L’ultima mano di Burraco, di Serena Venditto (Mondadori)

L’ultima mano di Burraco, di Serena Venditto (Mondadori)

E’ estate, fa caldo e qual è il genere per eccellenza di questa stagione? Ma i giallo, ovviamente e oggi proprio di gialli parliamo, grazie ad un blog tour in cui sono stata coinvolta con mio grande piacere: è uscito infatti in libreria il secondo volume della saga di Serena Venditto dedicata ai coinquilini di Via Atri (del primo volume vi avevo parlato qui sul blog).

Oggi grazie ad un blog tour che ha visti protagonisti diversi blog che trovate indicati dopo il video, sono qui per parlarvi di “L’ultima mano di Burraco”. Riusciranno Ariel, Malù e il gatto Mycroft a scovare l’assassino?

DOVE TROVARE LE ALTRE RECENSIONI:
The Queen Puppet
Red Kedi
La Fenice Book
YouKid
Anita Book
Le tazzine di Yoko
Regin La Radiosa

Gomoria, di Carlo H. De Medici (ed. Cliquot)

Gomoria, di Carlo H. De Medici (ed. Cliquot)

Torna l’appuntamento mensile con la Booktube Italia Legge indipendente, l’iniziativa nata per sostenere e promuovere la lettura delle case editrici indipendenti.

La casa editrice a cui è dedicato il mese di aprile è la Cliquot e il romanzo che ho scelto di leggere è un libro veramente particolare, forse non adatto a tutti, ma le cui atmosfere mi hanno letteralmente stregato.


LA TRAMA:

Fragile e malsana cima avvizzita del suo aristocratico albero genealogico, Gaetano Trevi di Montegufo è un dandy d’inizio Novecento, un esteta amato dalle donne più per la munificenza con cui dona i suoi ori e sé stesso che per la prestanza del suo fisico guasto. La noia ha da tempo piantato in lui il seme dell’insoddisfazione, e soltanto una sottile e ben covata meschinità contro gli esseri umani più deboli è in grado di dargli quel fremito che gli alimenta la vita. Così, quando Zimzerla, zingarella di quindici anni, si presenta alla sua porta, lui la accoglie, la accudisce, trasforma la stracciona in una bambola raffinata. E mentre il fiore sboccia, lui si prefigura il gusto che proverà nel carpirlo, deturparlo, e infine gettarlo all’angolo della strada. Zimzerla, però, forse non è chi dice di essere, e il suo piano contro Gaetano si rivela ben più meticoloso, quasi che a ordirlo sia stato Belzebù in persona, o un demone delle sue schiere, il perfido Gomòria, che si palesa sempre sotto il sembiante di donna…

Ricchissimo nelle forme e nei temi è questo Gomòria, oscuro romanzo del 1921 ristampato oggi per la prima volta. Da un lato è un diretto erede della tradizione decadente: Gaetano Trevi è un Dorian Gray imbruttito e malfatto, un Andrea Sperelliche non trova il piacere bramato. Dall’altro è un romanzo che assume pian piano, e sempre più prepotentemente, un sapore osceno, senza mai appoggiarsi a un modello letterario di riferimento. Carlo H. De’ Medici è stato un colto studioso di esoterismo: dal patto col diavolo alla femme fatale, dal castello maledetto allo pseudobiblion (potentissima è l’invenzione – tre anni prima del Necronomicon di H.P. Lovecraft – di un terribile libro magico, il Sathan dello stregone fiorentino Cosimo Ruggeri), ogni topos della letteratura gotica è affrontato in chiave inedita, certamente ispirata dallo studio di antichi libri di magia, quasi a voler iniziare anche il lettore al mondo dell’alchimia e del sapere proibito.

‘Aria di neve’ di Serena Venditto

‘Aria di neve’ di Serena Venditto

Se avete letto e amato la serie di Alice Basso dedicata a Vani Sarca, il libro di cui vi parlo oggi potrebbe essere quello che fa per voi: mettete insieme una ragazza che ha appena rotto con lo storico fidanzato, tre nuovi inquilini con cui si troverà a dividere l’appartamento, un gatto molto sveglio e un omicidio e avrete come risultato l’appassionante storia raccontata da Serena Venditto nel suo romanzo. E no, non si tratta di una lettura fuori stagione, perché l’aria di neve del titolo è, per dirlo con le parole di uno dei personaggi del romanzo, il giapponese Kobe, «quando tu sai che qualcosa deve accadere no perché qualcuno ti dice, ma perché senti profumo diverso intorno a te».

La vicenda si svolge in una rovente estate napoletana, e l’autrice sarà veramente in grado di farvi boccheggiare mentre cercherete di sbrogliare la matassa degli indizi che vi porteranno al vero colpevole. Ariel Hamilton si è appena ritrovata sola dopo la fuga notturna da parte del suo fidanzato che l’ha abbandonata in una casa più grande e vuota di quanto lei possa sopportare; decide quindi di cogliere al volo l’occasione che le viene offerta da un’amica di condividere un appartamento con altri tre ragazzi. È così che conosciamo Malù, archeologa con l’istinto del detective navigato, Kobe, un pianista giapponese che trascorre le serate litigando al telefono con la fidanzata lontana, e Samuel, affascinante rappresentante di articoli per gelaterie metà sardo e metà nigeriano. E poi c’è Mycroft, il gatto di Malù e mascotte dell’appartamento. L’equilibrio si rompe quando una vicina di casa viene ritrovata morta e subito Malù coinvolge Ariel nelle sue indagini: aiutate da Mycroft e da una simpatica professoressa in pensione che osserva tutto da dietro il vetro delle sue finestre, le due ragazze si metteranno al lavoro per scovare l’assassino.

Aria di neve è una lettura veramente piacevole, ricca di personaggi a cui non potrete fare a meno di affezionarvi e caratterizzata da un’ironia dirompente. Sarà che ho una predilezione per i romanzi corali ma ho amato particolarmente la costruzione delle relazioni tra i vari personaggi e i dialoghi pungenti di cui il romanzo è ricco; è stata proprio grazie a questa cura messa nella creazione della vicenda che, nonostante sia durata solo 165 pagine, questa storia si è rivelata una compagnia perfetta per un paio di pomeriggi di relax.


Titolo: Aria di neve
Autore: Serena Venditto
Editore: Homo Scrivens
Pagine: 165
Genere: Giallo

Pazzi per le saghe | Serie di Araminta Spook(ie)

Pazzi per le saghe | Serie di Araminta Spook(ie)

Torna sul blog una rubrica che in passato avevo amato moltissimo: Pazzi per le saghe, dedicata alla scoperta nuove serie e saghe appartenenti ad ogni genere letterario. Alcuni post saranno impostati come delle vere e proprie recensioni (, altre invece delle semplici segnalazioni.

Protagonista del primo episodio è una serie per bambini (direi 6/8 anni) che ho letto quasi nella sua interezza: Araminta Spook (o Spookie, nella versione USA) di Angie Sage.

When you are a ghost living inside a suit of armour you do not go outside in a thunderstorm and expect to come back in one piece.



Araminta Spook vive in un’enorme casa infestata con una zia scorbutica e un adorabile zio vampiro ma si sente terribilmente sola: quando rischia di perdere la sua adorata vecchia magione, Araminta si dà da fare per spaventare tutti i potenziali acquirenti ma è in questa occasione che conosce una persona speciale, la piccola Wanda figlia di una famiglia di maghi e che sarà la sua fedele compagna in mille avventure. Insieme le due amiche andranno alla ricerca della spada perduta di un fantasma, indagheranno sul mistero di alcune rane scomparse, affronteranno dei un cugino-vampiro, ben due baby-fantasmi estremamente molesti e tutta una serie di altre creature spaventose.

La serie è attualmente composta da sette volumi, che possono essere letti in qualsiasi ordine (anche se consiglio di leggere il primo volume effettivamente per primo, così da capire da dove ha origine la storia) ed è davvero deliziosa.

Se il nome dell’autrice vi suona familiare, c’è un motivo: Angie Sage è l’autrice della saga di Septimus Heap, serie fantasy per ragazzi inizialmente tradotta da Salani e poi abbandonata, con mio sommo disappunto, al quarto o quinto volume. Nel caso di Araminta non ci sarà questo problema, visto che a quanto pare nessuno si è preso il disturbo di tradurla ma questo potrebbe essere un vantaggio per chi vuole iniziare a leggere in inglese e preferisce partire da dei libri semplici ma divertenti: a questo scopo questa saga è perfetta, e naturalmente è perfetta anche per avvicinare i ragazzi alla lettura in inglese.


I LIBRI:

1) My Haunted House
2) The Sword in the Grotto
3) Frognapped
4) Vampire Brat
5) Ghostsitters
6) Gargoyle Hall
7) Skeleon Island


L’AUTRICE

Angie Sage è inglese, ha studiato graphic design e illustrazione e ha scritto un sacco di libri per ragazzi tra cui la saga di Septimus Heap e ha illustrato moltissimi romanzi per bambini.

‘Assassinio in prima classe’ di Robin Stevens

‘Assassinio in prima classe’ di Robin Stevens

Buongiorno lettori, ebbene sì, sono di nuovo qui a parlarvi di libri e la lettura che ho scelto per inaugurare questo spero duraturo ritorno tra le pagine del blog è un romanzo che ho letto per una readalong organizzata da tre youtuber che seguo con entusiasmo da qualche anno, ovvero Jo Reads, Booklovers Army e Il filo di Arianna.

Il libro scelto è il terzo volume di una serie mistery per ragazzi di cui abbiamo letto in gruppo anche i volumi precedenti e che questa volta ci permette di accompagnare le due protagoniste, nientemeno che sul mitico Orient Express, proprio nell’anno successivo alla pubblicazione del famosissimo giallo di Agatha Christie ambientato sul medesimo treno.

Le due protagoniste sono Hazel e Daisy, due amiche molto diverse tra loro ma legate dalla passione per l’investigazione e che ormai, dopo due casi risolti alle spalle, si sentono a tutti gli effetti pronte per compiere il grande salto come detective. L’occasione viene loro offerta dal viaggio sul treno più famoso d’Europa che si troveranno a fare in compagnia del padre di Hazel e di una serie di altri personaggi molto particolari. Una sera, mentre il treno sta attraversando la Jugoslavia, un urlo agghiacciante interrompe la cena e uno dei passeggeri viene trovato morto nel proprio scompartimento; ad indagare si improvviserà un medico dalle scarsissime capacità investigative e così le due giovani detective dovranno impedire che un innocente venga accusato dell’omicidio, con la difficoltà di non dover farsi scoprire dal padre di Hazel, che non ha intenzione di concedere loro la libertà di comportamenti molto poco adatti a delle signorine, come indagare su un omicidio.

La lettura di First Class Murder, che io ho portato avanti in lingua inglese ma che – come potete vedere dalla copertina del post – è stato anche tradotto in italiano, è stata davvero un divertimento, proprio come i volumi precedenti. Indagare con Hazel e Daisy, che in ogni volume diventano più mature pur conservando i loro tratti caratteristici, è uno spasso: le due sono estremamente in sintonia, si completano a vicenda grazie ai loro talenti così perfettamente complementari (Daisy più intuitiva, Hazel più riflessiva). Gli indizi sono sparsi in maniera intelligente e per nulla banale: riuscire a districare la matassa è veramente difficile a causa di diverse false piste disseminate del romanzo. Io ho fatto due ipotesi ed entrambe (come sempre) si sono rivelate sbagliate.

L’unico mio disappunto riguarda la conclusione del mistero, per la quale l’autrice ha fatto una scelta secondo me un po’ troppo affrettata, senza disseminare gli indizi decisivi per chiudere l’indagine in maniera per me soddisfacente. Nonostante ciò la lettura è stata per me talmente coinvolgente e la lettura di gruppo (con ovvia condivisione dei propri sospetti e delle proprie deduzioni) talmente appassionante e divertente da permettermi di perdonare alla Stevens questa piccola pecca che non ha comunque intaccato il mio entusiasmo nella lettura.

Inutile dire che non vedo l’ora di scoprire quale sarà la prossima indagine della Detective Society.


Titolo: Assassinio in prima classe
Titolo originale: First Class Murder
Autore: Robin Stevens
Serie: Miss Detective, #3
Editore: Mondadori
Pagine: 261
Genere: Giallo per ragazzi

‘Una vita per una vita’ di Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo

‘Una vita per una vita’ di Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo

Il bullismo è una delle piaghe della nostra società: si nasconde nelle scuole, nei luoghi di lavoro, sui social e rovina la vita, portando a volte le vittime a compiere gesti disperati. Nel romanzo “Una vita per una vita” il bullismo è il movente che porta un misterioso individuo a vendicarsi dei suoi carnefici nel peggiore dei modi possibili: attraverso l’omicidio. No, non vi sto facendo uno spoiler perché il movente è l’unica rivelazione che ci viene concessa all’inizio del romanzo mentre il gioco sta nel capire chi sia il misterioso assassino, la cui voce narrante si alterna a quella dell’ispettore Cavalieri, personaggio dal carattere cupo e riservato che combatte con una malattia che di certo non gli semplifica le cose.

Mi piacciono molto i thriller che mettono noi lettori nella testa dell’assassino e che ci permettono di seguire da vicino le sue mosse. Il difficile sta nel non scoprire troppo le carte e devo dire che in questo gli autori sono stati molto bravi, gestendo bene gli indizi, le mezze parole e tendendo continuamente agguati al lettore nel tentativo (per quanto mi riguarda riuscito) di condurlo fuori strada. A questo si aggiunge uno stile di scrittura coinvolgente e scorrevole, che porta davvero a divorare il romanzo in brevissimo tempo, spinti dalla curiosità di arrivare in fondo.

Gli ingredienti del noir ci sono tutti, compreso il tormentato investigatore in lotta con il mondo ma soprattutto con se stesso, combattuto tra la dedizione per il proprio lavoro, l’insoddisfazione per la propria squallida vita dalla quale però non ha né la forza né tutto sommato il desiderio di liberarsi e il disprezzo per le persone che lo circondano, primi fra tutti i suoi ex-compagni di classe con i quali si troverà a doversi nuovamente confrontare quando pensava ormai di averli sepolti per sempre nei brutti ricordi dell’adolescenza. Sono loro, infatti, l’unico legame tra gli apparenti suicidi che nel giro di poche settimane insanguinano Udine e Cavalieri sarà costretto a rispolverare ricordi dolorosi e confrontarsi con le sue disillusioni per poter fare giustizia in una storia in cui è molto difficile capire chi davvero sia la vittima e chi il carnefice.

La curiosità e l’interesse che si prova verso questo personaggio e le vicende in cui è coinvolto vengono a volte smorzati da una serie di avvenimenti “di comodo” che si concretizzano in intuizioni un po’ troppo fulminee, improvvise rivelazioni che arrivano nel momento giusto e diciamolo, semplificano la vita agli autori proprio nei momenti in cui le loro capacità di narratori sarebbero più richieste.

Nel complesso un romanzo che ha stimolato la mia curiosità verso le altre opere di uno degli autori, già pubblicato da Marsilio con una serie di thriller ambientati ad Udine, e che ha fatto rinascere il desidero di tuffarmi nuovamente nelle scure profondità del noir italiano.

[copia pdf ricevuta per recensione da piegodilibri.it]

#BookTubeItaliaLeggeIndipendente: Vietnam Soul, di Nguyên Huy Thiêp (ObarraO)

#BookTubeItaliaLeggeIndipendente: Vietnam Soul, di Nguyên Huy Thiêp (ObarraO)

Non ricordo nemmeno come e quando
mi inserii nella vita cittadina. Crebbi a poco a poco, preso
dalla smania di correre dietro alle cose effimere.

Questo mese la casa editrice selezionata per la BookTubeItaliaLegge indipendente è la ObarraO, casa editrice che esplora i due estremi del mondo, creando un ponte tra occidente e oriente.

Il volume che ho scelto di leggere è una raccolta di racconti scritta da un importante autore vietnamita contemporaneo, Ngueyen Huy Thiep, insignito del Premio Nonino nel 2006 (nato per la valorizzazione della vita contadina) e che ci racconta il mescolarsi di tradizione e modernità in un Paese che solo nel 2001 si è aperto al resto del mondo, visto attraverso gli occhi dei suoi abitanti.

Vi lascio qui la mia videorecensione e se ne avete voglia, seguitemi direttamente sul canale.

‘Panna nel Grande Giardino’ di Carlotta De Melas e Miss Cecip Art

‘Panna nel Grande Giardino’ di Carlotta De Melas e Miss Cecip Art

Lo giuro, davvero: da gennaio riprendo a parlare di libri “da grandi”, ma oggi permettetemi di dare spazio ad una storia per bambini che ho trovato molto tenera e colorata, e che ho conosciuto grazie alla sua illustratrice.

La piccola Panna vive con la sua famiglia nel Grande Giardino, tra i petali di un Tulipano Rosa che fa loro da casa: i membri della famiglia Romuà hanno infatti la particolarità di essere molto, molto piccoli. Il giorno del compleanno di mamma Romuà, Panna è a casa da scuola, e disobbedendo ai genitori si avventura nel Grande Giardino alla ricerca di un regalo per farle una sorpresa. Il Grande Giardino è però un luogo pericoloso e lungo la strada Panna incontrerà alcuni amici ma vivrà anche una brutta avventura.

Leggere questo libro mi ha molto divertito: la scrittura è davvero a misura di bambino, molto tenera e ricca di dettagli affascinanti che la rendono una lettura agevole per i più piccoli ma allo stesso tempo coinvolgente. A renderla ancora più avvincente ci sono le illustrazioni di Miss Cecip Art, alcune delle quali sono davvero molto belle e tutte caratterizzate da colori luminosi e vividi e che decorano tutte le pagine del libro: non ci sono infatti solo le illustrazioni a tutta pagina, ma ogni riquadro di testo è decorato da un’illustrazione, alcune delle quali mostrano delle piante presenti nel Grande Giardino, accompagnate da una didascalia divertente che ne illustra l’uso un po’ magico che ne fa il Piccolo Popolo. Questo rende la lettura molto divertente perché permette di esplorare il libro non solo per leggere la storia ma anche andando alla ricerca di queste piante tra le sue pagine, come in un piccolo, magico erbario.

[copia pdf ricevuta dalle autrici]

CARTAGENA. GLI ULTIMI DELLA TORTUGA, Valerio Evangelisti

CARTAGENA. GLI ULTIMI DELLA TORTUGA, Valerio Evangelisti

Buongiorno Biblionauti e buon lunedì, oggi concludo il recupero delle letture estive parlandovi di un romanzo che aspettavo di leggere da moltissimo tempo ma per il quale, nonostante fosse da almeno tre anni nella mia libreria, non riuscivo mai a trovare il momento giusto: sto parlando di Cartagena. Gli ultimi della Tortuga di Valerio Evangelisti, con la lettura del quale sono finalmente riuscita a concludere il Ciclo dei Pirati.

Le vicende narrate in Cartagena si svolgono nel 1697: la pirateria come l’avevamo conosciuta nel primo volume, Tortuga, è ormai in decadenza e i pirati, persa la loro indipendenza, sono al soldo dei grandi imperi coloniali. La Cartagena del titolo è una città di dominio spagnolo che si trova oggi nell’attuale Colombia e della quale seguiremo l’assedio e la distruzione – realmente avvenuti e portati avanti dalle forze unite dell’esercito regolare francese, pirati e bucanieri – attraverso gli occhi del protagonista, Martin d’Orlhac. Come sempre il buon Evangelisti non ci farà mancare scene cruente ma anche battaglie coraggiose e rischiosi arrembaggi. E come sempre non sarà possibile non tifare per i pirati, nonostante la loro proverbiale ferocia.

Il libro è avvincente e ben scritto e l’ambientazione e il realismo storico sono come sempre curatissimi ed estremamente affascinanti; come avrete capito, quest’ultimo capitolo della trilogia mi è piaciuto molto e ha soddisfatto tutte le mie aspettative, portandomi anche un colpo di scena finale perfetto per i nostalgici della saga.

L’unico difetto, o meglio, l’unica possibile critica che si può muovere ad Evangelisti è che sotto il profilo della trama ricorre bene o male lo schema già visto nei volumi precedenti e non si ha modo di restare eccessivamente stupiti dall’evolversi degli eventi; devo anche dire che per quanto mi riguarda amo così tanto questi pirati che non mi ha dato nessun tipo di fastidio ma è stata anzi una lettura che ho letteralmente divorato.

Se devo dare un parere complessivo sulla saga, per me Tortuga rimane sempre e comunque il migliore dei tre, specie per merito dei due personaggi più affascinanti, ovvero il Capitano de Grammont e Lorencillo, che nei volumi successivi restano confinati nell’ambito dei ricordi o di brevi comparse: quelli di Tortuga sono i pirati al massimo del loro splendore e consiglio la lettura di quel romanzo a tutti gli amanti di queste affascinanti figure storiche. Cartagena, così come il secondo volume – Veracruz, è un po’ meno d’impatto e potrebbe convincere meno chi non apprezza più di tanto la scrittura dell’autore: io personalmente consiglierei comunque tutta la trilogia.