Chesapeake Bay, di Emiliano Gambelli

«Leroy devi credermi, la sera è davvero il momento migliore per fare una bella corsetta e cacciare via dal proprio corpo tutte le difficoltà della giornata!». Così mi ripete sempre da ventiquattro mesi a questa parte Andy, il mio nuovo collega, del mio nuovo lavoro, nella mia nuova città.

Virginia Beach, stato della Virginia. Leroy Holland ha resettato la sua vita dopo essere stato tradito dalle due persone a cui teneva di più: sono due anni infatti che la sua compagna Dana lo ha lasciato per il suo migliore amico, Robert. Città nuova, lavoro nuovo, amici nuovi, o forse sarebbe meglio dire amico, perché in due anni Leroy è riuscito a legare solo con Andy, un collega sovrappeso e amante delle camicie a fiori che lo trascina nelle sue improbabili iniziative per trovarsi un hobby, tra tornei di scacchi, corsi di balli caraibici e footing mattutino. I due si troveranno presto coinvolti, loro malgrado, in una vicenda molto più grande di loro e a peggiorare ancora di più la situazione, a Chesapeake Bay gira un serial killer.

Chesapeake Bay è un thriller surreale il cui punto di forza sta proprio in questa sua caratteristica: il romanzo è un susseguirsi di situazioni palesemente inverosimili e di dialoghi improbabili che, unite agli eventi in realtà drammatici, creano un effetto spassosissimo che in certi momenti mi ha ricordato molto film come Una notte da leoni, in cui la comicità si crea proprio dal contrasto tra la situazione drammatica e pericolosa e la goffaggine e l’ingenuità con cui i personaggi la affrontano.

I due personaggi principali sono persone qualsiasi: non sono detective o poliziotti e non sono nemmeno i “finti normali” di cui sono pieni i gialli, che nel momento del bisogno tirano fuori dal cassetto uno spirito d’osservazione e un sangue freddo degni del miglior Sherlock Holmes. Andy e Leroy sono invece dei veri “uno di noi”: il primo goffo e sfigatello, il secondo il classico tipo che pensa di essere anche abbastanza in gamba semplicemente perché non ha mai avuto veramente bisogno di dimostrarlo. E infatti appena la situazione precipita è il primo a perdere il controllo: durante la lettura non ho mai smesso di chiedermi come i due sarebbero usciti dal casino in cui vanno ad infilarsi, visto che ogni volta che elaborano una strategia per risolvere un problema, finiscono irrimediabilmente per peggiorare la situazione.

Come avrete probabilmente capito, il romanzo mi ha divertito molto, forse proprio per il fatto che non si tratta del classico thriller che si prende troppo sul serio ma anzi, fa dell’ironia un ingrediente fondamentale. Proprio come mi capita invece regolarmente con i thriller, anche questa volta non sono stata completamente convinta dal colpo di scena finale: ormai inizio a pensare di avere un problema io con questo genere perché mi rendo conto di essere davvero incontentabile! Nel complesso, Chesapeake Bay si è rivelata una lettura molto piacevole, divertente e diversa dal solito, confermandomi per l’ennesima volta quanto le piccole case editrici italiane si stiano dando da fare per proporre cose nuove e interessanti.

Ringrazio moltissimo Emiliano per la copia omaggio.

2 Risposte a “Chesapeake Bay, di Emiliano Gambelli”

  1. Sembra interessante.

    1. É particolare! 😉

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