Angeli e Demoni

Autore: Dan Brown
Titolo originale: Angels & Demons
Serie: Robert Langdon, n.1
Data di pubblicazione: 2003
Editore: Mondadori, 2006
Formato: Hardback, 562 pag.

Inizio lettura: 26 luglio 2013
Fine lettura: 01 agosto 2013
Lettura n.: 29/2013
Il mio voto: ★★★★☆

Il fisico Leonardo Vetra sentì l’odore di carne bruciata. Era la sua. Terrorizzato alzò gli occhi verso l’ombra scura che incombeva su di lui: «Cosa Vuole da me?»
«La password» disse lo sconosciuto con voce aspra: «La parola d’ordine.»
«Ma io non…»
L’uomo gli premette di nuovo sul petto il ferro arroventato, ancora più a fondo. Si udì uno sfrigolio di carne che bruciava.

Finalmente il Dan Brown che mi ero aspettata fin dall’inizio: coinvolgente, scorrevole, rapido nell’azione. Qui non ci si perde in mille premesse e Robert Langdon si comporta finalmente “da uomo”: niente frignate su quanto sia tutto inverosimile (ci prova in paio di volte soltanto) e niente lamentele frustrate sul fatto che non riesce a risolvere il mistero. Qui tutto fila liscio (non altrettanto per i quattro poveri cardinali) ed è stato davvero divertente trascorrere qualche giorno in compagnia di Robert Langdon e Vittoria Vetra in giro per le piazze di Roma.

D’altro canto in questo romanzo non c’è nessun tipo di approfondimento psicologico dei personaggi, aspetto a cui è invece stato lasciato molto spazio in “The Lost Symbol” e che avevo apprezzato molto: anche qui la protagonista femminile è quella più interessante ma non sono riuscita a conoscerla bene quanto avevo invece fatto con Katherine Solomon, e i “cattivi”… non c’è paragone con la profondità di Mal’hak. Diciamo comunque che l’azione serrata non ha fatto in nessun modo sentire la mancanza di questi aspetti psicologici (che invece probabilmente se fossero stati assenti in “The Lost Symbol” lo avrebbero reso un romanzo del tutto inutile). Confrontando i due romanzi, insomma, secondo me si nota che Dan Brown da un lato ha ridotto l’originalità e la fantasia (il che, da un certo punto di vista, è anche normale), ma dall’altra è migliorato come “ritrattista” dei suoi personaggi (lo ripeterò fino alla nausea, Mal’hak è tra i migliori cattivi di cui ho letto quest’anno).

Per tornare ad Angeli e Demoni, conoscevo già la storia dato che avevo visto il film (che mi era piaciuto molto), anche se tra le due versioni ci sono alcune differenze a livello di trama, quindi ben poco del romanzo è stato una sorpresa ma il fatto che nonostante ciò l’abbia trovato appassionante è un segno molto positivo. A questo punto spero che anche Il Codice Da Vinci sia sullo stesso livello.

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