Wrap-up di Luglio: le mie letture

Buongiorno a tutti e felice giovedì; un’altra settimana si avvia a conclusione ma spero che per la maggior parte di voi sia stata rilassante e divertente. Come avevo anticipato nel mio post di domenica relativo ai progetti per il futuro del blog, inizierò a pubblicare anche qui i video che ho iniziato a pubblicare sul mio canale youtube e oggi è il giorno del riepilogo delle letture del mese di luglio.

In basso trovate l’elenco dei libri di cui parlo in questo video. Buona visione!

 

 

 

 

 

 

 

  • L’orologiaio di Filigree Street, di Natasha Pulley
  • La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato
  • Il Segreto delle Gemelle. Fairy Oak #1, Elisabetta Gnone

 

 

 

 

 

 

 

  • Tagliare le nuvole col naso, Ella Frances Sanders
  • Ritorno alla terra, di Jean-Yves Ferri e Manu Larcenet

Letture di maggio

Questa settimana addirittura due post, Signori, attenzione! E stay tuned perché la prossima uscirà ADDIRITTURA una recensione! Che ho già scritto! Brividi, proprio! Non devo abituarmi a questi ritmi così frenetici perché il mio debole cuore da blogger pensionata potrebbe avere un cedimento. Lasciamoci dunque andare al resoconto delle letture del mese.

“La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio e grazie per tutto il pesce” e “Praticamente innocuo”, Douglas Adams

  

Nel mese di maggio ho concluso la mia avventura con La Guida Galattica per Autostoppisti, saga che ho apprezzato tantissimo e che mi è servita per staccare il cervello e farmi due risate in un mese molto pesante dal punto di vista degli impegni di lavoro. Non sto a raccontarvi la trama di questi ultimi tre volumi anche perché è davvero molto difficile da spiegare in maniera breve e senza fare spoiler dei volumi precedenti. In ogni caso riconfermo la mia impressione che avevo scritto nelle letture di aprile: se vi diverte l’assurdo, il nonsense e lo humour inglese leggete assolutamente questa saga perché perderete la testa. Adesso mi mancherebbe solo il sesto volume scritto da Eoin Colfer: inizialmente pensavo di non leggerlo, ma siccome la conclusione del quinto mi ha lasciato interdetta e dalle ricerche che ho fatto è saltato fuori che Adams stesso stava progettando un volume conclusivo, credo davvero di non potermi esimere dalla lettura di E un’altra cosa…

“Scrivere per il web 2.0” di Alessandro Scuratti, “La gita di classe” di Aldo Costa, “La ballata del vecchio marinaio” di Samuel Taylor Coleridge e “Il curioso caso di Benjamin Button” di Francis Scott Fitzgerald

   

Accorpo questi quattro piccoli libri perché ho davvero poco da dire di tutti.

Scrivere per il web 2.0. è un’introduzione estremamente generale ai principi della scrittura per il web: utile per me che non ne sapevo nulla, sicuramente poco utile a chi ha anche solo girato un po’ di blog su questi argomenti.

La gita di classe è un breve racconto scaricabile gratuitamente dal Kobo store (e credo anche da Amazon per chi ha kindle) e rappresenta il prequel di uno dei romanzi dell’autore. Ho deciso di leggerlo perché a mia mamma sono piaciuti molto i libri di Costa e me li ha consigliati; in effetti lo stile non mi è dispiaciuto e il protagonista è molto interessante. Sono dei thriller.

La ballata del vecchio marinaio Kubla Kahn. Niente, niet, nisba. So che la ballata è un grande classico della letteratura ma io con questa poesia che va spiegata non vado d’accordo: la sento troppo lontana da me, non ne colgo i rimandi e mi annoia tantissimo.

Il curioso caso di Benjamin Button è un racconto estremamente breve ma che io ho trovato estremamente incisivo proprio grazie a questa sua caratteristica. Narra la straordinaria storia di Benjamin, un uomo il cui ciclo vitale è completamente invertito e che si trova quindi a nascere vecchio, tra lo sgomento di medici e genitori, e a morire neonato, accudito dai suoi stessi figli e nipoti. E’ una storia molto toccante perché volta al grottesco e ogni evento raccontato mostra sempre un lato ironico che allo stesso tempo assume un retrogusto amaro. Benjamin Button è un reietto, un diverso, condannato ad essere solo per il resto della sua vita: nonostante si sposi e formi una famiglia, la sua condizione lo rende così estraneo dal mondo che i suoi momenti di normalità sono solo un’illusione che sarà presto spazzata via dalle inesorabili conseguenze dello scorrere del tempo. Un libro davvero splendido.

“La deviazione” di Gerbrand Bakker

Ultimo libro letto nel mese di maggio, La deviazione è un romanzo che ho iniziato senza avere bene idea di cosa ci avrei trovato ed è stato una bellissima sorpresa. Racconta la storia di Emilie, una donna che – a seguito di uno scandalo scoppiato sul lavoro – fugge dalla sua casa in Olanda, dal marito e dai genitori e si rifugia nel Galles facendo perdere le sue tracce. Qui prende in affitto un cottage immerso nella campagna e comincia la sua vita fatta di passeggiate e di mansioni quotidiane tra la ristrutturazione della casa e l’accudimento delle oche che si è trovata ad ereditare dalla precedente proprietaria.

Il libro è impregnato di malinconia ed è una lettura prettamente autunnale, tanto che mi è un po’ spiaciuto non averlo letto in ottobre/novembre. Non vi aspettate un romanzo in cui accada chissà quale colpo di scena: il lettore viene accompagnato verso la conclusione in modo lento, calmo e progressivo ma il bello sta proprio in questo dispiegarsi della trama davanti ai nostri occhi con delicatezza e senza strillare. Trovo oltretutto che la copertina rappresenti perfettamente il contenuto del libro: il grigiore del cielo e la calma di queste oche che, giorno dopo giorno, scompaiono ad una ad una tra le fauci di un misterioso predatore, invadono anche la nostra anima e la conclusione del romanzo lascia una sensazione di quieta rassegnazione.

Letture di aprile

Finalmente è finito Novembre… ah no, Aprile? Ma davvero? Sarà che non ho ancora né tolto il piumone, né tantomeno fatto il cambio degli armadi ma non me n’ero accorta. Vabé, è finito Aprile ma non è che Maggio abbia portato molti miglioramenti, almeno qui nella ridente Brianza: piove, piove, piove. Menomale che ci sono i libri: questo mese ne ho letti ben sei… sarà per quello che non ho passato l’esame di botanica?


“Divorzio all’islamica a viale Marconi”, Amara Lakhous

Questo romanzo si sarebbe meritato la sua bella recensione personalizzata e magari in occasione della lettura del secondo romanzo di Lakhous (che mi procurerò sicuramente) lo farò anche. Per il momento accontentatevi di sapere che è un libro ironico, a volte grottesco, divertente e scorre che è un piacere. In più fa anche pensare, perché per la prima volta e in maniera molto spontanea mi ha permesso di confrontarmi con una realtà che so perfettamente di non conoscere affatto, ma anzi di guardare spesso con quel po’ di sospetto che mi piacerebbe tanto non avere ma che invece mi rendo conto finisce per sbucare sempre fuori da qualche parte: quella degli immigrati di religione musulmana nel nostro Paese.

Si tratta di un romanzo privo di retorica o di giudizi: semplicemente mostra uno spaccato di quotidianità vista dall’interno, attraverso gli occhi di un italiano che si ritrova ad indagare – spacciandosi per un tunisino in cerca di lavoro – su un presunto attacco terroristico in un quartiere a Roma e di una donna egiziana che nel quartiere vive stabilmente da anni. Totalmente consigliato!


“Libri da ardere”, Amélie Nothomb

Io sono dell’idea che un’opera teatrale andrebbe sempre vista e non letta, semplicemente perché ogni forma d’arte che nasce per un determinato “mezzo” andrebbe fruita solo tramite quello, però siccome non si può sempre andare a teatro e soprattutto non è che la programmazione teatrale milanese sia strutturata sulla base dei miei desideri, a volte bisogna accontentarsi. Come immaginavo la lettura è stata purtroppo priva di empatia e di emozioni, ma il tema è interessante: qual’è il valore della cultura quando è la nostra sopravvivenza ad essere minacciata?

Siamo nel pieno di una guerra che sembra non avere fine: tutto è distrutto, fa freddo, non c’è cibo e ogni volta avventurarsi per le strade è una scommessa contro la morte. Tre personaggi, due studenti universitari e il loro professore di letteratura, sono nascosti a casa di quest’ultimo e discutono ferocemente sull’opportunità di bruciare i libri per avere un po’ di sollievo dal gelo; sollievo che sarà comunque momentaneo in quanto – una volta finiti i libri – quello continuerà a tormentarli visto che la guerra non accenna a finire. Cosa fare, bruciarli o no? Iniziare da quelli più scadenti? E chi determina quale libro è meno valido di un altro? I libri diventano il simbolo di tutto quello che ci fa sentire superiori agli animali, ma cosa succede quando i nostri bisogni fondamentali sono minacciati? Dovrò cercare di vederlo a teatro prima o poi.


“Lo zaino di Emma”, Martina Fuga

Credo di aver inserito questo libro nella mia wishlist dopo aver letto La figlia del silenzio, romanzo che mi aveva lasciato l’amaro in bocca per il modo in cui parla (o sarebbe meglio dire non parla) della sindrome di down. Lo zaino di Emma è stata una lettura illuminante: l’autrice, Martina Fuga, è la mamma di Emma e nel libro ci racconta la sua vita, la sua personalità, le difficoltà e i momenti felici. Lo zaino del titolo è il fardello che la piccola Emma deve portare. C’è una frase – che viene riportata da tutti i siti e i blog che parlano di questo libro ma che effettivamente è esemplificativa del tono e della prospettiva con cui la vita di Emma e della sua famiglia ci viene raccontata – che mi ha molto colpito:

Molti pensano che la disabilità di un figlio sia un dono, ma chiedetelo ai nostri figli. La sindrome di Down non è un dono, mia figlia è un dono, ma per com’è lei, non per la sindrome.
Non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe se… e non me lo chiedo per me, me lo chiedo per lei! Io di quello zaino sulle spalle di Emma posso anche farmi carico, ma fino a che punto? Non posso portarlo io al suo posto! Un giorno lei vorrà toglierselo quello zaino e io dovrò spiegarle che non è possibile. Quel giorno sarà il più difficile della mia vita.

Un libro molto spontaneo, vero e lucido, che fa venire un gran desiderio di informarsi e di approfondire, perché forse i problemi maggiori che Emma e la sua famiglia si trovano ad affrontare sono dovuti proprio alla mancanza di conoscenza… da parte degli altri.


“Il libro dei viaggi del tempo” di Johnny Acton, David Goldblatt, James Wyllie

Confesso subito il peccato: ho comprato questo libro per la copertina. Non ho nemmeno letto la trama e l’ho infilato nel carrello del Kobo, quindi non avevo davvero idea di cosa aspettarmi. Beh, posso dire che è stato davvero qualcosa di completamente inatteso: questo libro è una guida turistica per viaggi del tempo, ed è fighissimo! Viene presentato come la guida redatta da un’agenzia di viaggi temporali che permette ai clienti di visitare specifiche date nel passato per assistere a momenti storici fondamentali: si parte quindi dalla visita alla Grande Esposizione Universale di Londra nel 1851 per arrivare fino alla partecipazione alla spedizione di Marco Polo alla corte di Kublai Kahn. Ma la cosa fantastica è che per ognuno di questi eventi (di durata e pericolosità variabile) viene riportata una guida dettagliata degli orari da rispettare per non perdersi nulla, dei luoghi in cui andare, dei ristoranti in cui mangiare, come vestirsi, come parlare: non ho idea di quanta ricerca e quanto tempo siano stati necessari agli autori per ottenere questo risultato, anche perché gli eventi storici sono davvero tantissimi e tutti talmente ricchi di dettagli che sembra veramente di essere lì presenti. Fantastico, una delle letture più originali che mi siano capitate quest’anno.


“Guida galattica per gli autostoppisti” e “Ristorante al termine dell’universo”, Douglas Adams (Volumi 1 e 2 della Guida Galattica per Autostoppisti)

Restando in tema di originalità, ad aprile ho deciso di portare a termine la Guida Galattica: avevo già letto il primo romanzo un paio di anni fa ma per Natale ho recuperato tutti i successivi volumi e adesso me li sono finalmente divorati uno via l’altro ricominciando dal primo per rinfrescarmi la memoria.

La trama in breve: Arthur Dent è un umano, abita sulla Terra e non immagina neanche lontanamente che questa stia per essere spazzata via per far strada ad un’autostrada galattica. Il suo unico problema, il giorno in cui inizia la storia, è tenere a bada un geometra e i suoi bulldozer per evitare che radano al suolo la sua abitazione, al posto della quale deve essere costruita proprio un’autostrada. Fortunatamente il suo insospettabile amico Ford Prefect è in realtà un autostoppista galattico e gli salva la pelle portandolo via dalla Terra. Da quel momento per Arthur Dent non ci sarà più pace e sarà sballottato in giro per l’Universo per tutti i cinque volumi che compongono questa “trilogia in cinque parti” assurdamente divertente.

La trasposizione amplificata di tutti i difetti e le contraddizioni della nostra società in una scala “galattica” è la base su cui Adams costruisce qualcosa che è impossibile raccontare: bisogna leggerlo.

Il primo capitolo è memorabile, Ristorante al termine dell’Universo mi è piaciuto un filino meno, forse perché il mio personaggio preferito è Arthur e in questo secondo volume viene messo un po’ in disparte. In ogni caso chiunque apprezzi lo humour inglese, il nonsense e il surreale deve, DEVE, DEVE leggerli assolutamente.

Letture di marzo

Marzo è stato un mese molto vario in fatto di letture, visto che sono passata dagli energici epistolari di Charlotte Bronte ai racconti per ragazzi di due autrici ormai considerate classiche per finire con il noir di Lucarelli e con Tommaso Pincio che mi ha lasciato boccheggiante dopo aver divorato quella meraviglia che è “Panorama”. Mi piace quando succede così: mi sono sempre descritta come una lettrice onnivora e adoro mescolare, variare, sperimentare e cambiare. Unico leitmotiv di questo mese è stato l’aver scelto solo letture brevi: tutti i libri si mantengono quindi sotto le 250 pagine, informazione che magari può esservi utile se anche voi non siete in mood da mattonazzi.

Cominciamo.

“Ma la vita è una battaglia”, Charlotte Bronte

30968584Nonostante gli epistolari mi affascinino parecchio, non so per quale motivo ne ho letti pochissimi: scoprire il pensiero e la vita di persone realmente esistite, pensare che quelle parole siano state scritte da qualcuno vissuto secoli prima di me e di cui ormai resta solo il ricordo, avere accesso a squarci di vite passate e ormai concluse mi emoziona sempre moltissimo. Davvero non capisco perché io non ne legga di più.

Questa raccolta di lettere mi è piaciuta tanto: traspare una donna brillante, acuta, determinata, che vive le sue esperienze di donna, scrittrice, sorella, moglie e figlia in maniera estremamente lucida. Particolarmente interessante è proprio il suo rapporto con l’ambiente letterario ed editoriale dell’epoca, le sue considerazioni su di esso e sul suo modo di vivere e percepire la scrittura.

Lettura molto rapida che so mi piacerà riprendere in mano ogni tanto per riascoltare la sua limpida voce.


“The tale of Peter Rabbit” (La storia di Peter Coniglio”, Beatrix Potter

19321Sapete quanto io ami i libri per bambini e ragazzi ed era davvero da una vita che avevo in wishlist le storie di Peter Coniglio di Beatrix Potter, ormai dei classici della letteratura per l’infanzia. Credo che il libro si meriti pienamente il successo che ha avuto: la storia è delicata e riesce a trasmettere l’insegnamento di fondo senza risultare pedante. Semplicemente Peter fa la sua birbanteria e ne paga le conseguenze senza bisogno di nessuna ramanzina. Le illustrazioni poi sono davvero belle e chiare, così che anche senza leggere il testo si possa capire la storia.

Non so se leggerò anche gli altri libri di questa enorme serie, comunque sono contenta di aver incontrato almeno una volta il piccolo Peter Rabbit.


“Zia Sass” di Pamela Lydon Travers

27873567Tre racconti uno più bello dell’altro. Non ho mai letto “Mary Poppins” né altro di questa autrice e mi ha colpito il suo modo ironico ma allo stesso tempo affettuoso di raccontare tre persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua infanzia e successivamente nella nascita del suo personaggio più famoso.

Il libro si legge davvero velocemente e lo raccomando particolarmente per i periodi di fiacca o quando si viene colpiti dall’Abominevole Blocco del Lettore, spauracchio di tutti noi amanti dei libri: è divertente, simpatico, molto moderno ma allo stesso tempo pittoresco. Se poi avete già letto e apprezzato “Mary Poppins” allora probabilmente vi farà scoprire le origini di questa celebre bambinaia: sono sicura che non ve ne pentirete.


“Lupo mannaro” di Carlo Lucarelli

1725933Un paio di anni fa, non ricordo più su consiglio di chi, avevo combattuto uno dei miei tanti stupidi pregiudizi leggendo per la prima volta un romanzo noir. Si trattava di Almost Blue, libro che posso descrivere solo con “leggetelo-se-non-l’avete-ancora-fatto-pazzi”, secondo volume della serie Grazia Nero Blues. Perché il blues? Ma perché è la colonna portante di tutti questi romanzi: la musica, e il blues in particolare, sono sempre presenti e la lettura con il giusto sottofondo musicale crea un’atmosfera unica. E poi Lucarelli scrive bene, punto e gli riescono in maniera particolarmente efficace le narrazioni del punto di vista dell’assassino: perché anche in questo romanzo ci permette di entrare nella testa del killer, di seguire le sue mosse e di assistere ai suoi omicidi. Addirittura in questo caso lo identifichiamo subito: il problema è incastrarlo. Forse lievemente meno ipnotico del secondo volume, Lupo mannaro resta una gran bella lettura.


“Panorama” di Tommaso Pincio

25504276Io ho un problema. Grosso considerando che gestisco un blog che parla principalmente di libri. Io non riesco a parlare dei libri che mi piacciono troppo. Posso solo dire che questo libro mi ha ipnotizzato, mi ha scatenato dentro una bufera di pensieri ed emozioni, e mi ha obbligato a divorarlo facendomi contemporaneamente soffrire per la consapevolezza che 1) lo avrei finito troppo presto, 2) il fatto di trasformarlo in una lettura bulimica mi avrebbe portato a non assimilarlo condannandomi a dimenticarlo praticamente subito. Così è sempre stato e così è infatti successo. Quindi magari adesso faccio passare qualche mese, poi lo rileggo e ne riparliamo. Ma capita solo a me?