Io e te

Autore: Niccolò Ammaniti
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Einaudi
Pagine: 116

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 28 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

– Caffè?
Una cameriera mi scruta da sopra la montatura degli occhiali. In mano ha un thermos argentato.
Le porgo la tazza. – Grazie.
Me la riempie fino al bordo. – È venuto per la fiera?
Faccio segno di no con la testa. – Che fiera?
– La fiera dei cavalli.

(incipit)

Nel caso di “Io e te” non parliamo di un romanzo, bensì di un racconto (Wikipedia lo classifica diversamente ma io non sono d’accordo). Io non amo particolarmente i racconti perchè in poche pagine faccio estremamente fatica ad immedesimarmi e solitamente me li dimentico nel giro di poco tempo, purtroppo, anche quando mi piacciono. E questo mi è piaciuto. Il protagonista è Lorenzo, un quattordicenne con una serie di problemi relazionali che un giorno racconta alla madre di essere stato invitato dagli amici in settimana bianca. La donna è talmente felice del fatto che finalmente suo figlio sia riuscito a legare con altri ragazzi che Lorenzo non ha il coraggio di confessarle di aver inventato tutto per un motivo che anch’egli non sa spiegare. Decide così di rifugiarsi per una settimana nella cantina del suo palazzo con una scorta di cibo in scatola e coca cola, libri e playstation. Tutto procede bene fino all’inaspettato arrivo di Olivia, la sua sorellastra. La ragazza lo costringe a concederle ospitalità ed è proprio la convivenza forzata con lei e la scoperta dei suoi problemi di droga ad aiutare Lorenzo, a far sbloccare quel meccanismo inceppato dentro di lui che gli impediva di relazionarsi in maniera “normale” con gli altri. Ho apprezzato la capacità di Ammaniti di descrivere il disagio di Lorenzo, il suo tentativo di mimetizzarsi all’interno della società per nascondersi, la sua incapacità di reazione anche di fronte all'”aggressione” di sua madre da parte di uno sconosciuto. Peccato, quindi, che sia stato solo un racconto di poco più di cento pagine, probabilmente l’avrei apprezzato di più se fosse stato più approfondito.

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