Fairy Oak. La prima trilogia

Quella di Fairy Oak è una saga che desideravo leggere da parecchio: avevo iniziato il primo volume durante un’estate di parecchi anni fa insieme alla cugina del mio compagno che all’epoca avrà avuto 9/10 anni, ma per non so quale motivo non l’avevo mai conclusa e da allora mi era rimasta la curiosità. Alla fine ho recuperato tutti i volumi che mi mancavano e quest’estate ho divorato la prima trilogia composta da “Il segreto delle gemelle”, “L’incanto del buio” e “Il potere della luce”.

Fairy Oak è un incantevole villaggio che sorge attorno ad un’antica e magica quercia, in cui Magici e Non Magici convivono in armonia e i bambini sono cresciuti dalle fate. La serenità del villaggio è però minacciata dal Terribile 21 (devo dirlo: il cattivo con il nome più brutto che la storia del fantasy ricordi), il quale è intenzionato a far piombare l’oscurità sul villaggio e impadronirsene per sempre. La storia è narrata dalla voce narrante di Felì, la fata-tata delle due gemelle Vaniglia e Pervinca Periwinkle, le uniche due streghe al mondo a presentare i due poteri opposti – della Luce una e del Buio l’altra – all’interno della stessa famiglia.

Il punto forte di questa saga sono senza dubbio i personaggi con i loro buffi nomi e le loro abitudini: ci sono le fatine, con i loro nomi impronunciabili, la smorfiosa figlia del Sindaco, gli amici più fedeli, il burbero Capitan Talbooth – un pescatore brontolone ma con un cuore d’oro, la saggia zia Tomelilla e tantissimi altri personaggi a cui ci impiega pochissimo ad affezionarsi e che con le loro bizzarrie rendono la vita a Fairy Oak estremamente divertente. La storia delle due sorelle Periwinkle, che scoprono i loro poteri, esplorano le potenzialità delle loro magie,  si trovano ad affrontare i primi amori e gelosie e naturalmente combattono il loro grande nemico per proteggere il loro villaggio, è deliziosa e magica. Ed è anche incredibilmente rilassante: una di quelle letture che ti rendono la giornata più dolce.

Se devo mettere in luce un aspetto che invece non mi ha convinto del tutto, quelle sono sicuramente le scene di scontro e di battaglia con il Terribile 21 e i suoi scagnozzi: le ho trovate spesso un po’ confuse (specie nel terzo volume: la battaglia finale è stata deludente) e affrettate, mentre mi sarebbe piaciuto molto vedere un po’ più di dettagli in quelli che poi sono i momenti d’azione della storia.

Malgrado ciò non posso certo non consigliare la lettura di questa saga a grandi e piccoli, proprio per l’innocenza e la purezza che si respira ad ogni pagina: ogni tanto un’iniezione di serenità e ingenuità possono davvero fare bene al cuore.

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7 Comments

  1. Mel 1 Settembre 2017 at 10:04

    Io ho letto i primi due della saga, poi l’ho abbandonata per l’esasperazione.
    Dialoghi demenziali e snervanti, trama che mi sembrava non spiccare mai veramente il volo e poi decisamente troppo infantile. Amo i libri per bambini e per ragazzi, ma questo non sono riuscita a farmelo andare giù. Belli i nomi, bella l’ambientazione e l’alone di fantasia genuina che sprigiona a ogni pagina, fantastiche le illustrazioni… ma tutto il resto mi è stato insopportabile. Peccato =(

    1. La biblionauta 4 Settembre 2017 at 16:00

      Sulla trama che tende a non spiccare il volo sono d’accordo: soprattutto secondo me per colpa delle scene d’azione non del tutto convincenti. Devo anche dire però che questi libri mi hanno messo addosso talmente tanta serenità che comunque ne consiglio la lettura (e ai bambini piacerà sicuramente)!

  2. Rosa, leggo e scrivo 1 Settembre 2017 at 10:22

    Allora… Come dire? Io adoro Elisabetta Gnone. Perché racconta di mondi fiabeschi come nessuno fa più, con quel genuino candore, quella delicatezza che se è adatta ai più piccoli, non smette di far sognare anche i più grandicelli. Pecca un po’ nelle scene che dovrebbero essere più “d’azione”, (le cose vanno decisamente meglio nel secondo libro “L’incanto del buio”, anche se, a quanto ricordo, nel terzo le fila del discorso si afflosciano un po’) questo è vero, per dire, quando lo lessi la prima volta, contemporaneamente mi sciroppavo la serie di Moony Witcher “La bambina della sesta luna” (complice un’amica che mi passava i suoi libri) e quanto a ritmo e gioco di suspense non c’era paragone, a tutto vantaggio di quest’ultima, eppure Elisabetta Gnone t’incanta. Punto. Non ricordo se hai letto il suo romanzo più recente “Olga di carta”, ecco, quello è, secondo me, la cosa più bella che abbia scritto finora.

    1. La biblionauta 4 Settembre 2017 at 15:57

      Anche a me il secondo romanzo è piaciuto di più mentre il terzo sì, si affloscia un po’! “La bambina della sesta luna” è un altra saga che devo recuperare da una vita, prima o poi leggerò anche quello!

  3. robbyroby 2 Settembre 2017 at 17:11

    Ciao Elisabetta Gnone mi piace molto come scrive. Devo riprendere questa saga, io l’adoro. Mi piace anche Olga di carta e sono una fan delle Witch.

    1. La biblionauta 4 Settembre 2017 at 15:56

      Olga di carta non l’ho letto ma lo recupererò sicuramente!

  4. Little Pigo 27 Settembre 2017 at 17:35

    Ho in mente di leggere tutta la saga, appena avrò un po’ di tempo, perché voglio leggerla tutta di fila.

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