo del protagonista. Il film non l’ho visto e dubito che lo farò perché dal trailer sembrava un po’ troppo inquietante.

La storia narrata in “La donna in nero” inizia nella campagna inglese, la vigilia di Natale, dove troviamo il protagonista – Arthur Kipps – ormai anziano che decide di scrivere le sue memorie così da poter finalmente esorcizzare gli eventi terrificanti che si è trovato a vivere quando era più giovane. Si torna quindi indietro di anni, a quando Arthur era ancora il giovane socio di uno studio legale di Londra che in una nebbiosa giornata autunnale viene mandato a Crythin Gifford  per 342212-haunted-house.jpgpresenziare al funerale di una anziana cliente dello studio e recuperare i documenti necessari a gestire la sua eredità che si trovano da qualche parte all’interno della grande casa di famiglia, Eel Marsh House, una dimora ormai in rovina che si trova nel mezzo di una nebbiosa palude e unita alla terraferma solo da una lingua di terra che durante la notte viene inghiottita dall’alta marea, isolando gli abitanti dal resto del mondo. La sua permanenza a Eel Marsh House si rivelerà, come possiamo ben immaginare, un incubo che lo perseguiterà per tutti gli anni a venire.

Come dicevo prima, in questo romanzo si trovano tutti i temi tipici del romanzo gotico e io vi ho riscontrano molte similitudini con un romanzo in particolare, ovvero “Dracula” di Bram Stoker. La prima similitudine si nota subito a livello di trama: un giovane apprendista viene spedito in un luogo sperduto a sbrigare delle faccende burocratiche in una dimora antica, tetra e desolata, abitata da esseri sovrannaturali verso i quali il protagonista stesso nutrirà per tutto il romanzo una sorta di attrazione/repulsione, che lo porteranno ad indagare in modo un po’ troppo approfondito sull’origine della forza oscura che domina il libro, così da farsi coinvolgere completamente dagli eventi.

tumblr_n2t7gxgxql1t89nh0o1_500Il secondo punto in comune riguarda l’atmosfera che si respira nel romanzo, che ha un ruolo fondamentale (così come l’aveva in Dracula) in quanto ad essa si deve la maggior parte della suggestione: abbiamo cimiteri, stanze buie e fredde, vento che ulula, scricchiolii e soprattutto la nebbia, una nebbia palpabile, corposa, che si attacca addosso e che può essere mortale se ci si avventura attraverso di essa. Il tempo atmosferico è un formidabile protagonista e le descrizioni dei paesaggi lugubri sono eccezionali, tanto da provocare spesso più brividi dei fantasmi: perché la casa, come sappiamo fin dall’inizio, è infestata dal fantasma della donna in nero, straziata dal dolore e piena di odio per eventi avvenuti secoli prima e che metterà a durissima prova i nervi del protagonista.

In realtà devo dire che nel complesso questo romanzo non fa paura: sicuramente se lo si legge di notte e soli in casa la pelle d’oca è garantita (io non mi sono azzardata…), ma proprio la sua perfetta aderenza al canone del romanzo gotico lo porta ad avere molti brani di quiete che smorzano la tensione, e le scene di vera azione si riducono davvero a poche pagine. Ciò che a mio parere lo rende una lettura irrinunciabile, specialmente per chi ama il romanzo inglese ottocentesco, è l’atmosfera che si respira ad ogni pagina, plasmata ad arte dall’autrice con delle descrizioni, specialmente dei paesaggi, incredibilmente realistiche e suggestive.

3 commenti

  1. Sarà anche famoso, ma io non lo conoscevo!!! Garzie per avermelo fatto scoprire, mi intriga moltissimo!!!

    1. simobiblionauta dice: Rispondi

      Se lo leggerai fammi sapere, secondo me merita parecchio nonostante la storia sia molto “classica”.

  2. […] donna in nero” di Susanne Hill, di cui potete trovare la recensione qui, è un’affascinante ghost story davvero molto evocativa e che merita assolutamente di essere […]

Rispondi