Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano

Arrivederci-Piccole-DonneIl primo impatto con questo romanzo è stato piuttosto traumatico: forse sono io ad avere una visione limitata della letteratura sudamericana ma finora tutti i romanzi provenienti dal Sud America da me incontrati erano accomunati da una scrittura carnale e sensuale, dall’immersione totale in un mondo fatto di odori, di sapori e di sensazioni fisiche che diventano reali anche quando in realtà ci troviamo semplicemente sul nostro divano a divorare pagine.  Nel libro della Serrano tutto questo non l’ho trovato ed è stata dura accettarlo; in realtà poi, una volta superato il primo capitolo, narrato dal personaggio a mio avviso meno interessante dell’intera vicenda, mi sono trovata completamente coinvolta dalla storia e delle quattro cugine Martìnez e della loro famiglia e non mi sono scollata dalle pagine della Serrano fino a quando non sono arrivata alla fine.

La storia è narrata alternando il punto di vista delle quattro protagoniste e ci trasporta prima nel Cile degli anni sessanta, durante la loro infanzia, per poi attraversare le epoche fino ai giorni nostri dove le ritroviamo adulte e alle prese con le conseguenze delle loro scelte di vita. I diversi capitoli ci presentano un quadro della loro infanzia e adolescenza trascorsa al Pueblo con la nonna, una donna forte e molto simile a quelle figure di matriarche di cui la letteratura sudamericana è ricca, i cugini, gli zii, le invidie, le amicizie e le passioni che hanno segnato le loro esistenze, per poi raccontarci il presente e la loro condizione di donne adulte che si ritrovano finalmente insieme in occasione del funerale di una delle figure fondamentali della loro vita al Pueblo.

Raccontato così, è esattamente il tipo di libro per cui vado pazza. In realtà, nonostante avesse tutti gli elementi per entusiasmarmi, il romanzo della Serrano è rimasto sempre un po’ troppo distaccato per potermi davvero conquistare. Dal punto di vista del rapporto tra i personaggi non si arriva mai a quelle emozioni viscerali a cui, ad esempio, Isabel Allende mi ha abituato, la cornice storica c’è ma non si vede più di tanto, non è davvero presente anche quando tocca direttamente e in modo intenso uno dei personaggi, il Cile non si respira e la storia stessa avrebbe potuto essere ambientata in qualsiasi luogo del mondo. Infine manca a mio parere una caratterizzazione ben precisa delle quattro protagoniste: quando la voce narrante cambia, non vi sono differenze con quella precedente e, se non fosse perché ci si rende conto di essere immersi in un diverso contesto rispetto a quello che appena lasciato, le voci delle diverse protagoniste potrebbero tranquillamente confondersi l’una con l’altra.

Il mio primo incontro con la Serrano, dunque, non è stato particolarmente entusiasmante; cercando sui vari siti di recensioni ho però notato che in molti hanno evidenziato come Arrivederci piccole donne non sia una delle sue migliori prove letterarie, così credo che aspetterò di leggere almeno un altro suo romanzo prima di chiuderle definitivamente la porta in faccia.

Una risposta a “Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano”

  1. Ho sempre sentito parlare bene della Serrano.. Tanto che non vedevo l’ora di leggere qualcosa di suo! Mi sa che non inizierò da questo romanzo :/ (ti ho taggata in un liebster comunque https://recenvisioni.wordpress.com/2016/07/04/first-liebster-awards passa se ti va!)

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