Agente 007: Licenza di uccidere

Titolo originale: Dr. No
Regista: Terence Young
Anno: 1962
Genere: Avventura
Cast: Sean Connery (James Bond), Ursula Andress (Honey Ryder), Joseph Wiseman (Dottor No), Jack Lord (Felix Leiter), Bernard Lee (M.), Anthony Dawson (Prof. R.J. Dent), Lois Maxwell (Signorina Moneypenny)

Visto il: 16 gennaio 2012
Valutazione:★★★★


Trama
Tratta da un eccitante romanzo di Ian Fleming, la prima, mitica tappa delle avventure della spia più seducente del secolo, un succoso cocktail di azione e ironia con un protagonista che farà molta strada, tale Sean Connery, irresistibile per simpatia, sex appeal e humour. Il mio nome è Bond, James Bond resta un biglietto da visita indimenticabile, vietato a chi si chiama Brambilla, Ursula Andress che esce dall’acqua col bikini bianco fa arrossire Botticelli e la sua Venere(Massimo Bertarelli, ‘Il giornale’, 2 luglio 2003)

Commento
Ho deciso di iniziare con James Bond a porre rimedio alla mia imbarazzante ignoranza cinematografica. In questo periodo ho meno voglia del solito di leggere, infatti ho rallentato moltissimo il ritmo, e vorrei invece concentrarmi un po’ sul cinema, soprattutto sui vecchi film, i veri e propri classici. E direi proprio che questo primo 007 con il più fascinoso tra tutti i James Bond (l’unico che secondo me può essere considerato il suo vero “erede” è Daniel Craig, altro che Pierce Brosnan dei miei stivali) e con la leggendaria immagine di Ursula Andress che esce dall’acqua con il bikini bianco, rientra decisamente nei classici del cinema.
Se devo essere sincera, temevo di trovarlo noioso: dopotutto è un film degli anni sessanta e io, abituata agli effetti speciali e alla scene d’azione frenetiche odierne, avevo un po’ paura di non riuscire ad essere molto obiettiva e invece mi sono dovuta, per fortuna, ricredere. Ciò che più mi è piaciuto e mi ha affascinato è stato tutto ciò che c’è intorno alla storia, ovvero la recitazione, il modo di vestire e di pettinarsi, i luoghi, le abitudini, i modi in cui cinquant’anni fa venivano rappresentati i vari stereotipi e i diversi ruoli (il buono, il cattivo, la spia, lo scienziato pazzo, gli aiutanti, ecc). Certo, fa sorridere pensare a quanto possa essere stata incredibile all’epoca la scena dell’inseguimento in macchina con l’automobile dei cattivi che alla fine precipita esplodendo in un burrone, soprattutto se paragonata a film odierni come l’ultimo “Fast&Furious”, nel quale solo nella scena finale verranno distrutte forse trenta automobili tra incidenti, salti, ribaltamenti ed esplosioni, ma credo che questo sia proprio il bello dei vecchi film: riescono a coinvolgerti anche dopo cinquant’anni.

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