La Biblionauta a Bookpride, tra acquisti compulsivi e finezze magnetiche

Questo weekend a Milano è tornata Bookpride, la fiera dell’editoria indipendente giunta alla sua terza edizione che si è svolta, come lo scorso anno, al BASE in via Bergognone: praticamente hanno aspettato che io me ne andassi da casa di mia madre (che abita nella via dietro) per iniziare ad organizzare cose interessanti (tra l’altro contemporaneamente al MUDEC c’era la mostra dei dinosauri che ieri ho evitato avendo già speso un patrimonio ma che entro luglio sicuramente andrò a vedere).

Domenica mattina sono uscita di casa carica di promesse e buoni propositi: “non comprerò tanto”, “mi porto pochi contanti, tanto il bancomat non ce l’ha nessuno”, “ho qui la mia bella lista con i soli tre titoli che devo comprare, attentamente selezionati perché introvabili in biblioteca”. Tutte balle! Non sono riuscita a superare il primo stand che già mi erano partiti 25 euro. E da lì, ciao proprio, è stata una discesa agli inferi dell’acquisto compulsivo.

Ecco in tutto il suo splendore il mio bottino di @book_pride di cui vi ho appena parlato nelle stories. Vediamo di non comprare altro almeno fino a @tempodilibri però.. #bookpride #bookpile

Un post condiviso da ⛵ viaggiando con i libri 📚 (@labiblionauta) in data:

Il mio bottino finale consiste in:

  • L’intero catalogo BlackCoffee (per ora hanno pubblicato due romanzi, e due io ne ho comprati): Il corpo che vuoi di Alexandra Cleeman e Lions di Bonnie Nazdam. In più sono stata omaggiata dell’intero set di cartoleria: shopper (bellissima), block notes, matita, spillina e segnalibri. Un sogno!
  • Allo stand di Marcos Y Marcos credo di averci trascorso almeno dieci minuti in totale estasi ad accarezzare copertine, leggere trame, sfogliare volumi, il tutto con un sorriso ebete stampato in faccia. Alla fine ho preso Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame di James De Mille e credo che le ragazze siano state abbastanza sollevate di vedermi finalmente andare via.
  • Da Hacca non volevo comprare, giuro! Mi ero già ripetuta che Il poeta dell’aria di Chicca Gagliardo l’avrei preso in biblioteca e quindi mi sono avventurata sicura di me: l’ho preso in mano, ho letto la seconda di copertina.. poi ricordo solo che mi sono risvegliata e il mio bancomat era nel loro POS. Mi chiedo ancora come sia stato possibile.
  • Panorama di Tommaso Pincio è venuto via con me perché mi stava sulle balle essere l’unica a non avere ancora nessun cartaceo di NN Editore. Quanto mi piace comprare libri in modo superficiale, e soprattutto mi piace farlo quando so di andare sul sicuro!
  • L’unico libro che sono riuscita a leggere tra quelli acquistati l’anno scorso a BookPride è stato Il libro di Miss Buncle di D.E. Stevenson, per cui la visita allo stand di Astoria per acquistare il secondo volume (La vita matrimoniale di Miss Buncle) è stata l’unica di cui non mi sono sentita in colpa. Ammetto però che devo essergli sembrata alquanto strana mentre cercavo il libro che mi interessava sforzandomi di non guardare gli altri titoli per non cadere in tentazione. Una pazza drogata praticamente. Che bello… Comunque mi hanno omaggiata di un volumetto intitolato La governante e altri problemi domestici di Charlotte Perkins Gilman. Credo che lo dessero a tutti quelli che facevano un acquisto presso il loro stand, ma il dubbio che siano stati mossi a pietà mi resta comunque…
  • Come tutti i film horror insegnano, è quando credi di essere ormai fuori pericolo che il pericolo viene a cercarti. Mentre mi avviavo provata verso l’uscita sono passata accanto allo stand di Homo Scrivens dove ho ufficialmente decretato l’inizio del mio mese a pane e acqua grazie all’Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0 Faximile. 101 riscritture di opere letterarie. Qui si che si sono mossi a pietà e mi hanno regalato un terzo romanzo a scelta: io giustamente mi sono buttata su una serie e mi sono portata a casa Aria di neve, primo volume di una serie di gialli umoristici la cui autrice si trovava proprio allo stand e mi ha ricompensata con una bella dedica.

A differenza dell’anno scorso, in questa edizione ho completamente saltato gli eventi e le presentazioni: mi dispiace molto perché rappresentano delle bellissime occasioni per scoprire nuovi libri, nuovi autori e ascoltare cose interessanti ma purtroppo non potevo trascorrere lì l’intera giornata e quindi ho dovuto rinunciare. La mia wishlist ha comunque avuto modo di allungarsi e nello specifico i libri che ho scovato e che sicuramente prima o poi saranno miei sono:

Comunque diciamocelo, dopo un po’ in una fiera dell’editoria indipendente si inizia a respirare un’aria un po’ troppo seria: gente interessante, titoli colti, editori di nicchia… il rischio di uscire da lì convinti di essere degli intellettualoni c’è ed è potente. Fortunatamente c’è anche qualcuno che pensa a stemperare l’atmosfera (tra l’altro con un tempismo perfetto dopo le risate che mi sono fatta la scorsa settimana con i “vaffanculi” da colorare di Tegamini): Signori, ho scovato le Parolacce magnetiche! Tre diverse collezioni di insulti liberamente componibili con i quali sfogare la nostra volgare creatività o lasciare un tenero messaggio mattutino alla dolce metà prima di andare al lavoro. Io sono ancora indecisa su come abbellire il mio frigo: sono attratta dalle composizioni elaborate, ma devo dire che anche l’ermetismo non mi dispiace.

Inutile dire che ho già pronti i regali di Natale 2017 per tutti gli amici…

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