Cinque dischi perfetti per prepararsi all’estate

Mi sento in dovere di mettere subito le mani avanti: io di musica non capisco una beatissima mazza e so perfettamente che i miei gusti sono assolutamente più che discutibili, quindi non ho la pretesa né di dare consigli per ampliare il vostro panorama musicale (che sono certa sia migliore del mio, specialmente se avete più di cinque anni), né tanto meno di lanciarmi in avventurose recensioni. Semplicemente mi piace la musica, ne ascolto tanta e da quando ho San Spotify (con Netflix le uscite economiche più amate a casa mia) mi si è letteralmente aperto un mondo: ormai tra playlist, radio dei brani artisti simili, ogni giorno scopro qualcosa di nuovo. In realtà anche in campo musicale emerge il mio spirito noioso, ripetitivo e conservatore, quindi nonostante le mille scelte finisco per ascoltare sempre le stesse cose. Ho pensato quindi di utilizzare il primo post di questo “La Biblionauta 2.0” per raccontarvi i dischi che generalmente fanno parte della mia routine estiva: perché la musica segue il mio umore, e se nella stagione fredda mi piace stracciarmi le vesti ascoltando roba malinconica e piagnucolosa, con la primavera mi rianimo e i miei gusti si fanno un po’ più allegri.


Queen, A Night at The Opera

Posso dire con ragionevole certezza che esista almeno una canzone dei Queen per ogni momento della mia vita, quindi mi sembra abbastanza scontato che esista un album più adatto alla stagione primaverile/estiva e si tratta di A Night at The Opera, che per inciso è anche il mio album prefe del mondo conosciuto e contiene la mia canzone prefe dell’universo, ovvero Bohemian Rapsody. Quest’album per me è tutto primaverile, dalla cover alle tracce contenute: I’m in love with my car mi ha sempre fatto pensare agli autolavaggi con le pin-up e da quando è uscito il video di Sugar di Robin Shulz la mia mente è traviata dal poliziotto che si dimena tra la schiuma. Seaside Rendezvous è fantastica e ho sempre pensato che sarebbe stata benissimo come colonna sonora di uno di quei cortometraggi Disney in bianco e nero con Topolino, Pippo, Paperino & Co. al mare con i granchi che gli pizzicano il sedere e fette di anguria grandi come le loro facce. In Good Company c’è quel banjo (è il banjo?) che fa troppo estate e anche ’39, nonostante non centri assolutamente nulla, a me fa pensare ai figli dei fiori e a mega raduni in mezzo ai prati (l’avevo detto che non bisogna prendere sul serio il mio parere sulla musica).


Madonna, True Blue

In questo caso so di sicuro che c’è una buona dose di imprinting nella mia scelta dovuta al fatto che la cassetta di quest’album è stata fissa sul camper con cui trascorrevo l’estate con i miei come minimo dal 1990, forse anche prima (considerando che è uscito nell’86 è possibile) e quindi faceva parte della colonna sonora forzata delle vacanze le quali, comprendendo sempre giri ad minchiam per l’Europa, ci impedivano di ascoltare la radio che non prendeva mai. Comunque per me Papa Don’t PreachOpen Your Heart, True BlueLa Isla Bonita sono sinonimo di vacanze, estate, chilometri percorsi alla ricerca del posto giusto per piazzare il tavolino del camper direttamente sulla spiaggia e mangiare ad un passo dal mare per poi ripartire il giorno dopo alla ricerca di un nuovo piccolo angolo di paradiso.


Abba, The Essential Collection

Amo gli ABBA. Se per la mia adorazione per i Queen devo tutto a mia mamma, per l’ABBA-mania devo ringraziare mio papà, che aveva la collezione completa di tutti i loro dischi che hanno scandito i weekend della mia infanzia facendo sì che all’uscita di Mamma mia nel 2008 io aspettassi l’ingresso al cinema con il batticuore all’idea di un intero film basato sulle loro canzoni (film che ovviamente mi ha fatto esplodere l’anima di gioia). Degli ABBA io non ascolto album particolari, semplicemente faccio partire il Greatest Hits perché sono tutte canzoni che mettono il buon umore e non posso pensare di ascoltare Dancing Queen senza avere nello stesso album Super Truper. Sono vecchia? Forse, ma li adoro.


Max Gazzè, Maximilian

Gazzé è una delle mie scoperte più recenti. Un attimo, non è che sono così fuori dal mondo: lo conoscevo e canticchiavo alcune sue canzoni più famose ma non mi ero mai messa d’impegno ad ascoltare un album intero. Maximilian ho provato ad ascoltarlo per la prima volta quest’autunno e mi sono innamorata.

Le mie tracce preferite sono Sul fiume (la prima volta che l’ho ascoltata ho pianto, vi dico solo questo), Un uomo diverso (che canto a squarciagola in macchina senza ritegno insieme a La vita com’è) e Nulla. Mi rendo conto di non essere in grado di descrivere come meriterebbe il mix di dolcezza, bizzarria, allegria e ironia che si trova nelle sue canzoni ma mi colpisce in pieno e ho intenzione di riprendere anche i suoi album più vecchi per capire se effettivamente finora mi sono lasciata sfuggire un potenziale nuovo grande amore (e nel caso recuperare il tempo perso).


Colbie Callait, Breakthrough

Non saprei dire come abbia scoperto Colbie Callait ma da quando l’ho ascoltata la prima volta è diventata il mio antistress per eccellenza: quando mi sento particolarmente triste ascolto un paio di canzoni e la sua voce luminosa mi rende subito serena. E poi fa tanto California: io mi immagino di ascoltare Begin Again in costume da bagno, stesa su un’amaca con un libro in una mano e un analcolico zeppo di frutta nell’altra. Oddio che voglia di vacanze!!

Le mie tracce preferite di Breakthrough (che è il disco con cui l’ho conosciuta e nonostante anche gli altri non siano male, questo ha qualcosa di speciale) sono You Got Me, Fallin For You, Rainbow e It Stops Today. Provate ad ascoltarle e ditemi sinceramente se non vi sentite teletrasportati su una spiaggia – chessò – di Santa Monica: io se chiudo gli occhi vedo pure i figaccioni di Baywatch.

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