Il mistero della morte apparente

Cianciamellotta è un piccolo paese della Sicilia, un luogo tranquillo, dove non accade mai nulla, finché un giorno la vita degli abitanti viene scombussolata dalla morte apparentemente accidentale della professoressa di inglese alla quale seguono altre due morti nel giro di pochi giorni, scatenando così il panico nella cittadina. A contribuire alle indagini, ufficialmente affidate ad un commissario di Agrigento, sono due amici di lunga data: il maresciallo Cacace e il commissario americano Basset, entrambi in pensione ma con una curiosità sempre accesa nei confronti dell’insolito. 

Metto le mani avanti: a me dispiace moltissimo fare ciò che sto per fare, perché quando si parla di piccole realtà editoriali io vorrei solo leggere cose belle per poter gridare al mondo il mio entusiasmo ma purtroppo per me questo romanzo è un “no” senza mezzi termini. 

Il problema non sta tanto nella trama (se mi seguite sapete quanto io adori i gialli “leggeri”, quelli in cui più che sul delitto ci si concentra sul contesto: atmosfere, personaggi… i piccoli paesi poi rappresentano le mie ambientazioni preferite) ma nel modo in cui è raccontata, che mi è sembrato quasi improvvisato e con un editing apparentemente assente: incongruenze nell’ambientazione (in un capitolo si dice che siamo negli anni ’80, pochi capitoli dopo si afferma che siamo negli anni ’60, che poi tornano ad essere gli ’80), dialoghi privi di connessione con la storia che si sta raccontando (non tutti naturalmente, ma quando capita l’effetto è piuttosto spiazzante), digressioni di cui non ho capito lo scopo poiché, pur occupando capitoli interi, vengono poi lasciate cadere totalmente nel vuoto, personaggi tagliati con l’accetta e descritti utilizzando ripetitivamente sempre le stesse espressioni (nonostante poi spesso si comportino in modo del tutto contraddittorio) e un giallo che non è un giallo perché non c’è nessuna indagine né indizio, solo una serie di intuizione finali dei due amici commissari che svela tutti gli intrecci, senza portare alcuna prova. 

Una delusione inaspettata quindi, su un genere verso il quale ho solitamente la tendenza ad essere di manica molto larga, proprio per il grandissimo piacere che provo nel leggerlo. Peccato davvero, perché avevo proprio voglia di un bel giallo “di paese”, che mi facesse respirare i profumi di Sicilia e mi trascinasse nelle vite dei suoi abitanti.

Autore: Tomaso Nigris – Casa editrice: Silvia Rech – Pagine 163


Copia ebook ricevuta per recensione

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