I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch

Tutto cominciò all’una e trenta di un freddo martedì mattina di gennaio, quando Martin Turner, artista di strada e per sua ammissione apprendista gigolo, inciampò in un corpo davanti al portico dalla chiesa di St Paul a Covent Garden

“I fiumi di Londra” è il primo romanzo “indipendente” di Ben Aaronovitch, scrittore inglese già sceneggiatore della serie di Doctor Who (e l’influenza si sente!) e scrittore di alcune storie tratte dalla stessa serie. Si tratta di un poliziesco in salsa urban fantasy, il tutto condito da una spruzzata di Humour inglese che lo rende una lettura che potrebbe essere apprezzata dagli amanti di Terry Pratchett o Douglas Adams, anche se a dire il vero l’ironia risulta un pò meno pungente.

La storia è ambientata nella Londra contemporanea e vede come protagonista Peter Grant, un poliziotto destinato al lavoro da scrivania che scopre di avere un talento nel vedere fantasmi, individuare i “vestigia” – ovvero le tracce della magia – e di essere lui stesso un mago, entrando così a far parte di un reparto segreto della polizia che si occupa del sovrannaturale.

Aspettai che si allontanasse e poi aprii la mano sussurrando ‘Lux!’ La sfera brillò biancastra ed emanava un lieve tepore. Che mi venga un colpo, pensai. Sono un mago.

La Londra in cui vive è una città popolata da fantasmi, vampiri, dei e chissà cos’altro (lo scoprirò nei prossimi capitoli perché sì, è una saga!). Una serie di omicidi apparentemente scollegati tra loro la scuotono e Grant si trova a dover affrontare una corsa contro il tempo per risolvere il caso ed evitare un disastro affiancato dal burbero ispettore Nightingale, che sarà il suo maestro, e dalla collega Leslie May.

«Mi sta forse dicendo che i fantasmi sono reali?» Nightingale si pulì la bocca con un tovagliolo. «Hai parlato con uno di loro. Cosa ne pensi?» «Attendo conferma da un superiore» risposi. Posò il tovagliolo e prese la tazza di tè. «I fantasmi sono reali.» 

Tutta una serie di altri personaggi davvero interessanti fa da cornice al romanzo, prime tra tutte le famiglie divine. Il titolo del romanzo rimanda infatti al ruolo fondamentale rappresentato nella vicenda dalle divinità dei fiumi che scorrono (o scorrevano in passato) attraverso Londra: divinità che, divise in due fazioni, si contendono la supremazia sulla città. La vicenda tra le divinità legate al Tamigi e ai suoi affluenti è una sorta di ‘storia nella storia’ che si sviluppa intrecciandosi con la trama poliziesca. Non aspettatevi (o non temete, a seconda dei punti di vista 😀 ) di trovare storie d’amore o vicende adolescenziali: questa è una storia “adulta” – seppure tranquillamente leggibile da chiunque e dai toni sempre leggeri – e nella quale il romanticismo non è assolutamente centrale. Si cerca di risolvere un caso e allo stesso tempo di non scatenare una guerra nel mondo magico, che vive parallelo e perfettamente mimetizzato con quello umano.

In questo senso, un aspetto del romanzo che ho apprezzato molto è il realismo con cui è stato inserito l’elemento magico nel contesto della storia: nei fantasy che ho letto finora, la magia è sempre stata in qualche modo slegata rispetto alla quotidianità, spesso grazie all’ambientazione fantastica o allo svolgimento delle vicende in una realtà quasi “parallela”, come ad esempio la saga di Harry Potter nella quale i maghi vivono in una società separata rispetto ai babbani, che a volte sembra trovarsi addirittura su un altro piano della realtà. In “I fiumi di Londra” la magia convive davvero con la realtà: i personaggi magici usano internet, i cellulari, i computer, la televisione, le videocamere e tutta la tecnologia conosciuta. In più la magia viene spesso legata alla scienza (il primo teorizzatore della magia altri non è che Isaac Newton, uno dei padri della scienza moderna) e su tutti i fenomeni magici Peter Grant si pone delle domande sulla loro connessione con la chimica e la fisica, ovvero sull’effetto materiale che esercitano sulla realtà. Questo è un aspetto davvero molto interessante che mi sono trovata di fronte per la prima volta e ha contribuito in maniera decisiva alla verosimiglianza della storia: penso che chiunque di noi, cresciuto nel mondo fisico e abituato alle sue leggi, si farebbe domande simili a quelle che si pone Peter Grant se improvvisamente fosse in grando di produrre sfere di fuoco o scoprisse l’esistenza di fantasmi e vampiri.

Mi preoccupava l’origine di tutto quel potere. Non ero mai stato bravo come elettricista, per cui non sapevo quanta energia servisse per creare una luce magica, però sapevo che per far lievitare una mela sfidando la forza di gravità serviva la forza di un newton, che teoricamente impiega un joule di energia a secondo. Le leggi della termodinamica sono piuttosto precise sull’argomento e dicono che dal nulla non nasce nulla. Il che voleva dire che quel joule da qualche parte doveva pur arrivare, ma da dove?

Nel complesso ho trovato questo romanzo molto divertente e originale: sapete che adoro i polizieschi e trovarne uno mescolato al fantasy e che tra l’altro non si prende nemmeno troppo sul serio, mi ha mandato in brodo di giuggiole. Avrebbe potuto essere ancora migliore, forse, se ci si fosse addentrati un pò di più nella psicologia dei personaggi principali; è anche vero che avremo altri cinque libri di tempo per approfondirli e il romanzo funziona molto bene anche così. Purtroppo i prossimi volumi sono recuperabili solo in inglese in quanto mai tradotti: peccato, ma trattandosi di una storia autoconclusiva, anche fermandosi al primo volume vale la pena dargli una possibilità. Io ovviamente proseguirò.

8 commenti

  1. Mi piace molto.. sono sicura che ci farò un pensierino 😉

  2. Se apprezzi il genere, secondo me merita! 🙂

  3. Ciao Simo ho nominato il tuo blog per il link party d' inverno organizzato dal blog Lo stupendo mondo dei libri! E' una bella iniziativa per farsi conoscere e conoscere altri blog, ti lascio il link:
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  5. Non conoscevo questo libro. Grazie di avermelo fatto conoscere. L'ho aggiugerò alla mia wish list. 🙂
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  6. Sono contenta di averti incuriosito! Vengo a fare un salto da te! ^_^

  7. Carino, carino, carino! Mi piace moltissimo la copertina ^^

  8. La copertina è quella che mi ha spinto a leggere la trama: è bellissima!

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