Guardiani della Galassia 2: quando i cinecomic sono fatti bene

Non sono un’amante del cinema come luogo in cui vedere i film, anzi se devo essere più incisiva io odio andare al cinema: o fa troppo freddo o fa troppo caldo, mi trovo regolarmente circondata da incivili, che siano i quindicenni che passano tutto il tempo a chiacchierare, la tipa che scrive messaggini al cellulare illuminando la sala manco fossimo allo stadio o il tizio che russa (mi è capitato recentemente, forse con Animali Fantastici). E poi costa tantissimo, specialmente se considero che acquistando il Blue-Ray spendo la stessa cifra richiesta per i nostri due biglietti ma posso mangiarmi il sushi sul divano senza gente che a metà del secondo tempo mi passa davanti per andare in bagno.

Ci sono comunque film il cui richiamo è talmente forte da portami ad affrontare il mio odio per l’umanità e uscire dal mio antro per recarmi al cinema e i Guardiani della Galassia 2 fa parte di quei pochi per i quali sono disposta al grande sacrificio.

Online trovate molte recensioni con decisamente più informazioni tecniche di quelle che sono in grado di darvi io (giusto per fare un esempio vi suggerisco di ascoltare la video recensione di Synergo o di andare a leggervi il post pubblicato su ScreenWeek che sottoscrivo in pieno) ma visto che ho adorato così tanto questo film, vi racconto ciò che ho più amato in questo secondo capitolo.

L’assurdità, l’umorismo e l’esagerazione

Valeva nel primo episodio e vale ancora di più in questo: finalmente un cinecomic in cui le battute sbruffone e le trovate più incredibili non solo hanno senso di esistere ma sono perfettamente coerenti con il mondo in cui è ambientato. Se c’è una cosa che ho sempre detestato in questo genere di film è come improvvisamente, nel bel mezzo di una scena drammatica o terribilmente pericolosa, accade qualcosa che spezza la tensione o che risolve la situazione in maniera totalmente incoerente con quello che sta accadendo. Il mondo dei Guardiani della Galassia, invece, mi ha ricordato un altro mondo in cui sono immersa in questo periodo, ovvero quello della Guida Galattica per Autostoppisti: tutto ciò che accade, anche l’evento più assurdo è perfettamente realistico e rientra totalmente nello spettro di avvenimenti che puoi ragionevolmente aspettarti in quel mondo, in quella situazione. E poi ho riso un casino.

La colonna sonora

Anche in questo caso, se si poteva fare di meglio rispetto al primo film è stato fatto: la colonna sonora è pazzesca, si amalgama perfettamente con le scene di cui è parte e contribuisce moltissimo nel rafforzare il senso di follia che domina tutto il film. In generale trovo che mescolare musiche anni ’80 con la fantascienza sia una delle trovate più geniali di questa serie.

Groot

Groot è l’amore: è protagonista di alcune delle scene più divertenti del film ma l’aspetto positivo è che non ne è stato mai abusato, nonostante fosse molto facile cascarci e ritrovarsi a renderlo una macchietta di se stesso.

Le dinamiche tra i personaggi

Le relazioni tra i personaggi sono senza dubbio il fulcro e il punto forte di questa serie: che siano i bellissimi scambi di battute che mettono in evidenza la naturalezza del loro rapporto e la confidenza che si è creata (che emerge da questi aspetti, senza bisogno che venga specificato come invece spesso accade in altri film simili) o che siano dettagli di espressioni o di comportamenti che dicono molto più di mille parole, la chiave del film sono le dinamiche tra i suoi protagonisti. La comicità stessa delle battute è rafforzata proprio dal fatto che dietro ad esse si legge un’intimità tra i personaggi e un affetto reciproco che fa la differenza tra la classica “americanata” e la bella e sana presa per i fondelli tra amici. Ed è fantastico.

Le scene post-titoli di coda

Eh si, per me anche queste sono da considerare. Sono cinque e diversamente dal solito non si tratta di anticipazioni sulla trama del successivo episodio o di qualche altro film dell’universo Marvel ma sono scene bonus davvero divertenti che meritano di restare quei cinque minuti in più. Oltretutto i titoli stessi sono pieni dei cosiddetti “easter eggs” ovvero sorprese che sarà divertente individuare.

Il film quindi non ha difetti? Sicuramente no. Credo ad esempio che ancora una volta non si sia riusciti davvero ad approfondire il super cattivo tanto quanto avviene invece con i personaggi buoni: il cattivo finisce sempre per essere un pazzo egocentrico e alla fine che sia uno o l’altro cambia poco ma trovo che tutto il resto sia talmente ben fatto e l’effetto finale talmente divertente e soprattutto coerente (lo so, sono in fissa con la coerenza, ma la sua assenza è l’aspetto che in un’opera – scritta o visiva che sia – mi da più fastidio in assoluto. Forse anche più degli errori di grammatica. Oddio, è una bella lotta in effetti…) che non ho nessuna intenzione di soffermarmi su presunti aspetti negativi ma soltanto di concentrarmi per far passare il più velocemente possibile il tempo che mi separa dall’uscita del Blue-Ray.

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