IL CLUB DEI DESIDERI IMPOSSIBILI, Alberto Torres Blandina

Titolo originale: Cosas que nunca ocurrirìan en Tokio
Autore: Alberto Torres Blandina
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Guanda
Pagine: 183

Iniziato il: 15 febbraio 2010
Terminato il: 17 febbraio 2010

Valutazione: ★★★★

Trama: Un aeroporto internazionale dove passa un fiume di persone con un bagaglio non solo di valigie, ma anche delle esperienze più diverse. Facce senza identità in uno spazio che è un limbo. In questa terra di nessuno ha trascorso la sua vita lavorativa lo spazzino Salvador Fuensanta. È un cantastorie dei nostri giorni, uno che, mentre sei in attesa di imbarcarti per l’India, ti racconta di un tale, amico suo, che era andato sulle rive del Gange in cerca di pace. Ma prima di sapere come va a finire, arriva il tuo volo. Ti resta la curiosità, ma ti ha distratto dalla noia. Ed è questa la funzione del suo narrare. Il vecchio Salvador è come uno scrigno pieno di storie sedimentate, costantemente rielaborate, non importa se vere. Storie rese ancora più incredibili, o forse possibili, dall’arte di narrare. E allora anche i desideri impossibili in un aeroporto si possono realizzare. Basta trovare un venditore che ti proponga di iscriverti a un club molto esclusivo, grazie al quale puoi essere chiunque tu voglia… Perché non crederci? In fondo è una possibilità. E la realtà non è forse una possibilità fra le tante? Purtroppo, però, anche i menestrelli invecchiano, e Salvador deve andare in pensione e prendere, letteralmente, per la prima volta il volo. Ma qui… comincia un’altra storia.

Alla fine la pausa me la sono presa: non voglio rischiare di annoiarmi e mollare, tengo troppo al mio progetto per distruggere tutto solo perchè non ho voluto darmi un attimo di tregua, e un po’ di letture alternative ogni tanto sono necessarie. Come mi è già successo molte volte, l’acquisto di questo libro è stato un colpo di fulmine, quel “non so che” che spesso mi fa capire con una sola occhiata che quello è ciò che fa per me. E in effetti è stato un’ottimo acquisto.

Il romanzo è in realtà una serie di racconti narrati da Salvator Fuensanta, un bizzarro signore che lavora come spazzino in un aereoporto internazionale. Egli intrattiene i passeggeri in attesa del volo con le sue storie incredibili prese dalle sue esperienze personali, dalle vite di alcuni conoscenti o a loro volta narrategli dalle persone in aereoporto. Alcune sono davvero geniali: quella del Giappone è probabilmente la più pazzesca e strampalata. Altre sono abbastanza angoscianti come la storia di Domingo Milliòn e il club dei desideri impossibili, oppure quella del suo vicino di casa Eduardo Juesas. Tutti i personaggi che si avvicinano al narratore sono senza volto e senza nome: di loro si conoscono solo i particolari funzionali alla narrazione (ad esempio un certo comportamento riporta alla mente di Salvator una storia precisa) e alcuni commenti o osservazioni effettuati durante il racconto, ma sempre riportati indirettamente (ovvero, la voce narrante è sempre Salvator).

Non ho capito la scelta nella traduzione del titolo dall’originale: “Cosas que nunca ocurrirìan en Tokio” (“Cose che non accadrebbero mai a Tokio”) che è un titolo molto divertente e ironico che si capisce solo dopo aver letto la storia del Giappone (capitolo 11) viene tradotto in “Il club dei desideri impossibili” che è in realtà l’argomento di una sola delle storie raccontate da Salvador e non è assolutamente riferibile a tutto il libro.

Potrebbe alzare i piedi che do una passata di scopa? Così va bene, grazie. In India, vero? Niente di più facile. Le destinazioni sono come il taglio di capelli, le scarpe… o il partner. Li scegliamo che si adattino a noi.
Mia nipote ha i colpi di sole, adora le scarpe a tacco alto e l’anno scorso si è sposata con un informatico. Alle nozze ha invitato quattrocento persone. Dove pensa che siano andati in viaggio di nozze, gli sposi? Esatto. O Cancùn o una crociera. E allora Cancùn. Il marito soffre il mal di mare.

(Salvator Fuensanta)

Infatti, se si va in Africa è bene leggere Kapuściński; se si va in Australia Chatwin; se si va in Afghanistan Åsne Seierstad, per citare a caso…e ovunque si vada ‘Le città invisibili’ di Calvino, non è d’accordo? E’ il libro fondamentale del viaggiatore. E non solo quello che va per mari e continenti. Perché si può viaggiare in tanti modi. Di idea in idea. Di libro in libro. Di ventre di donna in ventre di donna… Non rida. C’è un modo inedito racchiuso in ogni pelle e in ogni sguardo.

(Salvator Fuensanta)

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