Il mio 2017: un anno di letture

Ci siamo, l’anno nuovo è alle porte e come sempre è tempo di bilanci. Ho aspettato proprio all’ultimo prima di pubblicare questo post perché naturalmente c’è sempre spazio per una lettura dell’ultimo secondo e non si sa mai, potrebbe anche meritare un posto sul podio delle letture dell’anno.

Nel 2017 ho letto 88 libri per un totale di 14.057 pagine; non male, anche se non credo riuscirò mai a battere il record del 2013 con le sue 15.619 pagine.

L’abbandono dei libri è una piaga cronica, non c’è anno in cui non ne abbandoni almeno uno e quest’anno ne ho abbandonati addirittura cinque:

  • Il rifugio dei cuori solitari” di Lucy Dillon, banalissimo e noioso;
  • “Le tre pietre” di Flavia Bujor, un fantasy per ragazzi scritto da un’autrice troppo giovane (e si sente);
  • “Andarsene” di Rodrigo Hasbùn del quale non ho capito nulla e che mi ha sconfitta pur essendo sotto le 150 pagine;
  • “Il richiamo dell’angelo” di Guillaume Musso, noia, noia, noia. Ah, mi sono scordata di dire noia;
  • “Una piccola libreria di San Francisco” di Robin Sloan, l’unico del gruppo a cui darò un’altra possibilità: il libro che ho abbandonato era in inglese, ci riproverò in italiano (anche perché saranno cinquanta pagine di racconto)

E adesso, un po’ di numeri: ho letto 10 classici40 libri scritti da donne e 23 libri per ragazzi. E ancora 8 fantasy, 6 tra gialli e thriller 5 di fantascienza (in realtà solo la saga della Guida Galattica per Autostoppisti). Ho letto ben 2 libri di poesia, cosa che non facevo da una vita, e altrettante opere teatrali. Ho letto anche un sacco di racconti (ben 23 tra raccolte e racconti pubblicati singolarmente) e ho tentato di superare il mio problema con le graphic novel leggendone (una delle quale) più 2 fumetti (credo siano fumetti… non ho ancora ben capito la differenza tra le due).

Per quanto riguarda il formato ho letto 39 ebook: ormai non posso più vivere senza il mio Kobo, compagno inseparabile di ogni microscopico ritaglio di tempo. Ho poi letto 16 libri appartenenti alla mia tbr, quindi libri che avevo in libreria o sul Kobo da oltre un anno, mentre ho preso in prestito in biblioteca 17 libri.

Per quanto riguarda le saghe, ne ho iniziate 4:

  • Saga dei Cazalet, di Elizabeth Jane Howard
  • Saga di Armonia di Pietragrigia, di Angelica Elisa Moranelli
  • Serie Miss Detective, di Robin Stevens
  • A Series of Unfortunate Events, di Lemony Snicket

Ne ho proseguite due, ovvero: la “Serie dell’Ispettore Grazia Negro” di Lucarelli, “I Quattro Misteri di Fairy Oak” di Elisabetta Gnone e la “Serie di Vani Sarca” di Alice Basso. E incredibilmente ho concluso ben tre saghe:

  • Saga della Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams
  • Trilogia di Fairy Oak di Elisabetta Gnone
  • Ciclo dei Pirati di Valerio Evangelisti

E ora, gli Oscar delle mie letture!!

LIBRO PIU’ LUNGO: Gli anni della leggerezza, di Elizabeth Jane Howard (606 pagine)

LIBRO PIU’ CORTO: L’uomo nella pozzanghera, di Chicca Gagliardo (13 pagine)

SCOPERTA DELL’ANNO: Mamma torna a casa, di Paul Hornschemeier

LIBRO PIU’ BELLO: Panorama, di Tommaso Pincio

LIBRO PIù DELUDENTE: Fangirl, di Rainbow Rowell

MIGLIOR CLASSICO: Quattro coppie, di Jane Austen

GLI ALTRI LIBRI CHE CONSIGLIO ASSOLUTAMENTE TRA LE MIE LETTURE 2017:

  • Il cormorano, di Stephen Gregory
  • Il libro dei viaggi nel tempo, di Johnny Acton
  • Saga dei Cazalet, di Elisabeth Jane Howard
  • Saga di Armonia di Pietragrigia, di Angelica Elisa Moranelli
  • L’uomo nella pozzanghera, di Chicca Gagliardo

E voi, avete fatto il punto sul vostro 2017? Lasciatemi il link ai vostri post oppure scrivetemi nei commenti i libri più entusiasmanti e quelli più deludenti dell’anno appena trascorso.

2 Risposte a “Il mio 2017: un anno di letture”

  1. Non c’è alcuna vera differenza tra fumetto è graphic novel. In genere si definisce graphic novel un racconto a fumetti autoconclusivo e originale, come un romanzo appunto, ma c’è un gran dibattito sulla questione. A me sembra si sia coniato il termine per cercare di nobilitare il fumetto, cosa assurda visto che si tratta di una forma d’arte assolutamente dignitosa come tutte le altre.

    In ogni caso ho preso l’ispirazione dal tuo post e ho fatto anche io una cosa simile sul mio, a questo link: https://chestoftalesblog.wordpress.com/2018/01/01/le-pagine-del-2017/

    Buon 2018!

    1. Grazie per la spiegazione: anch’io pensavo fosse una questione di autoconclusivo o meno ma poi ho pensato, ad esempio, a “Saga” che é a episodi ma lo chiamano graphic novel e ho perso ogni certezza. 🤣🤣 Vengo subito a vedere il tuo post!

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