CARTAGENA. GLI ULTIMI DELLA TORTUGA, Valerio Evangelisti

Buongiorno Biblionauti e buon lunedì, oggi concludo il recupero delle letture estive parlandovi di un romanzo che aspettavo di leggere da moltissimo tempo ma per il quale, nonostante fosse da almeno tre anni nella mia libreria, non riuscivo mai a trovare il momento giusto: sto parlando di Cartagena. Gli ultimi della Tortuga di Valerio Evangelisti, con la lettura del quale sono finalmente riuscita a concludere il Ciclo dei Pirati.

Le vicende narrate in Cartagena si svolgono nel 1697: la pirateria come l’avevamo conosciuta nel primo volume, Tortuga, è ormai in decadenza e i pirati, persa la loro indipendenza, sono al soldo dei grandi imperi coloniali. La Cartagena del titolo è una città di dominio spagnolo che si trova oggi nell’attuale Colombia e della quale seguiremo l’assedio e la distruzione – realmente avvenuti e portati avanti dalle forze unite dell’esercito regolare francese, pirati e bucanieri – attraverso gli occhi del protagonista, Martin d’Orlhac. Come sempre il buon Evangelisti non ci farà mancare scene cruente ma anche battaglie coraggiose e rischiosi arrembaggi. E come sempre non sarà possibile non tifare per i pirati, nonostante la loro proverbiale ferocia.

Il libro è avvincente e ben scritto e l’ambientazione e il realismo storico sono come sempre curatissimi ed estremamente affascinanti; come avrete capito, quest’ultimo capitolo della trilogia mi è piaciuto molto e ha soddisfatto tutte le mie aspettative, portandomi anche un colpo di scena finale perfetto per i nostalgici della saga.

L’unico difetto, o meglio, l’unica possibile critica che si può muovere ad Evangelisti è che sotto il profilo della trama ricorre bene o male lo schema già visto nei volumi precedenti e non si ha modo di restare eccessivamente stupiti dall’evolversi degli eventi; devo anche dire che per quanto mi riguarda amo così tanto questi pirati che non mi ha dato nessun tipo di fastidio ma è stata anzi una lettura che ho letteralmente divorato.

Se devo dare un parere complessivo sulla saga, per me Tortuga rimane sempre e comunque il migliore dei tre, specie per merito dei due personaggi più affascinanti, ovvero il Capitano de Grammont e Lorencillo, che nei volumi successivi restano confinati nell’ambito dei ricordi o di brevi comparse: quelli di Tortuga sono i pirati al massimo del loro splendore e consiglio la lettura di quel romanzo a tutti gli amanti di queste affascinanti figure storiche. Cartagena, così come il secondo volume – Veracruz, è un po’ meno d’impatto e potrebbe convincere meno chi non apprezza più di tanto la scrittura dell’autore: io personalmente consiglierei comunque tutta la trilogia.

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